giovedì 15 dicembre 2016

Macelleria e Salumificio Mio , tradizioni di famiglia , ricerca e innovazione



La storia della Macelleria e Salumificio Mio inizia alla fine del 1800 per opera di Mio Sante che assieme al figlio Ettore , ha maturato una lunga esperienza nel campo del commercio del bestiame . L’attività si trasforma prima in macello e poi nel 1937 Ettore assieme al figlio Giambattista aggiungono la produzione di insaccati artigianali .
L’attività di famiglia giunge fino ai giorni nostri con Billy Mio, con un ricco bagaglio di esperienze nel settore delle carni e dei salumi grazie alle quali il Salumificio Mio è oggi stimato e apprezzato per la produzione di salumi e carni di suino , bovino , equino , anatra e oca di qualità e provenienza esclusivamente italiana.

Ho chiesto a Billy quando hai iniziato a lavorare nell’attività di famiglia ?

Billy Mio: ho iniziato molto giovane 8/9 anni quasi fosse un gioco , ero molto attratto dall’allevamento del bestiame, e dall’attività del macello . Ricordo con affetto l’attività dei mediatori di bestiame , quando giravano le fattorie per acquistare il bestiame , i loro aneddoti , le loro storie e loro risate , sono  ricordi che porterò sempre nel mio cuore .


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martedì 6 dicembre 2016

Presentazione Cucinare 2017


Oltre 130 eventi tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina, 150 espositori: l’evento gastronomico del Nordest ritorna alla Fiera di Pordenone .

Grande attesa per la quinta edizione di “CUCINARE”, il Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina di Pordenone Fiere che apre le porte a focus dedicati a vino, birra artigianale e cucina green .

Quasi ultimato il programma della 5^ edizione di Cucinare, Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina in programma alla Fiera di Pordenone dall’11 al 14 febbraio 2017 sotto la direzione artistica di Fabrizio Nonis. I 18.000 visitatori di Cucinare 2016, di cui 15% operatori del settore, sono indicatori del successo crescente della manifestazione che punta a diventare l’evento fieristico di riferimento nel Nordest sia per il pubblico professionale che per gli appassionati di cucina, grazie ad un format innovativo che affianca stand commerciali ad un variegato calendario di eventi.
Circa 150 gli espositori presenti in fiera, provenienti da 17 Regioni, in rappresentanza dei due macro settori di riferimento di Cucinare: le filiere agroalimentari delle eccellenze made in Italy (aziende vitivinicole, birrifici e distillerie, salumifici, caseifici, oleifici; produttori di pasta, pasticcerie e prodotti da forno; prodotti ittici) e le tecnologie per la cucina (accessori, arredamento e complementi d’arredo per le cucine professionali; attrezzature per cottura, refrigerazione, lavaggio e preparazione per bar, ristoranti). In programma durante il Salone oltre 130 iniziative tra dimostrazioni, degustazioni, minicorsi e show cooking che hanno come protagonisti le associazioni, le istituzioni, i produttori, i ristoratori del territorio tutti impegnati nel presentarne le eccellenze enogastronomiche.


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domenica 27 novembre 2016

Tagliatelle al saor di peperoni, sugo di spezzatino e granella di cucunci



Oggi vi presento una mia nuova ricetta , delle tagliatelle all’uovo ( di altissima qualità “ Filotea” ) condite un sugo di spezzatino di vitello e un saor di peperoni ; non si tratta della ricetta tradizionale veneta del saor , ma di una mia versione della ricetta , che annovera tra i suoi ingredienti anche la cipolla rossa di Cavasso Nuovo e i capperi di Pantelleria . Per dare un tocco particolare al piatto, ho usato una spolverata di granella di cucunci ( il frutto finale del cappero ) .

Ingredienti per 4 persone :
250 gr. di tagliatelle all’uovo Filotea
370 gr. di spezzatino di vitello
½ cucchiaio di granella di cucunci La Nicchia
2 peperoni rossi
1 scalogno
1 cucchiaio di capperi dissalati La Nicchia
1 cipolla rossa di Cavasso Nuovo
1 carota
1 foglia di alloro
300 ml. di vino bianco secco
500 ml. di brodo vegetale
un pizzico di zucchero di canna
100 ml. di aceto di mele
sale fino q.b.
peperoncino dolce q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo


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martedì 22 novembre 2016

Risotto alla zucca con sentori di tartufo e capesante flambées



Ingredienti per 2 persone :

140 gr. di riso S. Andrea Riso Goio 1929
4 capesante medie
25 gr. di burro al tartufo bianco Grazioli Tartufi
90 gr. di polpa di zucca cotta a vapore
500 ml. di brodo vegetale
alcune fettine di scalogno
70 ml. di vino bianco
2 fettine di aglio
prezzemolo q.b.
10 cl. di cognac
peperoncino dolce Bonomo q.b.
sale fino q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo


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martedì 15 novembre 2016

Bombolotti di farro con crema di fagioli borlotti e cozze



Ingredienti per 4 persone :

250 gr. di bombolotti di farro trafilati al bronzo TARALL'ORO
250 gr. di fagioli borlotti di Sicilia Bonomo
1 Kg. di cozze
100 ml. di vino bianco
50 gr. di pancetta piacentina DOP " La Castellana" Salumificio La Rocca
1 spicchio d’aglio
1 foglia di alloro
1 scalogno
1 carota
½ costa di sedano
3 gambi di prezzemolo
un pizzico di peperoncino Bonomo
germogli di ravanello rosso q.b.
germogli di alfa-alfa ( erba medica )
sale q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo


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domenica 6 novembre 2016

La nostra visita a Golosaria 2016




L'11^ edizione di Golosaria Milano 2016 ha avuto inizio sabato 5, e terminerà lunedì 7 novembre 2016 negli spazi del MiCo Milano Congressi.
3 giorni dedicati agli amanti del cibo , del vino e molto altro . 
Oltre 300 espositori de Il Golosario, 80 eventi sui palchi tra talk, show cooking, master e lab e spazio a 10 cucine di strada .

Io e Diocleziano abbiamo visitato Golosaria 2016 sabato scorso, anche in occasione della premiazione del contest Fantasia in Cucina ideato dal Salumificio La Rocca , al quale mi sono classificata terza.

 È l’anno zero del nuovo decennio di Golosaria e noi l’abbiamo trovata in una veste completamente rinnovata e ricca di spunti già a partire dal concept: quella del 2016 è infatti un’edizione-guida tutta da sfogliare, che ha come tema chiave “Dal cibo, le civiltà”.
300 artigiani del gusto selezionati dal best seller Il Golosario raccolti in isole merceologiche che ci hanno permesso di approfondire il concetto di cibo come fattore di civiltà.
Grande spazio quindi alla civiltà del latte e dei formaggi, della norcineria, della carne, della panificazione, ma anche del pesce, dei dolci e dei lievitati, delle paste e cereali, degli olii, del cioccolato, dell’acqua, dei distillati e delle birre artigianali.
Oltre alla grande civiltà del vino, con la presenza di 100 cantine d’eccellenza . Quindi la schiera delle Cucine di Strada , interpretate in maniera alternativa e suddivise in isole ,  che ci hanno trasportato in un viaggio attraverso espressioni particolari e innovative delle cucine regionali.

Il primo stand ad essere visitato è stato quello del Salumificio La Rocca , poi si è svolta la premiazione del contest Fantasia in Cucina al quale mi sono classificata terza con questa ricetta :

Coppa Piacentina DOP in bellavista , con burrata , asparagi e pasta Kataifi



Qui la premiazione con Vittorio Magni , uno dei soci del Salumificio La Rocca


E qui con noi c’è anche Beatrice Crotta di Studio Arco , curatrice del contest .


Siamo poi passati al Food Truck dello Chef Michele Cannistraro di Masterchef  3 , una delle persone che ha selezionato i vincitori del contest.


Abbiamo degustato una delle sue ricette ideate per Golosaria :
la polenta taragna con cotechino sgranato del salumificio La Rocca all'alloro e fonduta di grana padano, un vero tripudio di sapori , un piatto che mi conquistato e che presto voglio provare nella mia cucina.
Con Beatrice poi ci siamo recati allo stand dei Tartufi Grazioli , storico brand della vendita dei tartufi , presente in Milano sin dal 1930


La gentile titolare ci ha fatto assaggiare le assolute novità del brand , le mostarde al tartufo :


la mostarda di anguria bianca con tartufo, la mostarda di zucca delicata con tartufo , e la mostarda di cipolla rossa con tartufo . La nostra preferita è stata la mostarda di zucca delicata con tartufo, a presto sul blog le ricette .

Nello spazio Agorà, abbiamo assistito al master L’anima degli oggetti: la cipolla il design funzionale in cucina con l’esempio del Cuocicipolla. Hanno partecipato Davide Oldani e Angelo Agnelli , relatore Paolo Massobrio .


Lo Chef Davide Oldani ci ha spiegato come è nata sua ricetta della cipolla caramellata ; davvero interessante anche la versatilità del cuocicipolla .


Abbiamo poi deciso di cenare al food Truck del riso Goio Street Food ,



che proponeva questa due ricette : risotto ai funghi e Toma biellese ; e sushi burger di riso con salmone affumicato, avocado e maionese alla salsa di soia .
La nostra scelta è caduta sul riso e ne siamo stati davvero felici, un piatto realizzato con ingredienti di altissima qualità , con un risultato finale  superlativo .


Abbiamo avuto il piacere di conoscere il titolare dell’azienda il signor Emanuele Goio ( al centro nella foto ) che ci ha raccontato la storia della sua azienda nata nel 1929 . Presto sul blog approfondimenti e ricette .

Termino l’articolo con la foto di queste due simpatiche ragazze promoter delle novità  Post it .



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mercoledì 26 ottobre 2016

Evento : 'Marina Danieli Vini, i prossimi 30 anni'.



Sabato scorso 22 ottobre 2016 io e Diocleziano siamo stati ospiti di Marina Danieli per festeggiare i 30 anni della sua attività . L’evento 'Marina Danieli Vini, i prossimi 30 anni' si è svolto in  Villa Dragoni a Buttrio.


Marina Danieli è una delle più importanti tenute nel Friuli Colli Orientali. Tramandata da donna a donna per più di 100 anni, oggi conta 100 ettari di terreni agricoli tra vigneti, seminativi, boschi, orto e frutteti.
La Storia : nel 1980 Luigi Danieli affida l’Azienda Agricola alla figlia Marina, tramandandole l’arte tradizionale del vino e della coltura della terra, dando così vita alla quarta generazione tutta al femminile nella gestione dei terreni di famiglia.
La testa d’asino, simbolo di testardaggine e forza, è da subito divenuto il marchio distintivo dell’Azienda Agricola Marina Danieli .

Programma della serata:
   17.30 Saluti di benvenuto
   18.00 Ieri oggi e domani di Marina Danieli Vini con degustazioni
   19.30 Aperitivo
   20.00 Cena seduti tra gli affreschi di Villa Dragoni.

Dopo un cordiale benvenuto siamo passati alla sala degustazioni



Marina ci ha raccontato la sua storia da quando era ragazzina e sin da allora tutti avevano notato il suo amore per la campagna e il suo rispetto per i collaboratori dell’azienda della nonna . Finite le superiori si era iscritta a medicina , fino a quando il padre aveva deciso di affidarle la tenuta. Qui’ è iniziata la sua storia e in seguito ha avuto inizio la sua collaborazione con Giorgio Grai.

Collaborazione durata fino al 2015, quando Marina ha voluto dare un’impronta più personale alla sua azienda , e in questo progetto è stata supportata anche dal ritorno in azienda di 2 dei suoi figli, Letizia e Francesco , che pur avendo intrapreso una carriera di successo altrove , hanno deciso di seguire l’attività di famiglia .


In questa foto Marina con i suoi 3 figli . Le due generazioni di una famiglia che ha segnato la storia della regione Friuli e che riflette le qualità della  gente di questi luoghi: la caparbietà, la forza di volontà, la voglia di innovare e di cercare nuovi sbocchi di mercato .

L'assessore alle Risorse Agricole E Forestali del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, ha commentato così la presentazione delle nuove iniziative imprenditoriali dell'azienda viticola Marina Danieli .


Un rilancio importante a trent'anni dall'avvio di questa attività che si sviluppa su più versanti e mira a riposizionare la produzione, di 130mila bottiglie l'anno in diverse fasce di mercato, a partire dalla grande distribuzione per arrivare alla ristorazione .

Un percorso, come ha spiegato Marina Danieli, che passa attraverso la valorizzazione dei vecchi vigneti ma anche dallo sviluppo di quelli più recenti che, in sinergia con un affermato esponente della viticoltura francese , Jean-Claude Mas , si spinge verso i mercati internazionali.

Di seguito si è svolto il tasting, una degustazione a 360° per conoscere l’attività e i successi di Marina in questi 30 anni .


Vini del tasting :

Friulano 2015
Friulano 2014
Pinot bianco 2010 etichetta villa Danieli
Faralta 1988



E’ stato molto interessante la degustazione dei friulano, e contrappore i sapori , colori e profumi del Friulano 2015 e del friulano 2014 .
Il Faralta è uno dei vini di punta dell’azienda : una piacevolissima scoperta per me il Faralta 1988 , che con i suoi 28 anni di età , pur nella sua complessità dei suoi sapori ha conservato alcuni tratti del vino giovane .
L’uvaggio del Faralta comprende 3 vitigni : il Merlot , il Cabernet e il Tazelenghe ( vitigno autoctono della zona collinare di Buttrio ) .

Si è passati poi al tasting di due assolute novità mondiali , dei vini tipici friulani , assemblati a dei vini tipici della regione Languedoc francese . Sono nati così i due fusionissino 2015 , nella versione bianco e rosso , da un’idea di Marina Danieli e Jean-Claude Mas .

Danieli Mas – Fusionissimo – Friulano – Viognier 2015

Uvaggi 40% friulano e 60% viogner . Questi uvaggi si fondono con la storia di Domaines Paul Mas, nella sua costante ricerca di autenticita’ e carattere. Jean-Claude Mas ha acquisito molta della sua esperienza in Italia, ed e’ totalmente impegnato in questo progetto nato con al sua amica storica Marina Danieli.
Ogni uva viene vinificata separatamente. Diraspatura, e breve contatto con le bucce per 4 - 8 ore. Pressatura pneumatica, svinatura a 10°C e fermentazione per 3 settimane a 18°C. Vengono utilizzati solo il primo succo e prima pressatura, per avere ricchi aromi di frutta.
L’assemblaggio viene fatto in Francia. Questo processo e’ fatto con la massima attenzione per ottenere aromi fruttati e morbidi.
Note di degustazione
Colore: giallo scuro come qualche venatura verde. Sapori complessi con note di limone e fiori bianchi, che si evolvono in aromi di frutta tropicale. Gusto: fruttato, rotondo e morbido. Ricco ed equilibrato, di lunga persistenza.
Abbinamenti: servire a 8 to 10°C, perfetto con pesce, pollo, curry .

Danieli Mas - Fusionissimo Refosco-Carignan 2015


Uvaggio : 55% refosco e 45% carignan .
Dopo la vendemmia le uve vengono portate in cantina. Pre-fermentazione a freddo a 10°C. Fermentazione a 27° al massimo durante il primo giorno, e poi a 24° nei 4 giorni successivi. Dopo la fermentazione, la macerazione dura per 14 giorni a 18° - 23°C con rimontaggi giornalieri. Dopo la macerazione, il vino viene lievemente pressato con una pressa pneumatica. Le prime pressate vengono rimescolate. Prima della fermentazione malolattica il 50% del vino viene messo in botti di rovere da 225 litri. Il vino poi viene affinato per 6 mesi in botti di quercia americana. A Maggio il vino è poi stato imbottigliato non filtrato.
Colore: rubino intenso con tinte di rosso. Note di spezie e more, poi si sviluppa in aromi di sottobosco per finire con note di rovere tostato.
Sapore corposo, ricco e morbido con tannini vellutati. Sapori complessi che finiscono in toni di liquirizia. Conservazione: se tenuto in buone condizioni (a 15° C e con bottiglia distesa) questo vino invecchia perfettamente nei successivi 5 anni.

Entrambi questi vini sono disponibili in azienda Marina Danieli.com

Poi abbiamo degustato due vini dell’ultimi vendemmia 2016 , direttamente tratti dalle botti :
Pinot grigio 2016
Pinot nero 2016

Ho particolarmente gradito il pinot grigio che aveva già il suo classico colore a buccia di cipolla e già formati buona parte dei suoi sapori complessi.

Si è svolto poi l’aperitivo con prodotti tipici friulani, quali il prosciutto crudo di San Daniele , il prosciutto cotto alla brace e formaggi locali serviti assieme al cren . Con questi prodotti tipici locali è stato abbinato un Brut , il Brut Mus ( nome legato alla storia di famiglia ) con uvaggio Chardonnay 100%.

Ha avuto poi inizio la cena seduti fra gli affreschi di Villa Dragoni


Il particolare e originale segnaposto


Il menù con i vini abbinati


Un grande complimento alla chef , la signora trentina amica di Marina Danieli. ; piatti strepitosi.
Ho trovato perfetto l’abbinamento della crostata di mele con confettura di rabarbaro e salsa di noci al vino Marina Danieli - Picolit 2003, davvero un grande vino .

Un sentito ringraziamento a Marina Danieli , ai suoi figli e al suo staff , in particolare alla figlia Letizia .


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domenica 23 ottobre 2016

Ciambelline con ricotta di capra e marmellata di limoni




Alcuni giorni fa sono stata contattata da Stefania, una delle due titolari dell’azienda “ La Frutta del Conte " . Stefania mi ha gentilmente offerto di tastare alcuni dei suoi prodotti e di dare la mia sincera opinione . Le clementine sono una vera primizia , appena raccolte . 


Le clementine erano ottime , profumatissime e con la buccia sottile, e anche la marmellata di limoni era fantastica , profumata , saporita e non troppo dolce , proprio come piace a me.
Entrambi questi prodotti sono stati utilizzati per la ricetta che vi presento oggi.

L’azienda si trova a Lentini , un paese al confine tra la provincia di Siracusa e Catania, in via Contrada del Conte ( da qui infatti deriva il nome dell’azienda ).
Si estende per quasi 100 ettari, coltivati per lo più ad agrumeto ; negli ultimi anni le titolari hanno deciso di riconvertire gli appezzamenti più vecchi in frutteti .
La loro produzione comprende una vasta gamma di agrumi, tra cui clementine, mandarini, arance a polpa bionda (navel e Washington navel) , arance rosse (tarocco, sanguinello e moro) limoni, albicocche , pesche tabacchiere, nettarine , pesche e fichi d’India .

Inoltre a perimetro della proprietà le titolari hanno deciso di impiantare degli ulivi che fungono da frangivento e da cui ricavano un pregiato olio extra vergine di oliva al 100% .

La Frutta del Conte coltiva nei suoi terreni i prodotti che vende freschi.

Per questo la disponibilità della frutta è legata alla stagione e alle condizioni climatiche. La frutta del conte nasce dall'idea di permettere a quanti sceglieranno i loro prodotti di poter avere , direttamente a casa, un prodotto appena raccolto e quindi senza alcun trattamento che ne prolunghi la conservazione. Il che rende edibile ogni parte del frutto ( per intenderci si può utilizzare anche la buccia) .
Visitando il sito www.lafruttadelconte.it  prenderete visione della loro realtà , potrete ordinare prodotti di stagione di altissima qualità e in pochi giorni vi saranno recapitati direttamente a casa vostra .

Passiamo quindi alla ricetta. Un dolce adatto da abbinare al tè del pomeriggio , ma anche un dolce perfetto come fine pasto , magari anche con il vino giusto abbinato .
Per la ricetta delle ciambelline ho usato questa ricetta .

Ingredienti per 6 ciambelline:

55 gr di farina 00
60 gr di farina di riso
90 gr di zucchero
2 uova
5 gr di lievito per dolci
50 ml di olio di semi
60 ml di acqua
1 cucchiaino di miele all’arancia
1 pizzico di sale

Per la farcia :
150 gr. di ricotta di pecora
il succo filtrato di 2 clementine La frutta del Conte
1 cucchiaio di bagna per dolci
marmellata di limoni La frutta del Conte
2 cucchiai di zucchero
zucchero a velo q.b.

Procedimento : mettere le uova , lo zucchero , il sale e  il miele in una ciotola , lavorare con le fruste sino ad ottenere un composto gonfio e spumoso .
Sempre mescolando aggiungere a filo l’olio e l’acqua e infine poco alla volta le due farine con il lievito setacciato . Versare il composto nelle formine imburrate e infarinate .
 Infornare quindi  a forno già caldo a 175°per circa 20 minuti ,  fate la prova stecchino per verificare . Sfornate la formine e lasciatele raffreddare .

Passiamo quindi alla preparazione della farcia : mettere in un pentolino il succo filtrato delle clementine, portarlo a bollore , abbassare la fiamma e farlo ridurre circa della metà , quindi spegnere il fuoco e farlo raffreddare .

Setacciare la ricotta di capra , versarla in ciotola, lavorarla assieme allo zucchero, aggiungere il cucchiaio di bagna per dolci e il succo ridotto delle clementine , lavorare sino ad ottenere un composto omogeneo.
Dividete le ciambelline in due parti, in senso orizzontale, spalmate la prima parte con un po’ di farcia alla ricotta , posizionare sopra un po’ di marmellata di limoni ed infine sovrapporre l’altra parte della ciambellina . Premere leggermente .
Procedete a questo modo con le altre ciambelline.
Posizionate le ciambelline farcite in un vassoio e fatele riposare in frigo per 1 ora .

Servire le ciambelline con una spolverata di zucchero a velo.


Ho abbinato a questo dolce uno dei più antichi vitigni friulani : il Verduzzo Tenuta Luisa .

Risulta essere coltivato ancor prima dell’arrivo dei romani in Friuli. Successivamente la storia narra di un famoso pranzo a Cividale, agli inizi del XIV secolo, in onore di Papa Gregorio XII, durante il quale furono servite settantadue pietanze con diversi vini tra cui appunto il Verduzzo.


Caratteristiche organolettiche : colore giallo dorato; dal caratteristico profumo di miele, fiori di tiglio e di frutta matura. In bocca si può sentire la tannicita unica di questo vino bianco che si fonde con le sue note di amabilità e acidità. Abbinamento: dessert in genere e pasticceria secca .



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domenica 16 ottobre 2016

Torta di mele e marmellata di bergamotto



La torta di mele e marmellata di bergamotto è un dolce soffice e goloso realizzato con un impasto a base di mele e yogurt e impreziosito da un cuore dolce di marmellata al bergamotto .
E’ un dolce perfetto per la colazione , ma ideale anche da abbinare al tè del pomeriggio.
Ricetta adattata da Pronto in Tavola.

Ingredienti per una tortiera da 26

3 mele Golden
3 uova
4 cucchiai di marmellata bergamotto Più frutta Benessere Vis
200 gr. di farina 00
100 gr. di maizena
150 gr. di zucchero
70 ml. di latte soya  Bio Brink Soya + VanigliaThe Bridge
90 ml. di olio extra vergine di oliva Bonomo
1 limone bio
1 yogurt naturale
la punta di un cucchiaino di buccia di limone grattugiato
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci


Procedimento : sbucciate le mele, tagliatele a fettine e fatele  marinare in una ciotola con il succo di limone.
Sbattete le uova con lo zucchero, profumate con la scorza del limone.
Continuando a mescolare, unite le due farine  setacciate con il lievito e alternate con lo yogurt bianco , il latte di soia  e il burro fuso ormai tiepido.

Amalgamate bene il composto, quindi aggiungete le fettine di mele, mescolate bene tutti gli ingredienti e  quindi trasferite l'impasto in uno stampo da 26 cm imburrato e infarinato.

Livellate bene e distribuite con un cucchiaio sulla superficie dei fiocchetti di confettura, con lo stesso procedimento della crostata morbida di Marina Braito .

Infornate la torta di mele e marmellata di bergamotto a 180 gradi per circa 50 minuti, sfornatela, lasciate raffreddare e spolverizzate con poco zucchero a velo.



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domenica 9 ottobre 2016

Fusillone giallo con sgombro, pomodorini confit e foglie di cappero in olio d'oliva



L'autunno è arrivato , le temperature si sono abbassate , e per riportare il mio pensiero all'estate ho  pensato di realizzare  un primo piatto , dei fusilloni alla curcuma e di condirli con dello sgombro sott'olio assieme a dei pomodori confit e  delle foglie di cappero in olio d'oliva.

Di recente vi ho parlato qui della granella di cucunci ( il frutto del cappero ) oggi vi presento un nuovo prodotto nella mia cucina “ Le foglie del cappero in olio d’oliva “ prodotto presentato dall’azienda pantesca “La Nicchia” al Taste di Firenze 2016 .

Una preparazione di origine greca : le foglie vengono accuratamente selezionate della pianta del cappero, rese sode e croccanti e in seguito accuratamente immerse in olio extravergine d’oliva. Il prodotto così ottenuto esprimere un buon equilibrio tra la sapidità e una piacevole nota acidula. Le foglie di cappero in olio d’oliva oltre ad essere adatte come complemento visivo di un piatto, sono anche interessanti e sfiziose da mangiare. Ideali per condire e guarnire tutte le preparazioni a base di pesce, carne, verdure cotte e crude.

Per noi sono state una piacevole novità , le consigliamo a tutti i nostri lettori.

Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di Fusillone Grano Armando
1 scatola da 320 gr. di filetti di  sgombro all'olio d'oliva Nostromo
20 foglie di cappero in olio d’oliva La Nicchia
20 pomodorini confit
1 cucchiaio raso di curcuma
1 spicchio d'aglio
sale 
un pizzico di peperoncino  Bonomo
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : far sgocciolare i filetti di sgombro, spezzettarli grossolanamente con una forchetta .

Porre sul fuoco una pentola con abbondante acqua ; quando l’acqua giunge a bollore aggiungere il  sale grosso, incorporare la pasta e il cucchiaio raso di curcuma, mescolare , quindi far cuocere al dente la pasta e scolarla.

La curcuma ha un sapore delicato e donerà alla pasta un colore giallo brillante.

Nel frattempo far rosolare in una larga padella uno spicchio d’aglio, quando è ben rosolato eliminare lo spicchio d’aglio, incorporare lo sgombro , i pomodorini confit , un pizzico di peperoncino e infine la pasta . Far saltare velocemente , per far amalgamare bene tutti i sapori , all’ultimo aggiungete le foglie di cappero in olio d’oliva .

Ecco un piatto semplice , dai sapori decisi , realizzato con pochi ingredienti di altissima qualità. Ideale per stupire e conquistare i vostri ospiti.

Vino consigliato : Brut Ribolla Gialla Tenuta Luisa



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sabato 10 settembre 2016

Risotto alla zucca con formaggio Bagòss , funghi e sentori di basilico



Il Bagòss è il formaggio tipico di Bagolino, un piccolo paese di montagna incastonato al centro delle Alpi italiane. E' un formaggio tipico di montagna prodotto secondo metodi di produzione tradizionali praticati da secoli. Il Bagòss autentico è prodotto solo a Bagolino in 28 piccole aziende dove gli allevatori producono il Bagòss con l’aiuto delle loro famiglie. E' un presidio Slow Food.
E' un formaggio a pasta semicotta prodotto secondo metodi  di produzione tradizionali praticati da secoli. Per ottenere il marchio autentico e potere usare il nome di “Bagòss” occorre seguire un rigido disciplinare di produzione. Il Bagòss è un formaggio semigrasso e molto aromatico . Il disciplinare prevede una stagionatura minima di 18 mesi, quando la pasta inizia a diventare granitica e tende a rompersi in scaglie.

Origini , storia e aneddoti sul Bagòss

L’origine del Bagòss va ricercata indietro nei secoli; la sua origine risale probabilmente al XVI secolo, quando Bagolino era un paese situato alla frontiera della Repubblica di Venezia, al tempo in cui Venezia dominava i mari. La cittadina Infatti è famosa anche per il suo carnevale in stile veneziano, oltre che per il Bagòss.
Una delle caratteristiche peculiari del Bagòss è l’aggiunta di zafferano che non è un prodotto locale, ma che era una spezia comune a Venezia quando i veneziani commerciavano merci in tutto il mondo. Per ulteriori info vi invio al sito : IL BAGOSS

Veniamo alla ricetta .

Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di riso carnaroli
90 gr. di zucca bio cotta a vapore
120 gr. di formaggio Bagòss di Bagolino grattugiato
50 ml. di panna fresca
300 gr. di funghi
70 ml. di vino bianco secco
700 ml. di brodo vegetale
30 gr. di burro
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
prezzemolo q.b.
basilico q.b.
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : pulite i funghi eliminando la parte terrosa, passateli velocemente con acqua corrente fredda e asciugateli con un telo.
In un piccolo tegame fate rosolare uno spicchio d’aglio con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva, aggiungete i funghi farli cuocere a fuoco dolce per 15 minuti , mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, per far eliminare l’acqua ei vegetazione.
Al termine spegnere il fuoco, eliminare lo spicchio d’aglio , aggiungere il prezzemolo tritato e regolare di sale.

Tritare finemente lo scalogno farlo rosolare con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva , aggiungere il riso e farlo tostare poi sfumare con il vino bianco, aggiungere due mestoli di brodo e continuare dolcemente la cottura. Dopo 7 minuti dall'inizio della cottura aggiungere la polpa di zucca , mescolare , aggiungere gradualmente il brodo e portare a cottura secondo il tempo indicato sulla confezione ( nel mio caso 18 minuti ).
A fuoco spento mantecare con il burro e 30 gr. di formaggio Bagòss grattugiato. Assaggiare , eventualmente regolare di sale , aggiungere una macinata di pepe nero.

Frullare grossolanamente un bel ciuffo di basilico con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva. Far sciogliere a Bagnomaria la panna con 80 gr. di formaggio Bagòss, mescolare bene sino ad ottenere una fonduta fluida e morbida.

Presentazione : porre al centro del piatto un nido di risotto , io ho scelto una formina triangolare, depositare sopra un cucchiaio di fonduta ed infine un cucchiaio di funghi chiodini

Decorare intorno con delle gocce di olio al basilico e delle scaglie di formaggio Bagòss. Decorare il piatto a piacere con un rametto di maggiorana.

Vino consigliato : Franciacorta Brut Rosé

“ Con questa ricetta partecipo al contest B come #biancolatte di Franciacorta "




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domenica 4 settembre 2016

Schiaffoni con alici di Cetara, patate viola e granella di cucunci



Oggi vi presento un primo piatto semplice , veloce da realizzare e molto saporito.
Per realizzarlo ho usato 2 prodotti tipici della Campania , gli schiaffoni e le alici di Cetara.

I paccheri o schiaffoni sono un tipo di pasta tradizionale napoletana aventi la forma di maccheroni giganti, generalmente realizzati con semola di grano duro . Il nome “paccheri”, nella tradizione napoletana ricorda la “pacca”, uno schiaffo amichevole dato a mano aperta per salutare o congratularsi con qualcuno. Il termine deriva dal greco, “pas” che significa tutto e ”keir” che significa mano, quindi letteralmente “tutta la mano”, “a mano piena”. Ecco perché a Napoli i paccheri sono chiamati anche “schiaffoni”.

La pesca delle alici ha rappresentato per molti secoli una fonte primaria di sostentamento per i pescatori di Cetara: un’antica tradizione che continua ancora oggi seguendo metodi tradizionali. Caratteristiche di Cetara sono appunto le alici conservate sotto sale, lavorate appena pescate e pronte per essere gustate.
Oggi la lavorazione delle alici di Cetara continua ad essere fatta rispettando rigorosamente le regole tramandate da generazioni, questo fa si che questo prodotto venga apprezzato in tutto il mondo.

Per la ricetta ho utilizzato anche delle patate a pasta viola e della polvere di cucunci .

I cucunci sono il frutto finale del cappero , hanno un sapore simile ai capperi ma più delicato . Solitamente si trovano in commercio sotto sale, sott'olio o sotto aceto . Oggi per la mia ricetta ho utilizzato la granella di cucunci prodotta dall'azienda La Nicchia.
I cucunci vengono dissalati essiccati e poi tritati. Basta una spolverata di questa polvere per donare un tocco particolare ai vostri piatti.

Passiamo quindi alla ricetta,

ingredienti per 4 persone :

280 gr. di schiaffoni Grano Armando
7 alici di Cetara dissalate
4 patate a pasta viola
4 pomodorini a ciliegia
1 cucchiaio di granella di cucunci La Nicchia
1 spicchio d’aglio
3 steli di prezzemolo s
ale fino q.b.
pepe nero q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento: lessate le patate in acqua leggermente salata, sbucciatele e fatele raffreddare .

In una ampia padella con un filo d’olio extra vergine di oliva fate imbiondire lo spicchio d’aglio , aggiungete le alici dissalate e fatele sciogliere a fuoco dolce , unite le patate tagliate a tocchetti assieme a due cucchiai di acqua , mescolate , fate insaporire il tutto a fuoco bassissimo.

Lessate la pasta in acqua bollente leggermente salata , fatela cuocere e scolatela al dente.

Fate saltare gli schiaffoni nel sughetto appena preparato, mescolate bene con un cucchiaio di legno per far ben insaporire la pasta.

Servite la pasta ben calda con una spolverata di granella di cucunci e una leggera spolverata di prezzemolo tritato. Decorate con delle fettine di pomodorini e a piacere con uno stelo di erba cipollina.

Vino consigliato : Traminer aromatico Tenuta Luisa





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domenica 28 agosto 2016

Anelli con melanzane perline , pomodorini di Pachino IGP e polvere di capperi



La melanzana Perlina non è frutto di manipolazioni genetiche, ma di una serie di incroci naturali. Pesa in media 35 g ed è lunga solo 10-15 cm. Le piccole dimensioni  non sono l’unica caratteristica della melanzana perlina: ha buccia sottile che non va eliminata e polpa senza o con pochi semi . Ha un gusto tendente al dolce, senza il tipico sapore amarognolo delle melanzane tradizionali, perciò non occorre metterla sotto sale prima di poterla utilizzare.


Sebbene sia diffusa soprattutto nelle regioni settentrionali, la melanzana perlina è in realtà originaria della Sicilia, nel ragusano, dove viene coltivata in ambiente protetto (serra) per evitare l’impiego di fitofarmaci. Come le dimensioni, anche i tempi di cottura di questa melanzana sono ridotti: alla griglia è pronta in 5 minuti, al tegame sono sufficienti 10 minuti e al forno ne bastano 10-15.

Passiamo quindi alla ricetta .

Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di anelli Grano Armando
7 melanzane perline
12 pomodorini IGP di Pachino
2 spicchi d’aglio
1 ciuffo di finocchietto
½ cucchiaio di polvere di capperi LaNicchia
sale fino q.b.
un pizzico di peperoncino Bonomo
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : lavate e tagliate a rondelle le melanzane ; lavate i pomodorini e divideteli a metà . Sbucciate 1 spicchio d’aglio, inseritelo in una padella con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva, fatelo rosolare, aggiungete le melanzane perline a tocchetti e un pizzico di peperoncino, mescolate bene per far in modo che si insaporiscano, bene , abbassate la fiamma e portate a cottura
( circa 10-12 minuti ). Al termine regolate di sale .

Sbucciate l’altro spicchio d’aglio, inseritelo in una padella con 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva ,  fatelo rosolare e quando l’olio è ben caldo aggiungete i pomodorini e fateli saltare velocemente assieme a del finocchietto tritato. Al termine regolate di sale.

Far cuocere gli anelli in abbondante acqua salata , scolateli al dente e fateli saltare con il sugo di melanzane e di i pomodorini.

Servire la pasta con una spolverata di polvere di capperi, decorare con un ciuffetto di finocchietto fresco.

Vino consigliato : Friulano della Linea I Ferretti Tenuta Luisa





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martedì 2 agosto 2016

Il mio menù ideato per il contest Latti da mangiare 2.0


Buongiorno a tutti, oggi vi presento le due ricette che ho ideato per il contest “Latti da Mangiare 2.0 " , della storica Fattoria Palaghiaccio .

Si tratta di un primo e di un secondo piatto :

Caramelle di patate ripiene di Blu Mugello

Rollatina di tacchino con bresaola e formaggio tartufino

Inizio con la ricetta del primo piatto :

Caramelle di patate ripiene di Blu Mugello


Ingredienti
per la pasta:
300 gr di patate
200 gr di farina 00
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
1 uovo
per il ripieno
120 gr. di formaggio Blu Mugello Fattoria Palaghiaccio
per la crema di pomodoro
800 gr. di pomodori varietà cuor di bue maturi
1 scalogno
1 mazzetto odoroso ( prezzemolo , rosmarino, timo , maggiorana )
1 foglia di alloro
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo
per il condimento
prezzemolo
rosmarino
 timo
maggiorana
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : lessate le patate, sbucciatele e passatele al setaccio, unite la farina e l’uovo, salate e pepate. Stendete la pasta su una spianatoia infarinata e ricavate tanti quadrati di pasta ( 4.5 cm. di lato ); posizionate al centro di ogni quadrato un cilindro di formaggio Blu Mugello, arrotolate e pizzicate alle estremità sino ad ottenere una simil caramella.

Per la crema di pomodoro : tuffate i pomodori maturi in acqua bollente per 3 minuti, poi sbucciateli , eliminate i semi e tagliateli a tocchetti ; mettete la polpa a scolare in un colino.

Tritare sottilmente lo scalogno , fatelo rosolare in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva, aggiungete quindi la polpa di pomodoro, fate insaporire poi aggiungete la foglia di alloro e il mazzetto odoroso . Fate cuocere a fuoco dolce per 10 minuti circa, spegnete il fuoco eliminate il mazzetto odoroso , e frullate grossolanamente la crema di pomodoro. Rimettete il tegame sul fuoco, aggiungete sale e pepe , mescolate e fate addensare la crema ( basteranno pochi minuti ).

Per l’olio aromatico: inserite in una ciotola 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva , aggiungete un trito di rosmarino, prezzemolo, timo e maggiorana, un pizzico di sale e pepe , mescolate , coprite il recipiente con un film trasparente e lasciatelo riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Fate cuocere le caramelle di patate in abbondante acqua salata per 5 minuti circa, scolateli e conditeli con ’olio aromatico preparato in precedenza .

Presentazione : posizionare sul piatto un piccolo mestolo di crema al pomodoro, depositare al centro alcune caramelle di patate, decorare a piacere con un stelo di maggiorana fiorita.

Rollatina di tacchino con bresaola e formaggio tartufino


Ingredienti per 4 persone :

4 fettine di tacchino (circa 302 gr. )
90 gr. di bresaola di bovino IGP
120 gr. di formaggio tartufino Fattorie Palaghiaccio
90 gr. di insalatina misticanza
mostarda di cipolla rossa q.b.
fiori freschi di finocchietto q.b.
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Iniziamo col preparare le rollatine : appiattire leggermente con un batticarne le fettine , salarle e peparle da entrambi i lati .
Stendere sopra ogni fettine delle fettine di bresaola in modo da coprire tutta la superfice , posizionare al centro un cilindro di formaggio tartufino , poi arrotolare in modo da formare delle rollatine, quindi fissare con dello spago da cucina.
Irrorare gli involtini con un filo di olio extra vergine di oliva.

Far scaldare una padella antiaderente , quando è ben calda cuocere gli involtini, lasciarli riposare per 3 minuti, eliminare lo spago quindi tagliarli a fette .

Presentazione del piatto : distribuire sul piatto una piccola quantità di misticanza, condite con sale e pepe e un filo di olio extra vergine di oliva.
Posizionate in ordine sparso delle fettine di rollatina , aggiungete delle gocce di mostarda di cipolla rossa e dei fiori freschi di finocchietto.


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lunedì 11 luglio 2016

Crostatine alla frutta con crema pasticcera vegan al latte di soya e vaniglia



Oggi vi presento delle crostatine alla frutta farcite con una particolare crema pasticcera vegan , da abbinare al te del pomeriggio , ma anche ideali come dolce fine pasto . La crema pasticcera con cui le ho farcite è realizzata con del latte soya alla vaniglia prodotto dall’azienda vicentina  The Bridge .  Azienda situata a San Pietro Mussolino, nel cuore delle colline vicentine, che con una minuziosa ricerca creativa durata due anni, ha dato origine dal 1994 al primo "latte di riso", interamente italiano, BIO RICE DRINK, confezionato in Tetrapak.

Ingredienti per la frolla :
210 gr. di farina Garofalow260
2 tuorli
50 ml. di olio extra vergine di oliva Bonomo
70 ml. di yogurt alla vaniglia
la punta di un cucchiaino di buccia grattugiata di limone
1 pizzico di sale
80 gr. di zucchero a velo

Preparazione: disponete la farina a fontana, versate nel centro i tuorli d’uovo, lo zucchero, un pizzico di sale, la buccia di limone , l'olio d'oliva e lo yogurt . Impastate velocemente il tutto, e lavoratelo brevemente a mano in modo da formare un impasto liscio e omogeneo poi date alla pasta la forma di un panetto, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e lasciatelo riposare in frigo per almeno 30 minuti . Trascorso questo lasso di tempo , stendere l'impasto su di una superficie infarinata con il mattarello, portandolo allo spessore di circa 3 mm. e con l’impasto rivestire il fondo di 14 formine antiaderenti da 7 cm. di ⌀ . Eliminare la pasta in eccesso che esce dai bordi pressando sopra alle formine con un mattarello . Ricoprite le crostatine con dei fagioli secchi e fatele cuocere in forno già caldo a 180° per circa 12-15 minuti, sino a quando le crostatine assumeranno un bel colore dorato.

Ingredienti per la crema pasticciera vegan:
400 ml di latte soya Bio Brink Soya + Vaniglia
70 gr di zucchero
25 gr di farina 00
1 pizzico di curcuma
scorza di 1/2 limone bio
1 pizzico di polvere di alga agar-agar

Procedimento : in una pentola alta e stretta inserite lo zucchero e la farina setacciata e a fuoco lento aggiungete lentamente il latte di soia alla vaniglia poco alla volta, mescolando bene per eliminare i grumi, poi la polvere di agar-agar, quindi la scorza di limone. Quando si è raggiunta l’ebollizione continuate a far cuocere ancora per 4-5 minuti, abbassando al minimo la fiamma e continuando a mescolare.
Togliete dal fuoco e lasciate riposare per 7-10 minuti , eliminate la scorza del limone , aggiungete la curcuma e mescolate bene . Se non utilizzate subito la crema pasticciera, copritela con una pellicola trasparente.
Ricetta adatta da Tuttogreen.it

Frutta fresca per la farcitura :
Ananas
Pesche noci
Kiwi
Fragole

ed infine Frescafrutta Gelatina spray Fabbri

Farcire i gusci di frolla riempendoli con la crema pasticcera, disporre sopra la frutta , premendo leggermente sulla crema pasticcera , iniziare con delle fettine sottili di ananas , poi continuare con delle fettine di pesche noci e kiwi, infine depositare al centro mezza fragola .
Spruzzare sopra ogni crostatina una piccola dose di gelatina spray . Lasciate riposare le crostatine in frigo per almeno 90 minuti prima di servirle .


Oggi vi parlo della latte di soia (che sarebbe più corretto chiamare bevanda di soia, trattandosi di un prodotto totalmente vegetale) prodotto dall’azienda The Bridge .


Quando mi è stato proposto di tastare alcuni prodotti di questa azienda ho accettato con molto piacere , anche perché a causa dei miei problemi di salute ( sono una persona in dialisi ) devo limitare gli alimenti contenenti fosforo . Ho assaggiato il latte di soia aromatizzato alla vaniglia e l’ho trovato molto gradevole, e con questo prodotto ho pensato di realizzare una crema pasticciera vegan , ( quella di cui vi parlato nella ricetta sopra ) che ha piacevolmente conquistato me ,  la mia famiglia e i miei ospiti.

Il latte soya Bio Brink Soya + Vaniglia contiene soia, zucchero di canna grezzo ed estratto di vaniglia. Ha un gusto delicato e molto gradevole grazie all'estratto di vaniglia presente. È realizzato con soia biologica nazionale certificata ( 8% ) non contiene glutine, lattosio, non ha aggiunte di calcio ,conservanti né aromatizzanti, ha un contenuto di fosforo molto basso rispetto al normale latte di mucca ed è, per questo, adatto ad essere consumata sia dagli adulti che dai bambini. E' un prodotto Bio .  

Il suo basso apporto di grassi, inoltre, lo rende perfetto per coloro che devono perdere peso o per chi deve tenere sotto controllo la quantità di grassi nella propria dieta.
E come specificato sopra il suo basso contenuto di fosforo lo rende adatto alle persone con problemi renali.
Ma non solo , molte sono le persone che non possono consumare il latte vaccino , o perché intolleranti al lattosio, o perché allergici alle proteine del latte (caseina ) .

Non si tratta quindi solo di una moda del momento, ma dalle varie interviste effettuate in questi ultimi anni, a queste categorie di persone , risulta che il latte di soia è in grado di migliorare notevolmente la vita a queste categorie di  persone.

Il latte di soya The Bridge e disponibile nella versione naturale e nella versione con aroma naturale alla vaniglia.

Per ulteriori info :

The Bridge s.r.l.
Via Marcigaglia, 20
36070 San Pietro Mussolino Vicenza
E-mail info@thebridgesrl.com

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martedì 21 giugno 2016

Bigoli con brodo di polenta , salame piacentino DOP e crema di piselli



Per realizzare la ricetta che vi presento oggi ho usato prodotti ed ho tratto ispirazione da tre regioni italiane .
Ho usato i bigoli antico , tipico formato di pasta veneta ; ho usato anche il salame piacentino DOP del Salumificio La Rocca, ed infine la salsa principale per condire i bigoli è una mia rivisitazione del brodo di polenta tipica ricetta  della Carnia friulana.

Il brodo di polenta è una zuppa povera a base di polenta di mais e pochi pezzettini di pitina , salume di cui vi avevo già parlato in questo post.

Il bro’ brusà  ( brodo bruciato ) nel pordenonese è un condimento a base di burro sciolto e farina di mais gialla . Il brodo di polenta che ho usato come condimento in questa ricetta è appunto una rivisitazione data dall’unione di queste due ricette.

Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di bigoli freschi
350 gr. di piselli freschi
4 cucchiai di polenta di mais gialla
2 foglie di salvia
300 ml. di brodo vegetale
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : lessare i piselli in acqua bollente leggermente salata , scolarli tenendo da parte l’acqua di cottura ; poi tuffarli in acqua e ghiaccio per stabilizzare il colore , quindi passarli prima al frullatore poi al passaverdure . Porre sul fuoco un tegame con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva, aggiungere la purea di piselli assieme ad alcuni cucchiai di acqua di cottura , mescolare e appena la crema inizia il bollore abbassare la fiamma , mescolare con una frusta sino ad ottenere la consistenza cremosa desiderata. Terminare con una macinata di pepe nero. Coprire e tenere da parte.

Affettare il salame non troppo sottile, poi tagliarlo a cubetti. Fate saltare velocemente i cubetti di salame in una padella antiaderente, scolateli dal grasso e fateli asciugare su un foglio di carta cucina.

Porre sul fuoco una casseruola antiaderente con 30 ml. di olio extra vergine di oliva e 2 foglie di salvia , appena l’olio è caldo eliminare le foglie di salvia ed aggiungete la farina di mais, mescolate spesso a fuoco dolce, con un cucchiaio di legno sino a quando la salsa assume un bel color nocciola. A questo punto aggiungete un mestola di brodo vegetale e i cubetti di salame , fate ridurre la salsa , sempre a fuoco dolce sino ad ottenere una consistenza morbida . Spegnete il fuoco e regolate di sale e pepe.
Fate cuocere i bigoli in abbondante acqua salata , secondo le indicazioni riportate sulla confezione , scolateli al dente e fateli saltare nel brodo di polenta.

Presentazione : porre sul fondo del piatto 3 cucchiai di crema di piselli calda, depositare sopra un nido di bigoli conditi con il brodo di polenta , decorare a piacere con uno stelo di erba cipollina .

Ho abbinato a questo piatto un Prosecco Doc Dry De Giusti .


Con questa ricetta partecipo al contest del Salumificio La Rocca "Fantasia in cucina con i salumi La Rocca"



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