mercoledì 26 novembre 2014 26 commenti

Il Cioccolato Loacker una nuova forma di bontà.



Loacker, marchio da sempre sinonimo di bontà e qualità nella produzione di wafer, ha creato una novità assoluta fatta di cioccolato, crema e wafer racchiusi in una nuova forma di bontà.
 
Grazie al progetto trnd ho avuto l’occasione di tastare personalmente questa assoluta novità ed ora voglio condividerla e farla conoscere ai miei lettori .
La prima tavoletta di finissimo cioccolato dalla forma unica con cuore di fragrante cialdina e golosa crema.
La ricetta e la tecnica di produzione sono un prodotto innovativo ed esclusivo sviluppato da Loacker; fatta con i migliori ingredienti selezionati e controllati è una ricetta unica e innovativa.
 
Dal 1925, Loacker è sinonimo di fragranti wafer e golose specialità al cioccolato, fatte con i migliori ingredienti selezionati e prodotti con passione nel cuore delle Dolomiti, a 1000 m d'altitudine, dove l'aria e l'acqua sono fresche e pure.


Loacker si impegna ogni giorno per creare nuove golose bontà per gli amanti del wafer e del cioccolato. Da questo amore per gli ingredienti naturali e gustosi è nata questa novità assoluta che sono certa avrà molto successo.
Il Cioccolato Loacker una vera delizia per il palato, da gustare in tanti piccoli momenti di unica bontà. Ideale per un intermezzo goloso, da gustare in compagnia degli amici, e anche per una coccola golosa.

Disponibile nelle varianti:

• White: cioccolato bianco e crema al latte
• Cremkakao: cioccolato al latte e crema al cacao
• Milk: cioccolato e crema al latte
• Dark-noir: fondente extra e crema al cacao


La forma della tavoletta non è stata scelta a caso: infatti, ispirandosi al logo con lo Sciliar presente nel marchio Loacker, ogni singolo modulo e la tavoletta stessa corrispondono alla proporzione aurea (detta anche proporzione divina), una misura largamente usata nelle arti figurative e in matematica e che rappresenta il canone ideale di armonia e perfezione dell’universo, tanto da essere stata utilizzata, tra gli altri, anche da Michelangelo, Leonardo e Botticelli nelle loro opere.
 
La filosofia aziendale di Loacker prevede l’utilizzo esclusivo di materie prime di primissima scelta. Scopriamo più da vicino gli ingredienti che rendono così buono il Cioccolato Loacker.
 
Cacao: Il cacao Loacker viene selezionato sulla base di un'esperienza che dura dal 1925. Per i prodotti Loacker vengono utilizzate solo le migliori miscele di cacao puro.
 
Nocciole: le nocciole Loacker sono esclusivamente italiane. Dopo la raccolta, le nocciole vengono selezionate, sgusciate e tostate direttamente da Loacker nei propri stabilimenti, per garantirne la qualità inalterata.
 
Cioccolato: il gusto naturale, unico e leggero delle specialità al cioccolato Loacker è garantito dall'utilizzo di cioccolato purissimo, preparato solo con il miglior burro di cacao, senza grassi idrogenati o altri grassi vegetali aggiunti.
 
Vaniglia: le bacche intere di vaniglia naturale utilizzate per i wafer Loacker vengono coltivate nelle isole Bourbon (Reunion, Madagascar) e lavorate da agricoltori locali secondo una lunga e complicata procedura, per dare ai prodotti Loacker un gusto inconfondibile senza l'utilizzo di ingredienti artificiali come la vanillina.
 
Il cioccolato Loacker mi ha conquistato, è una vera delizia per il palato; ed ha conquistato anche i miei amici , parenti e conoscenti che mi hanno aiutata nella fase di assaggio del prodotto.
 Alla domanda qual è il tuo gusto preferito, molto spesso mi sono sentita rispondere “ difficile rispondere “ sono tutti buonissimi!
Diciamo subito che in base al sondaggio effettuato fino ad ora Dark-noir e White sono i due gusti che vanno per la maggiore . Milk è il mio preferito.
  E voi avete già provato il cioccolato Loacker? Cosa ne pensate? Qual'è il vostro gusto preferito?




martedì 25 novembre 2014 54 commenti

Linguine con pomodori datterini gialli, capperi e coppa piacentina DOP



Era da tempo che cercavo il pomodoro datterino giallo e finalmente sabato scorso l’ho trovato.


Il pomodoro datterino giallo è un’antica varietà riscoperta in tutto il suo sapore, ha un ottima consistenza e gusto dolce e pieno gusto , ideale per realizzare squisite creme o per accompagnare le preparazioni a base di pesce ,  ed infine perfetto per realizzare dei favolosi condimenti per la pasta.

Per questa ricetta ho utilizzato delle linguine all'uovo Filotea , un pastificio artigianale dove la pastaviene realizzata secondo l’antica ricetta Marchigiana, seguendo alla lettera lo stesso processo di lavorazione usato dalle nonne.

Come nella realizzazione della pasta fatta in casa la domenica, vengono utilizzate solo le migliori uova e la migliore farina. La paziente lavorazione artigianale è fondamentale per ottenere un prodotto unico nel suo genere, sia per le straordinarie caratteristiche di leggerezza e digeribilità che per l’elevata capacità di assorbire i sughi, proprietà che la rende capace di esaltare ogni tipo di preparazione.

Veniamo quindi alla mia ricetta , ho deciso di realizzare un sugo con i datterini gialli, i capperi e la coppa piacentina Dop. Ho arrostito una parte dei datterini con una tecnica simile al confit, ma più semplice da realizzare, ed infine ho decorato con delle gocce di pesto alle erbe.

Avete spesso ospiti a cena ? Vi consiglio di  imparare a cucinare con ricette semplici e saporite con cui stupire e conquistare i vostri ospiti ; potete organizzarvi preparare in anticipo i pomodorini gialli simil confit e il pesto alle erbe .

Ingredienti per 4 persone :

250 di linguine all'uovo Filotea
400 gr. di pomodori datterini gialli
2 cucchai di capperi dissalati La Nicchia
140 gr. di pancetta piacentina DOP Salumificio Peveri Carlo
1 e 1/2 spicchio d'aglio rosso di Sicilia Bonomo
1 cucchiaio di formaggio Bella Lodi grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
1 ciuffo di timo
1 ciuffo di finocchietto
1 ciuffo di basilico
sale fino
pepe nero
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento: lavare con cura 200 gr. pomodorini gialli . Asciugateli con carta cucina , poneteli su un tagliere, quindi dividete tutti i pomodorini a metà .Disponete i pomodorini tagliati su una leccarda ricoperta di carta forno con la parte del taglio rivolta verso l’alto , poi salate e pepate. A questo punto preparate il trito con mezzo spicchio di aglio, un po' di prezzemolo , timo e una volta ottenuto il trito, versatelo su ogni pomodorino e lasciate riposare per circa 15 minuti . Trascorso questo lasso di tempo inserite la leccarda con i pomodorini nel forno caldo a 200° e fateli cuocere per una decina di minuti.
Prepariamo il pesto alle erbe : porre nel boccale del frullatore il basilico , la parte rimanete di prezzemolo, timo e finocchietto, aggiungete un cucchiaio di formaggio grattugiato e la giusta quantità di olio extra vergine di oliva , frullate sino ad ottenere un composto cremoso, al termine regolate di sale e pepe. Inserite il pesto alle erbe in un contenitore coperto e fatelo riposare in frigo.
  Lavate con cura la parte rimanete dei pomodorini, asciugateli , poneteli su di un tagliere e divideteli a metà . In un tegame fate rosolare lo spicchio d'aglio con un filo di olio extra vergine di oliva, quando l'olio è caldo inserite i capperi dissalati, fate insaporire a fuoco dolce per cinque minuti poi aggiungete i pomodorini e fate cuocere pe una decina di minuti a fuoco dolce, poi salate e pepate , quindi spegnete il fuoco.
Tagliate a striscioline 70 gr. di coppa piacentina, fate rosolare in un tegame antiaderente per renderla croccante.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata , scolarla al dente , poi farla saltare nel sugo di datterini gialli e capperi, aggiungete inoltre la coppa piacentina croccante e un cucchiaino di pesto alle erbe.
Presentazione del piatto : porre al centro del piatto un nido di pasta, decorare intorno con dei pomodorini gialli arrosti ed infine terminare con delle gocce di pesto alle erbe.

Vino consigliato : Ortugo del colli piacentini Doc frizzante


mercoledì 19 novembre 2014 38 commenti

Tosti , bollicine, vini, aperitivi, liquori e amari dal 1820.


L’azienda Tosti è situata a Canelli, nel cuore della zona di produzione del Moscato Bianco a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, un territorio unico al mondo per vocazione vitivinicola.


Due secoli di vendemmie significano storia. Dal 1820 Tosti infatti produce vini e spumanti ed è un’azienda familiare guidata da sette generazioni dalla famiglia Bosca.
Un patrimonio fatto di cultura e tradizione che ha portato a individuare le migliori zone e i migliori metodi di lavorazione delle uve. Duecento anni di esperienza che, oggi più che mai, guidano l’azienda nelle scelte e nelle sfide di domani.
 
Dal 1820, attraverso i propri prodotti, Tosti regala momenti d’incontro e allegria, situazioni piacevoli e leggere come le bollicine. Tosti e i vigneti di Canelli, ovvero la creatività, la tradizione e la storia di un territorio straordinario.

Cenni storici :
nel 1527 , un soldato di ventura d’origine lanzichenecca, sulla strada del ritorno, dopo aver messo a ferro e fuoco la città di Roma, attratto dalla bellezza dei luoghi, si ferma a Canelli e decide di coltivare la terra. Con il passare degli anni, il suo nome Bosch si italianizza in Bosca e la proprietà si tramanda prima ai figli e poi ai nipoti, che continuano a coltivare le terre.

Nel 1820 nasce ufficialmente l’inizio ufficiale dell’attività di produzione e commercializzazione della Giovanni Bosca, ne è prova la ricevuta relativa al pagamento della regia gabella del 1820.

Nella seconda metà dell’800, ( 1850 )le realtà vinicole del territorio di Canelli progrediscono, mettendo a punto il sistema di spumantizzazione Classico Brut, e si sviluppano con l'applicazione di questo metodo all'imbottigliamento del Moscato.

Nel 1900 , grazie alle tecniche di produzione sempre più specializzate, inizia il commercio del vino in bottiglia, soprattutto con le zone limitrofe della Francia. Da allora l’azienda ha conquistato gradualmente tutto il mercato mondiale .
 
Negli anni ’50, soprattutto negli USA, l’azienda decide di affiancare al marchio principale Giovanni Bosca altri marchi di fantasia, per evitare la concorrenza tra i distributori. Il marchio Tosti riscontra subito successo: somiglia a toast (brindare) e taste (assaggiare) e ha assonanza con la parola Asti. Il brand name Tosti raggiunge così, in breve tempo, il secondo posto per importanza nel mercato USA.


I vini Tosti ottengono ogni anno prestigiosi riconoscimenti e certificati di qualità nazionali e internazionali.
Ultimo, solo in ordine temporale è la   Gran medaglia d’oro all’Alta Langa Tosti  al Concorso enologico di Vinitaly 2014
 



Il più grande riconoscimento per Tosti sono però i 15 milioni di bottiglie vendute nel mondo a consumatori soddisfatti: motivo di grande orgoglio e spinta per continuare a migliorarsi nel futuro.

Prodotti :
dalle bollicine metodo classico a quelle charmat, passando attraverso a grandi vini DOC e DOCG della tradizione italiana, arrivando agli aperitivi e finendo con amari e liquori tradizionali. La produzione Tosti è guidata da un team di enologi di primo piano che coordinano uno staff tecnico di grande esperienza e competenza. Le uve selezionate, provenienti da circa 300 famiglie di conferenti, rappresentano il vero patrimonio del marchio Tosti e sono quelle che hanno le caratteristiche migliori per la produzione dei vini.
Per conoscere tutta la gamma dei loro prodotti vedi qui .

Vini che ho personalmente tastato e presto vi farò conoscere gli abbinamenti cibo-vino :

Prosecco Doc Tosti



Il Prosecco Tosti è il risultato di un armonioso equilibrio nato tra le uve di Prosecco a Denominazione di Origine Controllata e la storica e tradizionale cultura produttiva di Tosti. Un felice incontro per un Prosecco DOC ideale come aperitivo, a tutto pasto e after hours. Colore giallo paglierino scarico con riflessi brillanti. Profumo gentile e fresco. La delicata nota aromatica si fonde con le note fruttate .


Pink Moscato Tosti

Bollicine dolci , delicate e profumate come i petali di rosa, vivaci e sorprendenti come il rosa shocking! Il Pink Moscato Tosti è ideale per aperitivi, a tutto pasto e after hours all’insegna della freschezza, del colore e della seduzione. Colore rosato brillante con riflessi porpora. Profumo fruttato, fresco. L’aromaticità si si sposa elegantemente con i sentori di lampone, marasca e bacche rosse. Sapere intenso, fragrante; alcolicità dolcezza ed acidità sono in perfetto equilibrio .





lunedì 17 novembre 2014 35 commenti

Risotto al radicchio con Emmentaler DOP, pistacchi e pancetta .



Il tema del contest #noiCHEESEamo,
contest che si svolge in collaborazione con il blog Peperoni e Patate e Formaggi della Svizzera è : "Le ricette del cuore". Ho deciso di rivisitare un classico della cucina veneta : il risotto al radicchio , un piatto che io adoro. Ho mantecato il risotto al radicchio con una noce di burro e dei cubetti di Emmentaler , ho decorato il piatto con delle fettine di Emmentaler spennelate con un filo di miele d’acacia e spolverate con delle briciole di pistacchi, ed infine ho decorato con una rosa di pancetta.
 
Per il contest si richiede anche il nostro pensiero per quel che riguarda la differenza sia visiva che gustativa tra i 2 formaggi. I due formaggi sono entrambi ottimi, L’emmentaler Dop ha un sapore e un profumo delicato, lo adoro da quando ero bambina. Le Gruyère DOP invece ha un profumo più intenso, gusto deciso, ed è perfetto oltre che per essere gustato da solo, anche per mantecare paste e risotti.

Ingredienti per 4 persone :
240 gr. di riso carnaroli
150 gr. di Emmentaler Dop
2 cespi di radicchio precoce di Treviso
7 fette di pancetta piacentina Dop Salumificio Peveri
700 ml. di brodo vegetale
1 spicchio d’aglio rosso di Sicilia Bonomo
1 cucchiaio di miele d’acacia
2 cucchiai di pistacchi tritati
1 foglia di alloro
1 noce di burro
sale fino q.b
pepe bianco q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo

Procedimento: lavare ed asciugare con cura il radicchio e le erbe aromatiche. Tagliare a striscioline i radicchio . Tritare finemente 3 fette di pancetta piacentina.
Dal formaggio ricavare 16 piccoli rettangoli, spennellarli con il miele e spolverare con i pistacchi.
Iniziamo a preparare il risotto : in un tegame far rosolare con un filo di olio extra vergine di oliva , uno spicchio d’aglio e la foglia di alloro, aggiungere la pancetta tritata e farla rosolare , quindi aggiungere il radicchio e farlo ben rosolare . A questo punto aggiungere il riso , farlo tostare , sfumare con un mestolo di brodo, mescolare , aggiungre gradualmente il brodo e portare il riso a cottura .  Eliminare lo spicchio d'aglio e la foglia di alloro . Mantecare il riso con una noce di burro e i cubetti di Emmentaler. regolare di sale e pepe.
 
In una padella antiaderente far rosolare velocemente le rimanenti fette di pancetta.
 
Presentazione : porre al centro del piatto un nido di risotto, decorare con i rettangoli di Emmentaler ai pistacchi e con rosa di pancetta piacentina.
 
Vino consiglio : Lison Pramaggiore del Veneto Orientale.
 
Con questa ricetta partecipo al contest : #noiCHEESEamo




lunedì 10 novembre 2014 51 commenti

Ristorante la piramide , un incrocio di sapori tra la cucina salentina e la cucina friulana.


Il ristorante La Piramide , si trova presso l’hotel Patriarca di San Vito al Tagliamento ( PN) , si caratterizza per l’incrocio di sapori tra la cucina salentina e la cucina friulana.

 
 I menù vengono predisposti mettendo al centro del progetto di realizzazione dei piatti il miglior prodotto, sfruttando la stagionalità, la freschezza e la genuinità, ed esaltandone il gusto.
 Attenzione massima viene posta nella ricerca di ricette nuove, rivisitate che permettano di stimolare l’ospite nello scoprire e nell’assaporare le eccellenze della zona, magari proposte in modo originale e creativo.
 La cucina è sia di carne che di pesce, tutti i primi piatti, cosi come i dessert vengono fatti in casa. La struttura dispone di una sala principale e due per banchetti, meeting, piccole o grandi cerimonie. Nel periodo estivo terrazza-giardino all’aperto, all’ombra della torre Raimonda, porta di ingresso del centro storico medievale.


Chef del ristorante la piramide è Cristina Milelli , classe 1973, salentina doc,  ma trapiantata nel Pordenonese da una decina di anni .
Ha maturato esperienze importanti non solo nel Salento e in Friuli Venezia Giulia ma anche in rinomati ristoranti stellati in Piemonte e in Spagna.
 La Sua cucina è tradizionale ma rivisitata utilizzando le più moderne tecniche, senza snaturare il prodotto , cercando sempre la massima esaltazione del gusto. Fanatica nella ricerca maniacale del giusto prodotto cercando sempre di valorizzare il territorio, sia esso Salentino o Friulano. Fa parte della Uir (Unione Italiana Ristoratori) ed effettua Show Cooking in tutta Italia , anche per conto di Conad, con il marchio Sapori & Dintorni.
Ed ora vi presento la sala interna del ristorante
 

 


e i piatti che abbiamo degustato.
Abbiamo iniziato con un entrée di benvenuto :

Crostino con coppa di testa , pomodori secchi e carciofi


Antipasti :  

Burrata in pasta Kataifi con capocollo di Martina Franca


Primi piatti :

Cjalsons “ Alla Patriarca “ con Pitina della Val Tramontina e formaggio Asino
(con ricotta friulana affumicata e gocce di burro fuso )



Tagliatella rustica alla regina di San Daniele
( con le sue pregiate uova )


Secondi piatti :

Rotolo di sella di maialino da latte, farcito da porcini salsiccia e pistacchi.


Dolce :

Pasticciotto Salentino con crema e amarena ( abbinato ad una salsa di mosto cotto )


Come potete notare abbiamo scelto alcuni piatti realizzati con prodotti tipici del Salento ed altri realizzati con prodotti tipici del Friuli .
Tutti piatti erano di altissima qualità, con un eccellente presentazione.
Un 10 e lode va alla Burrata in pasta Kataifi con capocollo di Martina Franca, la dolcezza della burrata abbinata alla croccantezza della pasta Kataifi; assieme al capocollo di Martina Franca , i pomodorini leggermente saltati , con le olive e le perle basilico,  hanno creato un connubio perfetto di sapori.
Molto interessanti anche i funghi porcini abbinati ad una particolare salsa di carote , erano il perfetto abbinamento al rotolo di sella di maialino da latte .
 
Un ambiente cordiale , familiare , con un personale molto cortese e attento alle esigenze dei clienti .
Ci siamo trovati molto bene e contiamo di tornare presto a far visita  al Ristorante La piramide.