domenica 15 luglio 2018

Variazione di Crema del Piave



Ingredienti per 4 persone :

250 gr. di Crema del piave Tomasoni 
50 gr. di ricotta Bio Tomasoni 
1 piccola zucchina
3 ravanelli
fiori di garofano miniatura rosa e fucsia
fiori di basilico greco
1 pomodoro a cuor di bue maturo
sale fino q.b.
pepe nero q.b.
olio Extravergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo 
 
La Crema del Piave è uno dei primi prodotti dello storico caseificio Tomasoni .

Apprezzato per la sua fresca e delicata bontà è uno stracchino dal sapore unico ed inconfondibile, con il quale il caseificio tuttora si distingue. La Crema del Piave è lo stracchino che identifica tutta la gamma di formaggi del Caseificio Tomasoni.

Un formaggio molle da tavola, a base di latte veneto, dall'incredibile cremosità che lo rende l'ingrediente perfetto per ogni ricetta, dall'antipasto allo snack. Per la ricetta di oggi ho ideato questo antipasto ideale per l'estate : ho realizzato una variazione di Crema del Piave , fresca saporita e colorata.

Con questa ricetta partecipo a :  #Fiori&StracchinoTomasoniContest indetto dal Caseificio Tomasoni.

Passiamo quindi alla ricetta, procedimento : 
inserire in una ciotola 210 gr. di Crema del Piave assieme a 70 gr. di Ricotta Bio quindi frullare il tutto per pochi secondi . Coprire la ciotola e far riposare il composto in frigo per 1 ora .

Della zucchina utilizzare solo la parte verde che andrà tagliata a piccoli cubetti , poi conditi con un filo di olio extra vergine di oliva sale e pepe . 

Stesso procedimento con i ravanelli , ho usato solo la parte colorata , che poi ho tagliato a piccoli cubetti, inseriti poi in una piccola ciotola e conditi con un filo di olio extra vergine di oliva , sale e pepe . Coprite le 2 ciotoline e lasciatele riposare in frigo . 

Versare nel boccole del frullatore 40 gr. di Crema del Piave , aggiungere a filo a filo dell'olio extravergine di oliva e poi frullare , sino ad ottenere una crema fluida . Versare la crema fluida ottenuta in una ciotola , coprite e lasciate riposare in frigo .

 Lavare delicatamente i fiori eduli di garofano miniatura e di basilico greco, poi stenderli e lasciarli asciugare su un piatto. Come indicato nel post precedente i peduncoli dei garofani possono risultare amari , quindi è preferibile eliminarli . 

Passiamo ora a preparare la maionese di pomodoro : tuffare il pomodoro a cuor di bue maturo in acqua bollente per 1 minuto , poi sbucciarlo ed eliminare i semi . 
Ho scelto questa varietà di pomodoro perchè ha molta polpa e pochi semi ed è perfetta per realizzare la maionese di pomodoro. Tagliare i pomodori a pezzettoni e frullarli . Montare il composto incorporando dell'olio extra vergine a filo, fino ad ottenere una consistenza simile alla maionese ; coprire il contenitore e conservare in frigo. 

Questo piatto è ideale per una cena in compagnia degli amici , tutti gli ingredienti sopra indicati possono essere preparati in anticipo e conservati in frigo , solo il montaggio del piatto va realizzato all'ultimo momento .

Presentazione del piatto : distribuite sul piatto in ordine sparso 3 cucchiai da te di crema fluida del Piave ; io ho voluto dare una forma triangolare alla composizione, di conseguenza immaginate il triangolo e ad ogni intersezione stendete il cucchiaio di crema fluida del Piave . Sopra alla crema fluida posizionate delle quenelle di Crema del Piave e Ricotta Bio . Sopra ogni quenelle posizionate 3 fiorellini bianchi di basilico greco ( i fiori di basilico hanno lo stesso sapore del basilico , solo più delicato ) e un petalo di garofano miniatura rosa .
 Posizionare accanto ad ogni quenelle un cucchiaino di zucchine marinate e uno di ravanelli marinati. Distribuite sul piatto i petali di garofano miniatura rosa e fucsia e terminate il piatto con delle gocce di varie dimensioni di maionese di pomodoro. Decorare a piacere con uno stelo di erba cipollina.

Ho servito questo piatto con del pane Carasau.

Vino consigliato : Friulano di Tenuta Luisa


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martedì 3 luglio 2018

Carpaccio di manzo marinato con Stracchino Bio Tomasoni , fiori ed aromi



Ho ideato questa ricetta :
Carpaccio di manzo marinato con stracchino bio Tomasoni ,fiori ed aromi”
per partecipare a #Fiori&StracchinoTomasoniContest indetto dal Caseificio Tomasoni.

Un’azienda legata a doppio filo con la tradizione ed il territorio. È questa la vera anima del Caseificio Tomasoni, che dal 1955 si impegna per valorizzare e salvaguardare le piccole realtà ed i piccoli produttori della zona, che ogni giorno gli conferiscono il latte, materia prima essenziale per stracchino e formaggi freschi di alta qualità.
Una scelta forte quella del Caseificio Tomasoni, che ogni giorno lavora circa 400 quintali di latte proveniente solo da stalle altamente selezionate nel raggio di 30-40 km dalla propria sede. Un occhio di riguardo per il territorio, che si traduce in un percorso verso la sostenibilità a tutto tondo, dagli allevamenti alla produzione. 
In un periodo così complesso per il settore lattiero-caseario, la storica realtà trevigiana ha messo in campo un’importante campagna per sensibilizzare il consumatore sull’importanza di scegliere prodotti realizzati con latte 100% veneto, perché la qualità passa principalmente attraverso la trasparenza.
Dalla stalla alla tavola, il segreto dei formaggi Tomasoni quindi risiede proprio nella filiera corta e controllata, sinonimo di alta qualità della materia prima selezionata, ma anche di rispetto per la tradizione casearia veneta.
Per questo, oggi come 60 anni fa, moltissime operazioni all’interno del caseificio vengono effettuate a mano: dal controllo della rottura della cagliata, al posizionamento delle forme, fino all’incarto degli stracchini, confezionati a mano, uno ad uno.
Qui trovate tutti i prodotti del Caseificio Tomasoni .
Per la ricetta di oggi ho utilizzato lo Stracchino Bio Tomasoni, formaggio dalla consistenza morbida e cremosa, prodotto solo con latte biologico proveniente dai migliori allevamenti veneti.

 Passiamo alla ricetta

Ingredienti per 4 persone:
220 gr. di stracchino Bio Tomasoni 
16 fette di carpaccio di fesa di manzo
1 cucchiaino di senape dolce
¼ di limone
basilico violetto con i suoi fiori
sedano selvatico con i suoi fiori
3 foglioline di basilico greco
fiori di geranio odoroso bianchi e fucsia
1 fiore di calendula
2 fiori di garofano miniatura
2 stimmi di lavanda
1 ciuffo di finocchietto selvatico
sale fino q.b.
pepe nero q.b.
olio Extravergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo

Alcune info sugli ingredienti utilizzati:

Per il carpaccio è indicato un taglio di carne magro, tenero e povero di tessuto connettivo . La fesa è un taglio di prima qualità che si ricava dalla parte superiore della coscia. Magra e morbidissima, la sua carne è adatta per essere affettata molto sottilmente ; ovviamente potete optare per altri tagli di carne per realizzare il carpaccio come il girello, il filetto e il controfiletto.

Nella ricetta non ho indicato tutte le quantità dei fiori ed aromi che ho utilizzato, perchè ovviamente i gusti variano da persona a persona e quando si creano nuovi abbinamenti la ricetta deve essere provata più volte sino ad ottenere la concentrazione di gusti e sapori desiderata. Il mio consiglio è di iniziare sempre con piccole quantità di fiori ed aromi particolari.
Il basilico violetto con tutta probabilità ha origine in India, da cui successivamente si diffonde in medio oriente e poi anche in Italia . Gli impieghi in cucina del basilico viola sono molto simili a quelli del basilico tradizionale, bisogna solo porre attenzione al fatto che è molto più aromatico del tradizionale basilico e che ha un retrogusto di liquirizia . I fiori sono di un colore rosa tenue , ed hanno lo stesso sapore delle foglie , solo più delicato .A mio avviso si abbina benissimo ai formaggi freschi .

Il basilico greco è una pianta che è stata importata nel nostro paese direttamente dal luogo d'origine: l'India. Differisce dalle altre varietà perché presenta una caratteristica forma a cespuglio. Ha foglie piccole leggermente allungate di un colore verde di media intensità. Il loro aroma è particolarmente ideale per profumare ambienti o per insaporire pietanze di ogni tipo. Se paragonato al basilico tradizionale, ha un odore meno accentuato e decisamente più delicato.

Il sedano selvatico noto anche come “appio palustre”, è una pianta diffusa nei terreni salmastri e nelle zone paludose di tutta Italia e del mediterraneo . Questa pianta ha dato origine a molte varietà di sedano.  Il sedano selvatico era noto agli Egizi, ai Greci  e ai Romani che ne apprezzavano le sue virtù medicinali. Nel Medioevo veniva usato come  ortaggio e come pianta medicinale. Questa pianta è, per le sue virtù aromatiche, anche  un condimento che si presta ad essere impiegato in numerose pietanze grazie alla sua particolare versatilità.

 Il geranio odoroso  è conosciuto non solo come fiore decorativo , infatti le giovani foglie e i fiori possono essere utilizzate per insaporire insalate, minestre, macedonie, gelatine, sorbetti, gelati, torte, etc. Le foglie in particolare vengono utilizzate per il ripieno di un piatto tipico friulano : cjalsons .I geranei sono originari del sud Africa e sono stati introdotti in Italia da un nobile veneziano, che avendoli visti, era rimasto affascinato dai loro colori.

Tutti i tipi di garofano sono adatti per l'uso in cucina .E' un fiore molto diffuso in tutto il mondo ed essendo spontaneo in tutte le zone temperate la sua origine è generica e incerta. I petali di garofano hanno un sapore dolce e allo stesso tempo piccante, è preferibile eliminare il peduncolo perchè molto spesso risulta amaro. I Garofani sono ideali per insaporire e decorare pasta, risotti , in salate ecc. Per tradizione il garofano è simbolo di fortuna per turchi e caucasici, tanto da ricorrere spesso nelle decorazioni come quelle presente nei tappeti .

La calendula ha un sapore  un po' amaro e leggermente piccante e si usa per aromatizzare qualche bevanda con un tocco insolito ma anche nelle insalate , nei risotti e nelle preparazioni di dolci con le uova, tipo budini e flan .

Tutti i fiori devono essere lavati con cura in acqua fredda e asciugati delicatamente con carta cucina .

Procediamo con la ricetta e prepariamo la vinaigrette alla lavanda e basilico greco. 

Stemperare in una ciotola 100 ml. di olio extra vergine di oliva con la senape dolce e il succo di limone, aggiungere le foglioline spezzettate grossolanamente di basilico greco e 2 stimmi di lavanda 
( 2 piccoli fiorellini dal fiore della lavanda ( io ne ho usato una piccolissima quantità perchè la lavanda ha un aroma molto forte ) e in un piatto tutti i sapori devono essere riconoscibili . Aggiungere sale e pepe , mescolare , coprire la ciotola e lasciare riposare in frigo per 30 minuti .

Trascorso questo lasso di tempo versate un po' di vinaigrette sul fondo di un contenitore in vetro, stendete le fettine di carpaccio e versate sopra il resto della vinaigrette, , spolverate la carne con dei piccoli ciuffi di finocchietto selvativo e dei fiori di basilico violetto . Coprite il recipiente , inseritelo nel frigo e fate marinare la carne per 4 ore. 

Per un ottimo carpaccio di manzo marinato , tirate fuori il contenitore dal frigorifero almeno mezz’ora prima di servirlo, in modo che il carpaccio possa sprigionare al meglio tutti suoi aromi . 

Presentazione : stendete sui piatti le fettine di Stracchino Bio Tomasoni , decorate con dei petali di garofano miniatura a cui avrete tolto il picciolo , inserire al centro di ogni piatto 5 fettine di carpaccio di manzo marinato. Decorate con foglioline di basilico violetto e con petali di geranio odoroso 
( essendo questi petali piuttosto grandi per questo piatto ho usato di un petalo bianco e uno fucsia e li ho tagliati a metà con una forbice. ) con petali di calendula e al centro con ciuffo di sedano selvatico con i suoi fiori . 

Vino consigliato : Sauvignon di Tenuta Luisa

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martedì 26 giugno 2018

La Cucina del Senza: Mangiare con Gusto e vivere 100 anni : una cucina innovativa e salutare




Da maggio scorso è presente in grande evidenza in tutte le librerie d'Italia il nuovo libro :  
La Cucina del Senza: Mangiare con Gusto e vivere 100 anni ,
con 70 ricette che eliminano  sia sale che grassi aggiunti da tutti i piatti così detti “salati” e sono caratterizzate dall’utilizzo di 80 ingredienti salvavita e da soluzioni innovative e di grande semplicità.
Fare La Cucina del Senza significa realizzare piatti gustosi e saporiti senza che ci si accorga della mancanza di sale e grassi aggiunti e dessert molto piacevoli senza zucchero aggiunto.

Marcello Coronini, e Lucia Comuzzi,


giornalisti, critici gastronomici e compagni di vita, e autori di questo volume, ci spiegano che la Cucina del senza è una questione di salute .

La Cucina del Senza nasce nel 2011, dopo aver depositato il brevetto è stata presentata a Gusto in Scena al Congresso di Alta Cucina.
Nel 2016 è uscito il libro di Marcello Coronini La Cucina del Senza® (edizioni Feltrinelli-Gribaudo) e dal suo successo deriva: Mangiare con Gusto e Vivere 100 anni, che rappresenta un ulteriore passo avanti grazie all’introduzione di 80 ingredienti SALVAVITA.

Negli ultimi anni nel mondo importanti istituti scientifici e ricercatori hanno selezionato alcuni alimenti con sostanze in grado di migliorare la qualità della vita e allungarne la durata. Si sono scritti diversi libri sull'importanza di questi alimenti definiti smart, longevity o salvavita, in grado di proteggerci da malattie, quali diabete, problemi cardiovascolari, ipertensione, tumori, ecc.
 Il secondo libro: La Cucina del Senza, Mangiare con gusto e vivere 100 anni, descrive 80 salvavita con le caratteristiche nutrizionali tratte da autorevoli istituti e pubblicazioni nazionali e internazionali. Inserendoli nelle ricette è nato uno splendido matrimonio con La Cucina del Senza, che riequilibra il metabolismo, disinfiamma l’organismo e aiuta a eliminare naturalmente i grassi in eccesso, l’utilizzo dei salvavita potenzia i suoi effetti sulla salute. 
Lo stesso Coronini ha perso 5,5 kg senza mettersi a dieta e la sua pressione si è normalizzata.

Alcuni salvavita sorprenderanno il lettore tipo il caffè che non ci si aspetta o la barbatietola che tutti ritengono ricca di zucchero, mentre in realtà ne contiene solo 4 g su 100, e poi il cappero che ha proprietà incredibili e per finire il cioccolato fondente e la senape “autentica”.

Dopo aver studiato per 2 anni ricette appropriate, gli autori propongono diverse soluzioni in grado di rendere gustosa e sana La Cucina del Senza e i Salvavita.
Ad esempio nei risotti al termine della mantecatura si aggiunge, per 320 gr di riso, un cucchiaio grande di aceto di mele o di vino bianco, mescolando l’aceto evapora e quello che rimane è un colpo di acidità molto forte che distrae il cervello dal cercare il gusto del sale. Acidità e sensazioni amarognole distolgono dal cercare il sale.
In La Cucina del Senza - Mangiare con gusto e vivere 100 anni trovate nuovi modi di cucinare che semplificano e alleggeriscono la preparazione: “I quasi risotti senza mescolare” di Marcello e “Le frittate che non si girano” di Lucia.

Per ovviare alla mancanza di sale vanno scelti ingredienti che naturalmente contengono sodio o che prevedono l'uso di sale nella loro lavorazione. Come i capperi, protagonisti di molte ricette del libro. La domanda delle domande: si può davvero fare una buona pasta  senza salare l'acqua di cottura? 

Sì, secondo gli autori. Ecco come: "Basta scolarla 3-4 minuti prima della cottura e versala nel tegame con il sugo. Dovrà essere mescolata lentamente in modo che assorba il più possibile il condimento caldo. Quando è pronta alzate la fiamma per 30 secondi in modo che il sugo prenda un colpo di calore e si concentri maggiormente, quindi spegnete". 

Mangiare con gusto e vivere 100 anni è un volume che tutti dovrebbero avere nella libreria di casa è un valido aiuto per la salute di tutta la famiglia e si vi arrivano ospiti improvvisi che magari hanno determinati problemi di salute ( pressione alta, colesterelo, triglicerdi ecc , )  qui sapete dove attingere le ricette da realizzare per loro.

Cercate un menù sano , leggero e di semplice da realizzare per stupire i vostri ospiti ?
Gli autori vi consigliano per una cena :

gnocchetti di ricotta e pesto,
hamburger con stracchino e capperi,
insalata di carote viola e sorbetto di basilico
zuppetta di limone

Sono riuscita ad attirare la vostra attenzione ? Seguitemi , presto realizzerò alcune ricette tratte da questo volume.


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domenica 24 giugno 2018

Bomboloni di Kamut con ragù di faraona , pomodorini e capperi





Il ragù di faraona è sempre molto apprezzato a casa mia e nella tavola delle occasioni importanti non manca mai . Per la ricetta di oggi ho pensato di dare una veste estiva al classico ragù di faraona, evitando il fondo di cottura realizzato con le ossa di faraona e aggiungendo datterini , capperi e una nota particolare data dal basilico greco . Passiamo alla ricetta

Ingredienti 4 persone :

280 gr. di bomoboloni di kamut trafilati al bronzo Tarall'oro 
300 gr. di carne di faraona tritata
1 spicchio d'aglio
1 cipollotto
1 piccola costa di sedano
150 ml. di vino bianco secco
1 cucchiaio di capperi dissalati La Nicchia 
1 foglia di alloro
10 pomodori datterini
sale marino aromatizzato alla erbe per carne Bonomo 
pepe bianco
basilico greco
olio Extravergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo

Procedimento : far rosolare in un tegame con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva un trito di carota , sedano , cipollotto, la foglia di alloro e lo spicchio d'aglio intero, aggiungere poi la carne trita di faraona e fatela ben insaporire , poi sfumare con il vino bianco . 

Una volta evaporato il vino, salate la carne con il sale marino aromatizzato alle erbe , mescolate e coprite il sugo con acqua , (  350 ml. ) abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 45 minuti : la carne deve risultare morbida e saporita . A fine cottura   aggiungete una macinata di pepe bianco ed eliminate la foglia di alloro e lo spicchio d'aglio . 

In un tegame a parte fate ben rosolare con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva i capperi dissalati, aggiungete le rondelle di pomodori datterini e fate saltare velocemente . 

Fate cuocere i bomboloni di Kamut in abbondante acqua salata, scolateli al dente e fateli saltare nel ragù di faraona assieme all'intingolo di capperi e pomodorini . Servire la pasta con delle foglioline di basilico greco, decorare a piacere con dei fiori di basilico greco . 

 Vino consigliato : IGT UMBRIA ROSE’ 2016 Cantina Colle Mora







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giovedì 21 giugno 2018

Easy fish 2018 , il gran finale



La serata di domenica 17 giugno 2018 ad Easy Fish – Lignano Sabbiadoro è iniziata con lo speciale appuntamento marchiato dal brand "Dalle Malghe al Mare" organizzato in collaborazione con la scuola di cucina Cuciniamo con..la Carnia
Sono saliti sul palco :per la montagna lo chef Lorenzo Gerometta del Ristorante Carnia a Tolmezzo .

Per il mare la chef Luciana Bortolusso titolare dello storico locale Ristorante Al Faro da Luciana. Uno showcooking ricco di prodotti d'eccellenza del Friuli-Venezia Giulia.

Come vi ho già anticipato nel post precedente i due chef realizzano separatamente le due ricette , e poi le uniscono assieme creando un connubio con il territorio friulano che va appunto dalle malghe al mare .
 Lo chef Lorenzo Gerometta ha presentato :
Trota del but alle erbe aromatiche su letto di formaggio latteria di Sutrio .

I corsi d'acqua e i laghi carnici sono ricchi di pesci e trote e per la ricetta in degustazione lo chef ha scelto appunto una trota salmonata. Il pesce è stato spinato e dalla trota sono stati ricavati due filetti che sono stati poi messi a marinare sottovuoto, in olio e sale ,  per alcune ore , poi cotti in forno per alcuni minuti. A parte è stata fatta una fonduta con formaggio di latteria di Sutrio, latte , brodo di pollo e una piccola quantità di panna fresca . Il tutto abbinato ad un pesto  di basilico e menta. Lo chef Gerometta ci ha parlato del suo rispetto per gli alimenti : in un piatto si devono sentire tutti gli tutti gli ingredienti che lo compongono.

La chef Luciana Bortolusso ha presentato :
Razza , un boretto alla maranese . 

La chef ha realizzato questa ricetta in onore alle sue origini , proviene infatti da Marano Lagunare . Quella che ci ha presentato ad Easy fish 2018 è una ricetta di famiglia . Alla razza è stata tolta la pelle e le spine , ricavati i filetti che poi sono stati infarinati . Viene fatto un soffritto con la cipolla e l'aglio , si aggiungono le foglie di alloro, e la razza viene viene sottoposta ad una breve cottura in questo intingolo , sfumata con vino e aceto . Il piatto viene servito con una fondo di polenta morbida mais bianco perla. 


Anche in questo caso ci è stata indicazione da quale piatto iniziare , si inizia col piatto dai toni delicati e poi si passa a quello dai sapori decisi : prima la trota salmonata e poi la razza .
Il connubio di questi 2 piatti è davvero superlativo: ottima la trota salmonata, morbida e saporita abbinata a questa particolare fonduta . Molto saporita la razza , un piatto che nella sua semplicità ha saputo sprigionare tutti i suoi sapori , perfetto l'abbinamento con la crema di mais bianco perla.

A questo piatto è stato abbinato un  vino : Pinot grigio dell'azienda Borgo Veritas.


Guardate chi era seduto al tavolo accanto al nostro ?


Lo chef David Povedilla , il simpatico chef della Prova del cuoco e titolare del ristorante :
La Paella de Povedilla di Mirano .

E dopo la prima ricetta spazio a :


Chef Andrea Aprea, due stelle Michelin del ristorante Vun di Milano, che si è esibito insieme a Wicky Priyan, chef originario di Ceylon patron del ristorante Wicky’s Wicuisine sempre a Milano.

I due chef ci hanno presentato una loro interpretazione di un ingrediente tipico delle nostre zone :  
il baccalà.


Lo chef Andrea Aprea ci ha presentato :
Baccalà alla pizzaiola ,

un piatto con ingredienti semplici : baccalà, olive , capperi e pomodori, ma qui entra in campo la tecnica di un grande chef . La polvere di pizzaiola disidrata viene posta sul fondo del piatto , il filetto di baccalà dissalato viene cotto in olio cottura a bassa temperatura . Con l'albumina rilasciata dal pesce durante la cottura viene realizzata una particolare maionese. Il tutto abbinato ad una salsa di pomodori datterini al forno ( lunga cottura , 8 ore ) a dei capperi e olive disidratate e a delle foglioline di origano.


A questo piatto è stato abbinato un vino : Pinot grigio 2017 dell'azienda Valentino Bitussi


Lo chef Wicky Priyan ha presentato : Interpretare il baccalà con olio e basilico.

Un piatto che è un particolare connubio con la tecnica del sushi è il nostro baccalà. Il riso viene cotto e condito con poche gocce di limone, servito con un cuore di baccalà in tempura . Un'altra parte di baccalà dissalato viene fatto bollire nel latte per 5-6 minuti , il tutto abbinato ad una particolare alga e ad una fialetta ( che il condimento del piatto ) contenente olio al basilico e aceto di miso rosso.


A questo piatto è stato abbinato un Pinot grigio ramato riserva dell'azienda Specogna.


Entrambe le interpretazioni del baccalà mi hanno entusiasmato: più mediterranea la ricetta dello Chef Aprea , morbido e saporito il baccalà, deliziosa la maionese di baccalà. 
Nella ricetta dello chef Wicky Priyan è certamente visibile la nota orientale, il riso con il cuore di baccalà in tempura era ottimo, geniale la fialetta con il saporito condimento da dosare a piacimento .

A questo punto Fabrizio Nonis ha fatto salire sul palco tutti i cuochi e gli addetti alla cucina che hanno supportato gli chef assieme ai sommelier , ringraziandoli per aver  contribuito al successo di questa manifestazione.


E per chiudere in bellezza questa 4 edizione di Easy Fish - Lignano Sabbiadoro fatta di tante sorprese, tante ricette e tanti chef che hanno esaltato con i loro piatti il pesce dell'alto adriatico è arrivato a Lignano il simpaticissimo e amatissimo Chef Rubio .


Gabriele Rubini in arte chef Rubio , è stato un rugbista professionista, ed è diventato famoso grazie al programma Tv Unti e bisunti , dedicato allo street food.
La storia del suo successo ha ispirato il film :  Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio , di cui abbiamo visto uno spezzone , divertente e simpaticissimo, lo andremo presto a vedere al cinema.

Nella sua intervista con Fabrizio Nonis


chef Rubio ci ha parlato di se e ci ha presentato il suo nuovo libro :
Mi sono mangiato il mondo : il suo viaggio fotografico tra storie cibo e persone.  Un libro fatto con foto semplici ma non banali, girate in giro per il mondo , foto che colgono l'attimo.

Con la presentazione del suo nuovo libro, chef Rubio ha toccato tanti temi importanti, legati alla fotografia, alla solidarietà, e all'aiuto reciproco. 
Vedere chef Rubio di persona è tutta un'altra cosa , è una persona semplice , a volte un po' timida , ma il suo lato sornione è sempre dietro l'angolo. 

Vi aspetto per Easy fish 2019.

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martedì 19 giugno 2018

Easy fish 2018 a Lignano Sabbiadoro , la kermesse dei sapori dell'alto Adriatico


Si è appena conclusa con grande successo la quarte edizione di Easy fish ( dal 15 al 17 giugno 2018 ) a Lignano, manifestazione che celebra i sapori dell'alto Adriatico con l'intervento di grandi chef e professionisti del food. 
 Anche quest'anno Fabrizio Nonis, giornalista enogastronomico, conduttore e produttore televisivo è stato l'art director e il presentatore della manifestazione. 
 La Terrazza a Mare, uno dei simboli di Lignano Sabbiadoro, è stata il fulcro della manifestazione che ha ospitato degustazioni di vini e di prodotti tipici e, nella zona ristorante, show cooking di chef di alto pregio secondo il famoso brand “Stars Cooking” di Fabrizio Nonis che per la valorizzazione degli chef territoriali si è affidato al brand “Dalle Malghe al Mare” attraverso il supporto di “Cuciniamo con..la Carnia” di Veronica Defilippis .
Il Lungomare Trieste, ha ospitato gli stand degli espositori: aziende agricole ed alimentari, aziende vitivinicole, birrifici artigianali, produttori di specialità gastronomiche provenienti del Friuli Venezia Giulia e vicino Veneto, trasformando il lungomare della rinomata località balneare in una grande esposizione/ristorante a cielo aperto, dove fermarsi a curiosare, scoprire e assaggiare i freschissimi prodotti protagonisti di questa grande festa del sapore e del mare.

Questo di seguito è il nostri resoconto degli shoowcooking a cui abbiamo partecipato nella serata di sabato 16 giugno 2018 .
La serata ha avuto inizio con uno degli speciali showooking targati "Dalle Malghe al Mare" organizzati in collaborazione con la scuola di cucina Cuciniamo con..la Carnia .

Protagonisti di questa prima serata dedicata alle eccellenze della montagna e del mare del Friuli-Venezia Giulia, due chef che non si conoscevano e non si erano mai incontrati prima , si sono solo sentiti telefonicamente per ideare 2 piatti che uniti assieme avevano il compito di valorizzare tutto questo territorio. Primo a salire sul palco, lo Chef Roberto Bettella del Ristorante " Tan Bon - Drink and Food" di Amaro che ha proposto :  
Mousse di formaggio salato con mostarda di frutta, bottarga e crostino di pane azzimo .
 Lo chef Roberto Bettella ci ha tenuto a precisare il valore che hanno per lui la semplicità degli ingredienti . La ricetta inizia con una semplice marmellata di pesca noce ( con la buccia ) scalogno e limone , che viene abbinata ad mousse di formaggio salato ( formaggio salato di media stagionatura assieme a della ricotta fresca ) e ad un tocco di bottarga  e con un crostino di pane azzimo.
Da questa ricetta dei toni delicati si passa all'altra ricetta dai gusti più decisi , lo Chef Matteo Susan del Ristorante Alla Vecchia Finanza a Lignano Riviera ha proposto :
Quartetto di triglia, ricci di mare, salicornia e cavolfiore affumicato
Lo chef Matteo Susan con grande maestria ha spinato le triglie , lasciandole unite per la coda , le ha cotte semplicemente per pochi minuti, dopo averle messe in infusione con olio all'aglio e le ha abbinate ad una purea di cavolfiore leggermente affumicato al pino mugo , ricci di mare e salicornia .  Ed ecco l'assemplaggio dei due piatti :


Per la degustazione abbiamo seguito le indicazioni degli chef : si inizia con il piatto dai toni delicati e si termina con il piatto dai sapori più decisi . Le due ricette unite assieme creano un connubio perfetto, le triglie con questi particolari abbinamenti erano ottime.

A questo piatto è stata abbinata una Malvasia istriana dell'azienda Borgo Savain


E' salito poi sul palco Edoardo Raspelli conduttore della trasmissione Melaverde


a cui è stato assegnato il premio Stars Cooking Personaggio Televisivo 2018


E' stato inoltre assegnato il premio : #EasyFish CHEF AMBASSADOR a Gennaro Russo Chef 1 stella Michelin del ristorante la Sponda dell'hotel Le Sirenuse di Positano.


Uno chef giovane con una lunga carriera alle spalle , la sua prima esperienza è con Alfonso Iaccarino , poi passa 3 anni ad imparare il mestiere a Parigi , lavora in seguito un periodo a fianco di Massimo Bottura dell'Osteria Francescana , sino ad arrivare a soli 29 anni ad essere l'executive chef del ristorante La Sponda dell’Hotel Le Sirenuse.

L’hotel Le Sirenuse di Positano è definito nel 2018 dalla rivista americana “The Bobr Times” uno dei migliori 20 hotel al mondo, e precisamente quest'anno si è classificato all'undicesimo posto .

Lo Chef Gennaro Russo ci ha presentato due ricette , una in dimostrazione : Bianco di branzino e cedro candito e una in degustazione : Mezze maniche al ragù di totani
Lo chef ci ha parlato del rispetto delle materie prime e del principio che in cucina non butta niente , il branzino è stato spinato, e diviso in porzioni da destinare in base alle varie ricette .
 La pelle del branzino dopo un particolare trattamento durato 18 ore diventa morbida e saporita . Per la ricetta in dimostrazione è stato usata la parte centrale del branzino, cotta semplicemente in una padella con della carta forno, per mantenere inalterato il sapore del pesce . Il branzino viene servito assieme alla pelle ,  a del finocchio e a del cedro candito.


La ricetta in degustazione : Mezze maniche al ragù di totani , è un trionfo di tecnica e maestria; partendo da una ricetta della tradizione lo chef Gennaro Russo ha creato un capolavoro. Prima i tentacoli e le teste tritati vanno cotti per 15 minuti, poi si aggiunge un mix di 3 tipi di pomodori , ( Piennolo, San Marzano e ciliegini ) , la parte restante dei totani viene tagliata a quadratini, leggermente saltata in padella e poi aggiunta al resto del sugo.


A questo piatto è stato abbinato un Gramogliano 2016 dell'azienda Canus .


Ottenuto da una cuvée di Friuliano, Pinot Grigio, Sauvignon e Ribolla Gialla .

Vi aspetto per la seconda parte del reportage , a presto .
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giovedì 14 giugno 2018

Carpaccio di pesce spada affumicato con gamberoni all'olio aromatizzato al mandarino



Sedere alla tavola di mia sorella Orietta è sempre per noi una grande gioia . La ricetta che vi presento oggi è stata appunto realizzata da lei , bravissima cuoca e autentica food lover . 

 Un antipasto realizzato con pochi ingredienti , tutti di altissima qualità ,  che permette di dare un tocco di eleganza alla vostra tavola ; un antipasto ideale per stupire i vostri ospiti . 

Ingredienti per 4 persone :

1 piccolo trancio di pesce spada affumicato
24 gamberoni
3 pomodori a cuor di bue
alcune foglioline di menta
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
olio extra vergine di oliva aromatizzato al mandarino

Procedimento : pulite i gamberoni staccando loro le teste e praticando, con un coltellino  un taglio sul dorso per estrarre più facilmente il budellino nero ,sciacquate velocemente i crostacei e tuffateli in abbondante acqua bollente, leggermente salata, per 2-3 minuti . Scolateli e sgusciateli .

 Dividete i pomodori in 4 parti , eliminate i semi , poi tagliateli a cubetti . Versate in una ciotola un filo di olio extra vergine di oliva , incorporate la menta tritata , aggiungete sale e pepe e i cubetti di pomodoro , mescolate bene per far insaporire i pomodori. 

Affettate il pesce spada e disponetelo nei piatti , aggiungete 2 cucchiai di cubetti di pomodoro aromatizzati alla menta e i gamberoni . Rifinite il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva aromatizzato al mandarino. 
Complimenti alla sorellina, ottimo piatto .




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lunedì 11 giugno 2018

Smoothie multivitamico bicolore




Con l'arrivo della stagione calda , bevanda a base di frutta , frullati e smoothie a casa mia sono sempre molto graditi. Lo smoothie che vi presento oggi è ideale anche da essere consumato dopo una sessione di palestra ; si tratta di uno smoothie multivitamico . E' composto di due strati uno più denso sul fondo del vasetto o verrina e uno più fluido sulla parte superiore .

Ingredienti per 3 persone :

2 pere Dole 
2 banana Dole 
1 cucchiaio di gherigli di noci
½ ananas Dole 
1 cucchiaio di mandorle tritate
125 ml. di yogurt magro al naturale
½ cucchiaio di granberries
9 ciliegie tipo ferrovia

Per avere un risultato più denso vi consiglio di inserire nel frezeer la frutta per circa 30 minuti prima di preparare lo snoothie .

Procedimento : inserire nel boccale del frullatore 70 ml. di yogurt magro, 2 banane , le noci e le mandorle tritate , frullare sino ad ottenere un composto omogeneo piuttosto denso ; versare nei vasetti il primo strato dello smoothie, e fate riposare in frigo .

 Procediamo ora con il secondo strato: versare nel frullatore la parte rimanete dello yogurt bianco , la polpa di mezzo ananas, la polpa delle pere e alcune ciliegie snocciolate , frullate sino ad ottenere un composto abbastanza fluido.

 Estraete dal frigo i vasetti con il primo strato a base di banane e frutta secca , depositate al centro di ogni vasetto alcuni granberries e quindi versate il secondo strato appena preparato.

Decorate ogni vasetto con mezza ciliegia , alcune fetine di ananas , un gheriglio di noce e un po' di granella di mandorle, ecco fatto lo smoothie multivitamico è pronto , copritelo , inseritelo nella borsa frigo e consumatelo dopo la vostra sessione di palestra.

Volete conoscere altre ricette sane , per realizzare snack nutrienti e veloci da preparare , a base di frutta ideali per il fitness prima o dopo l'allenamento ? Seguite le ricette Dole e i consigli Dole .
  
E dopo la palestra ci vuole anche un po' di musica vi propongo un pezzo di Martha and The Vandellas "Heatwave" del 1963 che mi piace moltissimo , performance by The Funk Brothers con la fantastica voce di Joan Osborne.



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domenica 10 giugno 2018

La linguina con il pesto alla trapanese



Il pesto alla trapanese , è un sugo tipico siciliano, di origine antica e della zona di Trapani ; la ricetta del pesto alla trapanese infatti  nasce ad opera dei marinai del porto di Trapani, luogo di scambio e di incontro tra culture, anche per quanto riguarda la buona cucina. 
Si narra che i trapanesi abbiano provato alcune specialità (come quella del pesto alla genovese) portate dai genovesi durante le loro soste nel porto di Trapani, e che abbiano adattato la ricetta con i prodotti del loro territorio, dando vita ad una vera e propria specialità chiamata appunto
Il pesto alla trapanese " o in lingua locale "agghiata trapanisa" che ancora oggi è uno dei piatti tipici della zona.
La ricetta del pesto alla trapanese ha due diverse varianti, in cui si possono utilizzare sia i pomodori maturi che i pomodori secchi , oggi vi presento la variante con i pomodori maturi .

È un piatto che si sposa bene ovviamente con ogni tipo di pasta, ma può accompagnare con ottimi risultati anche le carni o i bolliti.

Per questo sugo della tradizione trapanese , ho usato una pasta particolare : La linguina con fagiolo, cece , lenticchia e pisello Grano Armando .

I legumi richiedono una preparazione lunga mentre questa linguina a base di legumi, realizzata con un mix di ceci, lenticchie, fagioli e piselli, tiene la cottura ed è pronta in pochi minuti. 
Ecco perchè la linea Legumi di ARMANDO è tra le più amate: una pasta naturalmente priva di glutine e fonte di proteine vegetali ma al tempo stesso gustosa, genuina e ricca di fibre e pensata per le esigenze alimentari di celiaci, vegani, diabetici e di chi pratica attività sportive. 

Passiamo quindi alla ricetta

Ingredienti per 4 persone:
250 gr. di linguina con fagiolo, cece , lenticchia e pisello Pasta Armando 
50 gr di mandorle spellate Bonomo
1 spicchio d’aglio
10 foglie di basilico
250 gr. pomodori maturi
50 gr di pecorino siciliano
olio Extravergine di Oliva - Infinito - da ulivi secolari Bonomo 
sale e pepe q.b.

Il vero pesto alla trapanese si prepara nel classico mortaio da pesto, ma per una preparazione più semplice e veloce potete utilizzare un frullatore, senza però lavorare molto il pesto, per non farlo diventare troppo liquido.

Procedimento : incidete a croce i pomodori e tuffateli per 2 minuti in acqua bollente . Scolate i pomodori , eliminate la buccia e i semi, poi tagliateli a cubetti .

A questo punto inserire nel mixer i cubetti di pomodori , le mandorle, il basilico , la metà del pecorino grattugiato , un pizzico di sale e pepe e la giusta quantità di olio extra vergine di oliva, frullate sino ad avere un composto omogeneo ma non troppo liquido .

Versate il pesto ottenuto in una ciotola , aggiungete la parte restante di pecorino grattugiato e mescolate bene ; ecco il pesto alla trapanese è pronto . Fate cuocere le linguine in abbondante acqua salata e bollente , scolatele al dente e conditele con il pesto alla trapanese appena preparato .
 Decorate a piacere con delle lamelle di mandorle e con del basilico.

Vino consigliato : Cabernet franc di Tenuta Luisa 


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giovedì 7 giugno 2018

Biscotti al vino con confettura di mele cotogne



Oggi vi presento dei biscotti leggeri , realizzati senza uova e senza burro . Facili e veloci da realizzare. Avevo la necessità di realizzare qualcosa di dolce per terminare la cena con ospiti improvvisi ed avevo poco tempo a disposizione , ecco cosa ho realizzato , ricetta adattata da Mypersonaltrainer.

Ingredienti :
220 g di farina bianca di tipo 00
30 g di farina di mandorle
70 g di zucchero
1 vasetto di confettura extra di mela cotogna Visjam
70 ml di vino bianco secco
60 ml di olio di semi di mais
1 pizzico di sale zuccherini q.b.
zuccherini e zucchero a velo q.b.


Procedimento : setacciare assieme le due farine , aggiungere lo zucchero, il sale , l'olio di semi di mais e il vino ; amalgamate il tutto sino ad ottenere una pasta compatta , ma liscia e morbida .  Avvolgere la pasta in un foglio di pellicola trasparente e lasciar riposare per mezz’ora. 

Preriscaldare il forno a 160°C (ventilato) . Stendere la pasta tra 2 fogli di carta da forno, allo spessore di pochi millimetri. Con un taglia biscotti dalla forma a piacere, ( io ho usato una formina rotonda ) ottenere le sagome e, con i ritagli, impastare di nuovo per ottenere altri biscotti.
 Al centro di ogni biscotto premere leggermente con un cucchiaino e depositare in questo incavo mezzo cucchiaino di confettura di mela cotogna. 
E' consigliabile tenere il vasetto di confettura in frigo almeno 2 ore prima di realizzare i biscotti , per evitare che la confettura fuoriesca dai biscotti . 

 Sistemare i biscotti sulla placca foderata con la carta da forno e cuocere a 160°C per 10-12 minuti, o fino a doratura. Rimuovere i biscotti dal forno, lasciar raffreddare, decorare a piacere con zuccherini e zucchero a velo . 

Vi assicuro che suono buonissimi, sono andati a ruba .
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lunedì 4 giugno 2018

Insalata di frutta con indivia belga e pop corn




Oggi vi propongo un'idea snack da mangiare dopo l'allenamento , salutare , leggera e che ci aiuta a recuperare in fretta le energie . Terminata una sessione di allenamento la maggior parte delle persone , io compresa , siamo tutti in preda ad una fame terribile, che ci induce a buttarci su cibi ipercalorici e poco salutari , bisogna fare attenzione a non commettere questo errore.

State pensando allo snack da portare dopo l'allenamento ? Potete portare in una borsa frigo un contenitore con la frutta a cubetti e l'insalata e uno con la frutta secca e mangiare lo snack direttamente dai contenitori , certo è pratico , ma io ove possibile preferisco gustare lo snack in un piatto. Seguite le mie indicazioni, portate nella borsa frigo anche un piatto,  e in pochi secondi comporrete lo snack , si sa non solo il palato ma anche l'occhio vuole la sua parte.

Chi mi conosce bene lo sa che adoro i vasetti e le verrine finger food , vi aspetto per le prossime ricette.

La frutta è soprattutto ricca di zuccheri e potassio, anche le mandorle sono ricche di potassio e quindi aiutano a recuperare le riserve di questo importante minerale che viene eliminato attraverso il sudore dell’allenamento.
Le mandorle e il pop corn come tutta la frutta secca oleosa sono anche ricchi di proteine e rappresentano un alimento fondamentale nella dieta di vegetariani e sportivi.

Ho inserito in questa i ricetta i pop corn perchè mi piacciono molto e per dare una nota croccante al piatto .
Ho optato l'insalata belga perchè con quella sua nota leggermente amara , contrasta il dolce della frutta matura.
Ho realizzato questa ricetta senza aggiunta di sale , zucchero e olio . 

Ecco quindi la mia proposta : Insalata di frutta con indivia belga  e pop corn.

Ingredienti per 4 persone :

1 ananas Dole 
2 pere Dole 
10 foglie di indivia belga
 2 banane Dole
1 cucchiaio raso di mais da pop corn
2 fragole
20 mandorle
1/2 limone

Procedimento : fate scoppiare il mais senza olio in una padella con coperchio. 
Lavate con cura l'indivia belga, dividete ogni foglia in 4 parti . 
Sbucciate l'ananas , le pere e le banane , tagliate la frutta a cubetti , dividete ogni fragola in 4 parti. Irrorate la frutta e l'indivia belga con il succo di mezzo limone , versate il tutto in un contenitore , chiudetelo ermeticamente . 
In un altro contenitore inserite le mandorle e il pop corn, chiudete ermeticamente e posizionate entrambi i contenitori in una borsa frigo , assieme ad un piatto e alle posate . 
Quando avrete terminato la vostra sessione di palestra estraete dalla borsa frigo, contenitore , piatto e posate e in pochi secondi componete il vostro snack secondo le mie indicazioni , oppure secondo la vostra fantasia . Potete decorare con delle erbe aromatiche fresche , io ho usato dell'erba cipollina , ma anche la menta si abbina a perfezione . 
Snack perfetto da abbinare ad un bicchiere di succo di ananas, realizzato con l'ananas Dole

Volete conoscere altre ricette sane , per realizzare snack nutrienti e veloci da preparare , a base di frutta ideali per il fitness prima o dopo l'allenamento ? Seguite le ricette  Dole e i consigli Dole .




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domenica 27 maggio 2018

Tagliolini al tartufo con pesto di finocchietto selvatico e alici marinate



Le temperature si sono alzate e per la cena di sabato scorso , avevo ideato un menù estivo. Avevo pensato agli antipasti, primo, secondo e dolce , tutto con qualcosa di nuovo da far provare ai miei ospiti . Alcune ricette nascono per caso, la mia idea iniziale era quella di realizzare un primo : tagliolini al tartufo con pesto di finocchietto selvatico, ( vista anche la grande quantità di finocchietto presente nel mio piccolo orticello ) ma poi in corso d'opera la ricetta è cambiata, alcuni degli antipasti sono andati ad arricchire la pasta .
La pasta al tartufo di solito si presta ad essere abbinata a sughi a base di funghi e selvaggina , ma io la trovo perfetta anche con il pesto di finocchietto selvatico e con le alici marinate .

Ingredienti per 4 persone :
 250 gr. dii tagliolini al tartufo Tarall'oro
1 cucchiaio di pomodori secchi tritati
 4 peperoncini ripieni di alici marinate

 Per le alici marinate .
500 gr. di alici
1spicchi d'aglio
20 gr. di aceto di vino bianco
150 gr. di succo di limone
3 steli di prezzemolo
140 gr. di olio extra vergine di oliva Bonomo
sale e pepe q.b.

Per il pesto di finocchietto selvatico:
150 gr. di finocchietto selvatico
2 cucchiai di mandorle pelate Bonomo
2 fettine di aglio
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva -  Monocultivar cerasuola Bonomo
pepe nero q.b.

Le alici marinate sono antipasto tipico della cucina del sud Italia e non solo . I segreti per la riuscita di questa ricetta sono due : primo la freschezza delle alici e secondo la marinata.
 Si inizia col preparare la marinata ( ricetta adattata da Giallo Zafferano ). Versate in un mixer il prezzemolo con lo spicchio d'aglio e circa la metà dell'olio frullate per 3 minuti .
 In una ciotola versate il succo di limone e la parte rimanente di olio, salate e pepate , mescolate con una forchetta  e quando il composto si sarà legato aggiungete il trito di aglio e prezzemolo , continuate a mescolare , coprite e tenete da parte la marinata in frigo . 

 Pulire  le alici, eliminando la testa e le interiora , poi sciacquare bene sotto l'acqua corrente quindi aprirle lungo il ventre a libro ed eliminare la lisca. Sistemate i filetti di alici ben puliti in un recipiente l'uno accanto all'altro ,versate prima la marinatura e dopo una decina di minuti distribuite sopra in modo uniforme l'aceto . Coprite con una pellicola trasparente . Lasciate riposare a temperatura ambiente per circa 30 minuti, poi continuate la marinatura in frigo per almeno 4 ore . Trascorso questo lasso di tempo scolatele dalla marinata , stendetele su un piatto ed irroratele con un filo di olio extra vergine di oliva prima di servirle.

Per i peperoncini ripieni di alici marinate , seguite lo stesso procedimento che vi segnalo in questo post delle cipolline ripiene. In questo caso però i peperoncini vanno svuotati dai semi e il ripeno è realizzato con alici marinate e un po' di ricotta fresca frullati .
Le alici marinate e i peperoncini ripieni devono essere realizzati al mattino , per essere serviti ad una cena .

Per il pesto di finocchietto : lavate con cura il finocchietto ( gambi e foglie ) tagliatelo a tocchetti e poi fatelo cuocere in acqua bollente . Fate la prova assaggio per verificare la cottura , vi accorgerete così che il finocchietto è già di sua natura leggermente salato. Una volta cotto scolatelo , strizatelo  poi inseritelo nella ciotola del frullatore assieme alle fettine di aglio , le mandorle , il pecorino grattugiato e la giusta quantità di olio extra vergine di oliva . Frullate sino ad ottenerwe una crema omogenea . Al termine aggiungete una macinata di pepe nero, mescolate , versate il pesto in un ciotola e coprite con un filo di olio extra vergine di oliva.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata , scolatela al dente e poi conditela con il pesto di finocchietto selvatico . 

Presentazione : porre al centro del piatto un nido di tagliolini al tartufo con pesto di finocchietto selvatico, decorate con 4 filetti di alici marinate, e un peperoncino ripieno . Spolverate con un trito di pomodori secchi e mandorle tritati. 

Vino consigliato : trebbiano Spoletino Doc 2016 cantina Colle Mora


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martedì 22 maggio 2018

Trattoria La Santissima a Polcenigo



Consigliati da amici per festeggiare il nostro 16 anniversario di matrimonio abbiamo pranzato alla trattoria  La Santissima, trattoria situata a Polcenigo ( Pn ) lungo l’argine sinistro del fiume Livenza ,  vicina alle sue sorgenti . Luogo accogliente e completamente immerso in un magnifico contesto naturalistico.
La trattoria gestita da circa 20 anni a conduzione famigliare cura una cucina stagionale e tipicamente friulana, usando prodotti di nicchia.  Il piatto forte è la trota del Livenza .
La trattoria e suddivisa in due sale, una interna ( vedi foto sopra ) e una con vista sul Livenza. 
La chef Michela con il fratello Luca e il marito Claudio curano personalmente ogni dettaglio della cucina e del servizio, consigliando i clienti in base alle loro richieste e proponendo piatti e prodotti di stagione. 
La giornata era splendida e noi abbiamo optato di pranzare nella sala esterna con vistasul fiume Livenza . Molto bello e curato anche l'ampio giardino .


Ecco cosa abbiamo scelto :

Cestini di sfoglia con asparagi selvatici e speck di Sauris


Crostini di pane casereccio con lardo e mostarda di mele


Tagliatelle ai funghi porcini


Trota friulana spinata e cotta alla griglia


abbinata a delle patate al forno.

Crostata ai frutti di bosco


Mentre aspettavamo il caffè ho chiesto alla chef Michela informazioni sul suo libro di cucina e lei gentilmente mi portato questi 2 volumi in visione :


l primo libro a sinistra : Affinità del gusto è stato redatto dalla chef Michela Redivo e dalla chef Manuela Antonini, un libro che parla di questo territorio, e della sua cucina tradizionale e moderna. Entrambe le chef fanno parte dell'associzione “Lady Chef ” e collaborano con la Fiera di Pordenone “ Cucinare ” .
Il secondo volume : Trota friulana un guzzo di piacere parla dell'importanza che la trota ha rappresentato in questo territorio ed è anche una raccolta di ricette ideate dai vari chef del territorio . Ovviamente dopo averli visionati ho acquistato entrambi i volumi.

La chef Michela con lo chef Luca


Siamo stati molto soddisfatti di questa esperienza alla trattoria La Santissima, il personale è molto gentile e disponibile, veloce nel servizio . Tutti i piatti erano ottimi , ho apprezzato in particolar modo particolare la trota friulana spinata e cotta alla griglia, pesce freschissimo e cotto alla perfezione. Davvero deliziosa la crostata ai frutti di bosco, un dolce casalingo che ti fa sognare .

Il paesaggio nei dintorni della trattoria è davvero stupendo, sembra che qui il tempo si sia fermato



C'era anche una coppia di sposi che erano venuti qui a farsi le foto , in questo luogo incantato alle foci del fiume Livenza , e guarda caso anche loro si sono sposati il 12 Maggio . 



A pochi passi dalla trattoria La Santissima si trova il piccolo capitello dell’Immacolata ,



costruito in epoca non conosciuta, sembra un piccolo tempio, con le sue antiche colonne lavorate. Al suo interno una Madonna di epoca recente e ai piedi di questo capitello sgorga una sorgente che per tradizione è ritenuta miracolosa per curare vari disturbi come il mal di testa , problemi agli occhi e per propiziare la fertilità della donna.  Si ritiene che le acque di questo luogo fossero ritenute “magiche” già dai secoli antecedenti al cattolicesimo.
Sempre nelle vicinanze si trova il Santuario della Santissima, santuario molto antico, Già nel '400 si ha notizia di una sorta di fiera che si teneva nei pressi della Chiesa in occasione della festività della SS.Trinità. . Purtroppo dato l'orario la chiesa era chiusa e non abbiamo potuto visitarla .

Tra le bellezze di questo territorio vi segnalo la sorgente del Gorgazzo , affluente del fiume Livenza ( conosciuta anche con il nome dialettale di "Al bus")



un incantevole specchio d'acqua dall'intenso colore azzurro. Sito di incommensurabile valore naturalistico, la sorgente è alimentata dalle acque che, inabissatesi nelle fenditure dell'altopiano del Cansiglio o del Monte Cavallo, riappaiono in superficie. La grotta è costituita da una risorgiva, una delle più profonde mai esplorate al mondo .
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