lunedì 29 febbraio 2016

PANTAPACK: il Packaging che sa rinnovarsi e parte alla conquista del mondo


Perché quando andiamo a fare la spesa al nostro negozio di fiducia oppure ad un supermercato della grande distribuzione un prodotto alimentare ci colpisce e attrae la nostra attenzione ?
Merito del brand , della combinazione dei colori , dello scaffale in cui è posizionato ? Oppure ci sono anche altri fattori in gioco ?
Un fattore che incide tantissimo è il packaging.
Infatti la confezione protegge il cibo, lo esalta esteticamente e allo stesso tempo lo rende igienico al 100%.
Il packaging è una parte importantissima di un prodotto, in quanto lo rende pratico da usare e più facile da identificare in mezzo a mille prodotti della stessa categoria.
Deve riuscire a comunicare oltre alla bontà del prodotto ,  la sua originalità e la diversità.

Barilla nota azienda emiliana ha raccontato nel corso degli anni la continua evoluzione del packaging, un viaggio straordinario fatto di colori, materiali e design innovativi e packaging sorprendenti.
 
Non si direbbe, ma anche nel mondo della pasta il confezionamento dei prodotti ha assunto nel tempo un’importanza fondamentale. In un settore particolarmente competitivo come questo riuscire ad assicurare al packaging la giusta dose di igiene, sicurezza e appeal può fare davvero la differenza in termini di brand improvement e vendite.
È una notizia di inizio anno :  il grande sforzo compiuto da Barilla con l’investimento di 26,5 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo stabilimento in America.
Con questa mossa la storica azienda di Parma vuole imporsi anche nel mercato del nuovo continente quale leader indiscusso nel mondo gluten free.


A questa linea di alimenti sarà infatti interamente dedicata l’innovativa struttura di Ames, nell’Iowa, entrata a pieno regime solo il mese scorso.
Ma non finisce qui, perché all’interno del sito produttivo saranno realizzati anche le nuove confezioni e progettati sistemi di pallettizzazione in grado di ottimizzare i trasporti della merce in tutto il mondo.

La scatola in cartone della Barilla è uno dei pochi esempi di packaging sagomato nel settore della pasta, scelta che ha permesso all’azienda italiana di sviluppare già nel secondo dopoguerra una moderna rete commerciale.
A inizio Novecento, invece, la Barilla aveva impostato sulla grande capacità artigianale il proprio marchio di fabbrica. Le primissime confezioni erano tutte create a mano, caratteristica che ne allungava i tempi di produzione ma conferiva un gusto che oggi farebbe gola ai più accaniti collezionisti di design vintage .


La storia dell’innovazione targata Barilla cominciò già negli anni Trenta, quando la società immise nel mercato confezioni realizzate in cellophane. Una strategia davvero all’avanguardia in quei tempi, che stupì i consumatori di tutto il mondo con un design trasparente che permetteva per la prima volta di poter guardare all’interno dell’imballaggio.
 
Correva l'anno 1952 quando fece  la sua prima comparsa il proverbiale blu Barilla,


declinato in un una fantasia a righe molto in voga all’epoca.
Contemporaneamente l’azienda emiliana decise anche di affidarsi al formato rettangolare, capace di massimizzare l’efficienza della rete di trasporti. D’ora in avanti le scatole di pasta riempiranno gli scaffali dei supermercati di tutto il mondo.
Seguita anche da molte altre aziende attive nel settore dell’alimentazione, la Barilla proseguirà sicura su questa strada vincente, in grado di imporre un personale modello di qualità e riduzione dei costi. Gli ingredienti che conosciamo oggi ci sono già tutti: tralasciando alcuni dettagli come il prezzo di 100 lire riportato direttamente sulla confezione, l’imballaggio si presenta quasi identico a quello che incontriamo ogni giorno nelle nostre cucine.

Nei decenni successivi si alterneranno diverse soluzioni di design, ma la sostanza del packaging resterà la stessa:


una confezione che oggi, prendendo in prestito il gergo informatico, chiameremmo 2.0. Proprio così, perché la straordinaria logica funzionale dell’imballaggio Barilla ha davvero ampliato le dinamiche imprenditoriali del nostro paese.

Il caso Barilla ha fatto storia. E forse non azzardiamo a credere che dietro questa innovativa concezione del confezionamento di prodotti si possa nascondere una delle chiavi di successo dell’azienda. Oggi come ieri è ormai assodato che la riuscita di qualunque progetto commerciale passa per la pelle che veste.

Articolo realizzato in collaborazione con Pantapack Solutions  nota azienda operante  nel campo del packaging da quasi 40 anni . La sua attività è rivolta ad aziende dai più svariati settori per l’imballaggio e il confezionamento dei propri prodotti e per la progettazione degli stessi.
E’ operante in tutto il terrorio italiano e all’estero .




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domenica 28 febbraio 2016

Il progetto " L’olio di Sicilia " dell'Azienda Bonomo e il crowdfunding


Oggi vi porto in Sicilia e vi parlo di un olio extra vergine di oliva della varietà Cerasuola , di altissima qualità , presente da anni nella dispensa della mia cucina.



Passo ora la parola a Vincenzo Bonomo e sono uno dei fondatori della Bonomo – Società Cooperativa Agricola, un'azienda agricola sita a Partinico a circa 35 km da Palermo :
la nostra cooperativa nasce nel 2013 da un progetto di famiglia, dopo aver avuto in eredità i terreni dai nonni, decidiamo di far rinascere l'azienda dopo anni di abbandono.
Vengono estirpati i vecchi alberi da frutta e i vecchi vigneti ormai inutilizzabili, vengono recuperati i vecchi ulivi secolari e messi a dimora per circa 8 ettari nuovi oliveti, mandorli ed erbe aromatiche.
 
Lo scorso anno abbiamo iniziato il percorso di conversione dell'intera azienda agricola all'agricoltura biologica. Nel 2013 confezioniamo le prime bottiglie di olio extra vergine di oliva monocultivar cerasuola estratto a freddo non filtrato e cominciamo a farlo conoscere per le prime fiere in Sicilia e in Italia, come Golosaria a Milano, TerroirVino a Genova dove al nostro olio viene assegnato il Premio Miglior Olio 2014.



Dopo i primi anni di produzione e dopo il successo dei nostri prodotti ci siamo messi all'opera per rendere più concreti i nostri progetti. Fino ad ora realizziamo i nostri prodotti in conto terzi (molitura olive, imbottigliamento).
Il nostro progetto consiste nel realizzare un magazzino per il confezionamento e la vendita dell'olio, delle mandorle e delle erbe aromatiche di produzione propria.

Ed ora Vincenzo Bonomo ci spiega cos’è il il crowdfunding ?
Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone (“folla” o crowd) conferiscono delle somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando delle piattaforme online e ricevendo in cambio una ricompensa. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.
 
Come funziona ?
Quando si propone un progetto di crowdfunding significa raccontare la propria idea, la propria storia condividendola con gli amici e la propria community e coinvolgendo le persone per realizzarla. . Sostenere un progetto di crowdfunding significa partecipare attivamente ad una comunità economica di tipo nuovo, consentire la crescita di un progetto e permettere a storie e idee di nascere dal basso in modo condiviso.

L’azienda Bonomo , dopo aver ottenuto ad Ottobre 2015 le varie autorizzazioni comunali, ha individuato il luogo scelto per dare inizio a questo progetto è un magazzino sito a Partinico (PA). Lo spazio è di circa 85 mq.

Il finanziamento servirà a:
- sistemazione del locale per l'imbottigliamento: rifare tutti gli intonaci interni, rifare tutta la pavimentazione con piastrelle antiassorbenti ed antiscivolo, rivestire le pareti del locale con piastrelle di ceramica, realizzare impianto elettrico, idrico e fognario secondo la normativa vigente .
 - acquistare una riempitrice a depressione in acciaio inox
- acquistare un tappatori a testa discendente per capsule in alluminio a vite
- acquistare una capsulatrice a phon
- acquistare un'etichettatrice manuale per bottiglie e lattine
- acquistare due piani di lavoro in acciaio inox
- acquistare 2 silos in acciaio da 25 hl.

Il loro impegno sarà di continuare a migliorare cercando di offrire ai suoi clienti prodotti artigianali di altissima qualità sani e genuini.

Vi invito a sostenere la loro campagna di crowdfunding, avrete cosìl’occasione di provare alcuni dei loro prodotti.

Sostieni il progetto L’olio di Sicilia , clicca qui , per partecipare

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martedì 23 febbraio 2016

Viaggio alla riscoperta del lingual


Nell’ambito della fiera ‪#‎Cucinare2016 a Pordenone‬ , ho avuto il piacere di partecipare al laboratorio “Salame e lingual questi sconosciuti. Viaggio allo loro riscoperta " ; a cura del macellaio e maestro salumiere Billy Mio del Salumificio Mio.


Fabrizio Nonis con Billy Mio
Il lingual in particolare ha attirato la mia attenzione per la sua lunga storia e per i ricordi legati alla mia infanzia.
 
La storia : il lingual è un tipico insaccato di maiale, la cui tradizione e diffusione nasce all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, e ciò oggi consente di definirlo come un salume “di frontiera”, in quanto presente sia in Veneto che in Friuli Venezia Giulia.
 
Il lengual veniva consumato per la cena dell’Ascensione, in occasione dell’arrivo dei nobili veneziani che, dopo aver concluso la Festa dello Sposalizio del Mare, si recavano in villeggiatura nell’entroterra veneziano.

Ma il lingual non era solo una prelibatezza dedicata ai nobili, anche le famiglie meno abbienti lo preparavano e lo degustavano in occasione della festa dell’Ascensione.
Cospicue testimonianze provengono dai comuni di pianura friulani e veneti, caratterizzati da una storia di povertà e di famiglie particolarmente numerose.
 
È proprio in quest’ambito che si inserisce la cultura familiare del far sù il maiale: tecniche, tramandate di padre in figlio, di lavorazione e conservazione di tutte le parti del maiale, (perchè nulla andasse sprecato), nell’arco di tutto l’anno, tra l’uccisione del vecchio e il nuovo maiale.
Il lingual è una variante del normale cotechino  creata per utilizzare la lingua del maiale, ma è anche legato a credenze religioso-popolari .

Infatti la cultura popolare dettava l’obbligo di mangiare il lengual nel giorno dell’Ascensione (Assènza): si credeva che ciò avesse il potere di far ammazzare un altro maiale entro l’anno , di preservare dal morso di bisce, (bìsse) oltre ad esorcizzare le malelingue.

Billy Mio ci ha spiegato come viene preparato il lingual :


La formulazione tradizionale prevede la preparazione separata dell’impasto dato da carni magre della testa e del guanciale debitamente saporite ; della lingua scottata ( per liminare la dura pelle che la avvolge ) e sapientemente aromatizzata ; dalla fondina naturale accuratamente preparata.
Dagli ingredienti così ottenuti si procede alla realizzazione del lingual, incorporando l’impasto macinato nella fondina naturale e posizionando al centro del salame la lingua del maiale scottata e insaporita.
Cosi’ ottenuto il lingual va incontro ad un processo di maturazione per un periodo minimo di tre settimane .
Per la cottura Billy Mio ci ha consigliato di immergere il lingual in acqua fredda, portarlo ad ebollizione senza l’aggiunta di sale e aromi, abbassare la fiamma e far cuocere per circa 3 ore.
Questo tempo di cottura si intende per un prodotto di circa 1 Kg.
Al termine della cottura eliminare il budello e tagliare a fette.
 
Come da tradizione accompagnare il lingual con purè, polenta e cren.
 
Va abbinato con vini tipici del territorio come il Refosco e il Cabernet Franc, ma si abbina benissimo anche con la birra .

Presso la Macelleria Salumificio Mio, il lingual , insaccato autoctono della tradizione friulveneta della serenissima è reperibile tutto l’anno.

Ed ecco la mia interpretazione del lingual :

Lingual con erbette , purè all'olio d'oliva  e salsa di Anna


Ingredienti per 4 persone :

1 lingual da 1 kg. Macelleria Salumificio Mio
400 gr. di erbette ( tarassaco, radicchio di campo e spinacino )
400 gr. di patate
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di Salsa di Anna
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Ho cotto il lengual secondo le indicazioni di Billy Mio , la cottura è piuttosto lunga , circa 3 ore dall’ebollizione , ma vi assicuro che questo salume merita davvero di essere provato .
 
Mondate e lavate le erbette , fatele sbollentare per 10 minuti , scolatele e tritale grossolanamente. Far rosolare in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva lo spicchio aglio , aggiungete le erbette, fate cuocere per una decina di minuti quindi salate e pepate.
 
Fate cuocere le patate a vapore , sbucciatele , passatele al setaccio e montatele con la giusta quantità di olio d’oliva, salate e pepate.
 
La salsa di Anna è la novità dell’azienda “La giardiniera di Morgan” che ho avuto il piacere di provare alla fiera ‪#‎Cucinare2016 .

La salsa di Anna è battuto rustico di verdure con erbette rosse e zenzero , peperoni, peperoncini, carote, sedano, cavolfiori , finocchi , cipolla viola , olio extra vergine di oliva, aceto e zucchero. Questi ingredienti vengono cotti dolcemente in olio per realizzare una salsa di accompagnamento golosa e versatile  .
Ottima da gustare con carni bollite , grigliate di carni di maiale e salumi cotti di spessore come il lingual.

Composizione : porre al centro del piatto una fettina di lingual , farcire con delle erbette , depositare sopra un’altra fettina di lingual, posizionare intorno delle gocce di purè all’olio d’oliva e terminare con un cucchiaino di salsa di Anna.

Vino consigliato : Refosco I Ferretti Tenuta Luisa



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martedì 16 febbraio 2016

Mezze maniche con ragù di cotechino, erbette invernali , mostarda di cipolla rossa e polvere d'arancia



Ingredienti per 4 persone :

 280 gr. di pasta formato mezze mniche
4 fette di cotechino l'investitura Salumificio La Rocca già cotto
400 gr. di erbette ( tarassaco, radicchio di campo e spinacino )
200 ml. di vino bianco secco
200 ml. di brodo vegetale
1 carota
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
1 cucchiaio di mostarda di cipolla rossa
 1 cucchiaino di polvere d'arancia
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento : ponete in una vaporiera ben calda le fette di cotechino per una decina di minuti ; questa operazione permetterà agli eventuali grassi di uscire e renderà il cotechino morbido. 
Togliete il cotechino dalla vaporiera , ponetelo in un piatto e spezzettatelo grossolanamente con una forchetta. 
 Fate un trito finissimo con la carota e lo scalogno, fatelo rosolare in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva , aggiungete il vino, fatelo ridurre della metà , quindi incorporate il cotechino e la foglia di alloro, fate ben rosolare il tutto , poi aggiungete un mestolo di brodo vegetale , abbassate la fiamma e fate cuocere sino a quando il ragù si sarà addensato. 

 Mondate e lavate le erbette , fatele sbollentare per 10 minuti , scolatele e tritale grossolanamente.
 Far rosolare in un tegame con un filo di olio extra vergine di oliva lo spicchio aglio , aggiungete le erbette, fate cuocere per una decina di minuti quindi salate e pepate.

Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata , scolatela al dente e fatela saltare assieme alle erbette e al ragu' di cotechino. 

Presentazione : porre al centro del piatto un nido di pasta , decorare intorno con della mostarda di cipolle rosse e della polvere d'arancia . 
Decorare a piacere con delle foglie di tarassaco e dei fiori di primula. 

Vino consigliato : Cabernet Sauvignon delle Venezie IGT




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martedì 2 febbraio 2016

Pacchero con bisque leggera , gamberoni , pesto di pistacchi e broccoli




Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di pacchero Grano Armando
12 gamberoni
70 gr. di pistacchi sgusciati
200 gr. di cime di broccoli
70 gr. di pomodorini semisecchi sott'olio
1 spicchio d’aglio
sale fino q.b.
 peperoncino dolce Bonomo q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Per la bisque leggera di gamberi:

12 teste e carapaci di gamberoni
alcune fettine di cipolla bianca di Chioggia
1 piccola carota di Chioggia
½ costa di sedano
1 foglia di alloro di Sicilia Bonomo
una spruzzata di brandy
 30 ml. di vino bianco
30 gr. di burro
sale fino
 peperoncino dolce Bonomo

Procedimento : eliminare le testa e il carapace dei gamberi, eliminare il budellino interno, quindi lavarli bene sotto l’acqua corrente . Asciugarli con carta cucina ed inserirli in una ciotola assieme a tre cucchiai di olio extra vergine di oliva , uno spicchio di aglio tritato , un pizzico di sale e un pizzico di peperoncino dolce . Mescolate bene , coprite il recipiente e lasciate riposare in frigo.
 
Per la bisque leggera di gamberi : le teste e i carapaci dei gamberi devono essere preventivamente tostati : inseriteli in una pirofila a secco e fateli tostare nel forno per 10-15 minuti a 200 °. Porre sul fuoco un tegame con il burro e una mirepoix di verdure ( sedano, carota e cipolla ), a fuoco dolce per circa 15 minuti, in modo da non far colorire le verdure, sfumare prima con il cognac e poi con il vino bianco. A questo punto unite le teste e i carapaci del gamberi tostati , la foglia di alloro e il peperoncino coprite con acqua q.b. e fate cuocere a fuoco dolce per circa 40 minuti, poi passate il sugo ad un setaccio a maglie fitte , riportate a bollore e fate addensare la salsa. Regolate di sale .
 
Per il pesto: eliminare tutte le cuticole che avvolgono i pistacchi, tuffandoli in acqua bollente per pochi secondi. Una volta sgusciati inserite i pistacchi nel mortaio, iniziate a tritarli aggiungendo molto lentamente l’olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale. Dovete ottenere un pesto fluido.
 
Fate cuocere a vapore le cimette di broccoli; pestate con un forchetta 100 gr. di cime di broccoli poi incorporatele al pesto di pistacchi.
Tenete al caldo la rimanente parte dei broccoli.
 
Scolate i gamberoni dalla marinata e fateli saltare velocemente in una wok caldissima .
P.s .questa operazione va eseguita durante la cottura della pasta.
 
Fate cuocere i paccheri in abbondante acqua salata , scolateli al dente e fateli saltare assieme alla bisque leggera di gamberi.
A fuoco spento aggiungete il pesto di pistacchio e broccoli e fate saltare .
Presentazione ; porre al centro del piatto un nido di paccheri decorare con dei gamberoni , delle cimette dei broccolo cotte a vapore e alcuni pomodorini semisecchi. Terminare con un filo di olio extra vergine di oliva.

Vino consigliato : Friulano della Linea I Ferretti Tenuta Luisa

Il friulano Ferretti è un vino complesso , il 30% fa appassimento in pianta. I tralci vengono tagliati e le uve appassiscono al sole. Vengono attaccate dalla botrytis cinerea, una muffa nobile che dà aromaticità e morbidezza al vino . Le piante antiche del friulano, oltre 60 anni,  producono appena 800 g di uva per pianta .



Comunicato stampa :
Con questa ricetta,  partecipo al contest Piatti Monumentali, Food, Arte e Storia organizzato da
"La Pulce e il Topo" in collaborazione con la rivista "Sapori di Sicilia"


www.lapulceeiltopo.it/forum/news/2202-co...,-arte-e-storia#3074




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