mercoledì 21 aprile 2010

Le fattorie Fiandino e l’ingrediente segreto.


Chi mi conosce sa che io sono una persona molto legata alla tradizioni, che non disdegna le innovazioni. Oggi, in questo post vi parlo di una famiglia, che per certi aspetti, un po’ mi somiglia : “ La famiglia Fiandino”. La storia che sto per raccontarvi inizia sul finire del 1700, quando Stefano Fiandino si trasferisce da Milano a Demonte ( comune occitano nelle Alpi, confinante con la Francia, in provincia di Cuneo ) ed inizia la sua attività di pastore/ produttore. Fu nonno Magno a dare una importante svolta negli anni venti, acquistando la prima parte della cascina di Villafalletto, dove sono tuttora ubicate le Fattorie.



Nel secondo dopoguerra i figli ( Luigi, Giovanni e Battista ) continuarono l’opera ( a loro si deve la nascita caseificio verso la fine degli anni 40 ) che prosegue tuttora con la terza generazione Ora sono i cugini Mario ed Egidio, che si occupano con successo dell’azienda. Il segreto di questa famiglia sta nel rispetto delle tradizioni, nella facoltà di aver saputo conservare negli anni gli antichi saperi; unite all’innovazione e all’ altissima qualità del latte impiegato in azienda.
Il latte utilizzato , proviene per una parte dalle mucche di razza “bruna alpina” della fattoria, mentre per il restante, da allevamenti della provincia entro un raggio di 30 km.
Nascono così prodotti di eccellenza come il burro, il Grana Padano, la selezione Fiandino, e il burro 1889 (data di nascita di “Nonno Magno”) ottenuto con panna centrifugata di altissima qualità, lasciata riposare almeno 48 ore.
Grazie a Sandra del blog” Un tocco di Zenzero” in collaborazione con Le Fattorie Fiandino, ho avuto l’occasione di provare il burro salato 1889, appena ho ricevuto il pacchetto dal corriere, ( ero molto curiosa ) l’ho subito provato su una fetta di pane ed ho provato una sensazione molto piacevole ed ho pensato ”sembra il burro fatto in casa” dalla zia Assunta quando io ero bambina. Questo burro è un prodotto eccellente di color panna avorio, lascia in bocca un aroma dolce di mandorla fresca, decisamente diverso dagli altri tipi di burro.


Le foto di questo post sono di proprietà del blog: http://fiandino.blogspot.com/

Anche questo prodotto deve i suoi natali a nonno Magno: fu lui a scoprire, quasi per caso, nel porto di Genova , un nuovo sale, appena arrivato dalla Sicilia, e ne volle acquistare un pacchetto da portare a casa,così per provarlo. Era sensibilmente diverso da quello utilizzato abitualmente, sia alla vista che al gusto, ma allo stesso tempo così particolare da cambiare il sapore dei cibi ed anche dei formaggi, talvolta ne aggiungeva un pizzico nella panna , poco prima della burrificazione, ottenendo così una vera prelibatezza.
E’ sembrato naturale dare un seguito a questa storia con la creazione del Burro 1889 salato, l’unico al 100% italiano con il fior di sale delle saline Culcasi di Nubia, presso Trapani (Presidio slow food) . E’ questo l’ingrediente segreto, che aggiunto alle “ panne riposate” in quantità inferiore al 2% crea la versione salata del Burro 1889, da utilizzare per le migliori ricette.

La fama di questo prodotto ha varcato i confini nazionali, ne parla con apprezzamento anche il noto gastronomo francese François-Régis Gaudry nel suo blog: http://blogs.lexpress.fr/restaurant/.

I prodotti “Fiandino” si possono acquistare direttamente allo spaccio all’ interno del caseificio, in orario d’ ufficio, oppure nei migliori negozi.
Le Fattorie Fiandino sono presenti anche alla Fiera Internazionale Cibus Parma dal 10 al 13 maggio 2010 , se passate da quelle parti il loro stend merita una visita.
A presto con le ricette.


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9 commenti

  1. Brava Daniela,hai spiegato molto bene la storia di un antico caseificio, che ancora oggi mantiene intatte le sue tradizioni....visito volentieri il sito che ci hai descritto...bacioni
    PS:Hai ricevuto la mia mail???baci

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  2. Daniela,hai fatto centro con me, perchè è l'unico burro che amo veramente ed ogni tanto, mettendo dietro alle spalle il mio colesterolo, lo mangio spalmato su di una bella fetta di pane casareccio caldo. Il mio primissimo lavoro è stato presso un importatore di carne il quale comperava dall'olanda le selle di vitella ed ogni tanto dentro a queste, trovavamo del burro salato e del salmone speciale. Allora andavo a comperare dei panini ed era festa per tutto l'uffico. Questo mi riportava alla tenera età di 5/6 anni, perchè mia nonna Sidony, di origini "fiamminghe",aveva sempre questo squisito burro, dentro ad una casetta celeste con rete tutt'intorno, che teneva fuori dalla finestra, la più esposta al Nord
    e ce lo centellinava perchè, diceva sempre, che era tanto difficile reperirlo.Adesso anch'io ne ho un panetto nel frigo,della "PRESIDENT" di Bourgbarre-Francia, certamente non all'altezza di quello delle Fattorie Fiandino ma, ogni tanto si lascia mangiare!Che bella scoperta oggi!!Grazie Daniela sempre all'altezza della situazione e molto esauriente e precisa. Buon fine giornata deny

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  3. Grazie Dany, i tuoi post sono sempre preziosa fonte di informazioni. Ho scoperto l'esistenza di questo burro grazie ad un contest di Sandra (Un tocco d zenzero) in cui protagonista era proprio il burro ma non ho mai avuto la fortuna di assaggiarlo nè di trovarlo nei negozi qui in zona. Chissà se sul sito effettuano anche vendite on line ?!?!? Ci darò un'occhiata...Un abbraccio forte

    P.S. come stai, meglio?

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  4. Bello, particolare ed interessante il tuo post!Grazie!Un abbraccio

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  5. Brava Daniela, mi piace molto questo post!
    Un abbraccio

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  6. Bel post, interessante veramente.
    Baci Alessandra

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  7. E' un paicere da gustare semplicemente su una fetta di buon pane :))

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  8. Sono d'accordo con te, semplice e squisisto. Ciao Daniela.

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