giovedì 17 ottobre 2019

I Mulini del Gusto a Belfiore di Pramaggiore


 foto Metropolitano.it
Sabato scorso 12 ottobre 2019 si è tenuto nella splendida location di «Villa Dalla Pasqua» detta la «Castellina» in località Belfiore di Pramaggiore un importante meeting culturale  incentrato sulle DE.CO ( denominazioni comunali d'origine ) con approfondimenti sul lengual, il Bisat del Livenza , la renga e le farine nostrane .
La Villa , costruzione del XV secolo si trova appunto a Belfiore di Pramaggiore , nel cuore dell'area di produzione vinicola vocata al Lison-Pramaggiore D.O.C e D.O.C.G ed è anche la sede dell'antico mulino di Belfiore sul fiume Loncon e del Museo Etnografico di Pramaggiore . 


L'evento «I Mulini del Gusto» è stato fortemente voluto e supportato dall'operato sinergico tra il progetto di implemento e valorizzazione degli itinerari turistici “Terre di Venezia” , le amministrazioni comunali toccate dal percorso del “GiraLivenza" e corrispettive Pro Loco, Il BioDistretto della Venezia Centro-Orientale con sede ad Annone Veneto , la condotta “Slow Food” del Veneto Orientale , e naturalmente la “Comunità del cibo del Bisat del fiume Livenza” intenzionata a fungere da grande contenitore tematico di qualità all'interno nel quale raccogliere tutte le eccellenze agro-alimentari , enologiche , zootecniche ed ittiche inerenti al terrotorio del “Basso Livenza” .


Luca Ortoncelli   a sx , organizzatore dell'evento , ha introdotto «I Mulini del Gusto»,


citando un suo «Maestro Spirituale», il compianto gastronomo, letterato ed agitatore culturale Luigi Veronelli che, per primo, decenni fa teorizzò la necessità delle «Denominazioni Comunali».

E' stato In particolare Fausto Pivetta  Primo Cittadino del Comune di Pramaggiore ,


ad aver fortemente voluto imperniare l'incontro sul tema «De.Co.», quale miglior viatico per tutelare e valorizzare nel modo più capillare possibile il ricco patrimonio etnologico dei nostri territori. In particolare Fausto Pivetta ci ha parlato del Lengual , prodotto autoctono del nostro territorio le cui origini risalgono all'epoca della Serenissima Repubblica di Venezia , prodotto fortemente radicato nella tradizione contadina, e tramandato fino ai giorni nostri, che veniva consumato per la cena dell’Ascensione, in occasione dell’arrivo dei nobili veneziani che, dopo aver concluso la Festa dello Sposalizio del Mare, si recavano in villeggiatura nell’entroterra veneziano.

Mentre Fabrizio Tonon, presidente dell'«Unpli Venezia», della «Pro Loco Caorle»


e promotore del progetto di valorizzazione turistica dell'entroterra denominato «Terre di Venezia», ha ricordato come l'operato di enti ed associazioni locali sia essenziale per un'individuazione ed esposizione efficacie di prodotti e produttori meritevoli di certificazione.

E quindi la parola è andata all'ospite principale della giornata: Gianluigi Cavaliere,


capogruppo dell'associazione «Amici delle De.Co.» e membro della «Segreteria Regionale De.Co.» del Veneto, che ha spiegato nel dettaglio le normative, le procedure ed i vantaggi relativi alle «Denominazioni Comunali».
Le De.co , come sopra anticipato , sono nate da un'idea geniale del compianto Luigi Veronelli e, ad oggi sono state adottate da oltre 600 comuni italiani per tutelare e valorizzare la produzione tipica del mondo agricolo , ma anche i piatti della tradizione locale e alcuni prodotti artigianali di eccellenza. Vedi : https://www.comunideco.it/

E' intervenuto poi Il signor Mario, titolare dell'omonima «Molino Celeghin azienda agricola» di Noventa di Piave


che produce con metodi artigianali e macine in pietra vari tipi di farine di mais dei biotipi autoctoni, come la farina di mais bianco perla , la farina di mais cinquantino e la farina di mais rosso di San Martino di cui vi avevo parlato qui:

Mais rosso di San Martino con petto d'oca affumicato, zucchine sott'olio e formadi frant all’arancia candita e mandorle 

Durante il suo intervento Mario Celeghin ha auspicato una maggiore sinergia tra tutte le entità che vengono ad essere coinvolte nel progetto «De.Co.».

Sono interventi anche Gianni Geretto, Sindaco di Torre di Mosto, il «paese dell'anguilla», in rappresentanza anche della «Confraternita del Bisat»,  e Claudio Odorico, sindaco di Concordia Sagittaria, che ha introdotto « La Confraternita dea Renga» .

La tradizione della renga ( aringa sotto sale , poi dissalata e opportunamente cucinata ) , piatto povero, ma sostanzioso, e’ patrimonio culturale e storico di Concordia Sagittaria da più di 700 anni. Dal 1992 ad oggi la Pro Loco di Concordia ha ideato e consolidato il Concorso dea Renga d’Oro, nato per dare ai ristoratori di quella città la possibilità di mostrare le loro doti gastronomiche, trasformando quel semplice piatto delle nostre nonne in un sempre più attuale contributo alla cucina tradizionale veneta , in modo da farla conoscere e valorizzare anche fuori dai confini regionali.

E' seguito l'intervento della segretaria del Distretto «BioVenezia»,con sede nella vicina Annone Veneto, Lionella Genovese, che ha sottolineato l'importanza delle nostre coltivazioni agricole e l'importanza della conversione ai metodi biologici per ripristinare e salvaguardare le originali caratteristiche ed unicità di molti dei nostri prodotti tipici bisognosi di tutela.

L'evento è terminato con il goloso buffet realizzato da Monica Campaner , gastronoma ed esponente di «Slow Food Veneto Orientale», che ha realizzato con i nostri prodotti DE.CO  sopracitati i piatti derlla nostra tradizione .

 Il tutto  abbinato con qualche calice dei pregiati Vini Doc Lison Pramaggiore, tra i quali spicca il Lison DOCG 150 prodotto dalla vicinissima, rinomata cantina «Borgo Stajnbech», illustrato di persona dalla competenza della co-titolare, Sig. Adriana

Letture interessanti sul territorio :




Per ulteriori info e foto : Confraternita del Bisat






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domenica 13 ottobre 2019

Pancetta con polenta e funghi chiodini



Il piatto che vi presento oggi è un grande classico della cucina italiana, io per questa ricetta ho utilizzato dei funghi chiodini ed ho realizzato una polenta con una base di brodo vegetale . La pancetta è la regina di questo piatto, qui è presente in 2 consistenze al naturale e in versione croccante . Questa ricetta è un piatto ideale per la stagione autunnale , lo potete preparare per una serata in famiglia , oppure per una serata in compagnia degli amici , magari abbinato ad una bella castagnata . Lo potete servire come antipasto, oppure come piatto unico.

Ingredienti per 4 persone :
200 gr. di farina da polenta cinquantino
800 ml. di brodo vegetale
9 fette di pancetta piacentina Dop La Castellana Salumificio La Rocca
400 gr. di funghi chiodini
1 foglia di alloro
7 steli di prezemolo
sale q.b.
pepe nero q.b.
olio extra vergine di oliva Bonomo- Azienda Agricola Biologica
 



La Pancetta Pacentina DOP La Castellana è un prodotto gustoso dell’antica tradizione piacentina dal sapore dolce e sapido nello stesso tempo, con note aromatiche e dal profumo delicato. La Denominazione di Origine Protetta DOP richiede un preciso e dettagliato disciplinare di tutela approvato dall’Unione Europea che comprende le zone di produzione, la cura nel benessere degli animali, la scelta dei maiali che devono possedere caratteristiche specifiche, le modalità di lavorazione e stagionatura. La Pancetta deriva dal sezionamento della pancia di suini pesanti Padani provenienti solo da allevamenti dell’Emilia Romagna e Lombardia. Da questo specifico taglio adiposo si ottiene il cosiddetto “pancettone”, la cui squadratura e rifilatura da origine alla pancetta vera e propria. Non contiene glutine, né derivati del latte. Tutti gli ingredienti sono privi di allergeni e non provengono da OGM.

Tutti i  prodotti  del Salumificio La Rocca sono in vendita sul portale di e-commerce di Artimondo

Procedimento : pulire con cura i funghi chiodini  eliminando i gambi più duri , lasciare i più piccoli interi, tagliando a metà gli altri , lavarli più volte in acqua fredda . 
E’ sempre bene ricordarsi ( come mi ha insegnato mia nonna ) di sbollentare i funghi, prima della cottura in abbondante acqua con un pugnetto di sale ed il succo di mezzo limone che permetterà di mantenere inalterato il colore dei funghi . Quando l'acqua bolle versare i chiodini e farli cuocere per 5-7 minuti , eliminando man mano la schiuma che si formerà in superficie . 
Questo procedimento è necessario quando si tratta di funghi chiodini di bosco . 
Porre sul fuoco una padella con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva , lo spicchio d'aglio intero e la foglia di alloro, far rosolare poi aggiungere i funghi chiodini e portarli a cottura ( circa 10 minuti ) . Spegnere il fuoco eliminare la foglia di alloro e lo spicchio d'aglio ,regolare di sale e pepe e aggiungere un trito di prezzemolo , mescolare e tenere da parte al caldo . 

Far bollire il brodo il brodo vegetale in una pentola capiente , versare gradualmente a pioggia la farina e farla cuocere per 45 minuti , mescolando spesso . 

Porre sul fuoco una wok , quando questa è ben calda aggiungere una fetta di pancetta tritata grossolanamente e farla rosolare , poi scolarla dall'olio in eccesso e quindi farla asciugare in una carta assorbente . 

Tagliare a metà con una forbice da cucina le fette di pancetta . 

Presentazione : porre al centro del piatto un nido di polenta , potete aiutarvi come nel mio caso con un coppa pasta rotondo , distribuire sopra ogni nido di polenta delle briciole di pancetta croccante e sopra i funghi trifolati , disporre a raggiera le 4 mezze fette di pancetta , servite subito e buon appetito. 

Vino consigliato : Refosco dal peduncolo rosso di Tenuta Luisa .

Video della settimana :







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domenica 6 ottobre 2019

Le rame di Napoli , biscotti catanesi per le festività di Ognissanti






Le Rame di Napoli sono un dolce tipico della zona del catanese ,preparato durante il periodo delle festività dei defunti, che coincide anche con l'arrivo dell'autunno. 
Si tratta di  un biscotto  speziato da cuore morbido al gusto di cacao , ricoperto da una glassa al cioccolato fondente .

Esistono varie ipotesi sulla loro origine, dal nome dato dal pasticcere Napoli inventore di questa ricetta, ad un atto di vassallaggio esercitato dai Catanesi nei confronti della città di Napoli all’epoca del Regno delle due Sicilie (dal 1816 al 1861), come spiegò il gastronomo-scrittore Pino Correnti . 

Altra ipotesi, sempre collocata al Regno delle due Sicilie, allora sotto l’impero Borbonico, é che con l’unificazione del Regno di Napoli con il regno di Sicilia venne coniata dal re Carlo di Borbone una moneta con la lega del rame, materiale povero che dovette sostituire l’oro e e l’argento. Così il popolo, riprodusse ironicamente in cucina le monete di rame, utilizzando ingredienti poveri come i resti della pasticceria . Nel corso degli anni vennero apportate diverse modifiche alla ricetta originale. Tradizionalmente questi dolci preparati durante le festività di Ognissanti vengono regalato ai bimbi, come dono dai parenti defunti per essere stati buoni durante l'anno.
Ricetta adattata da Rita Chef .

Ingredienti per circa 27 biscotti

230 gr di farina 0
200 gr di latte
100 gr di zucchero
50 gr di cacao amaro
1 cucchaiaio di marmellata di arance Natura golosa Visjam
50 gr di burro fuso
25 gr di miele di mille fiori Visjam
8 gr di lievito vanigliato
la scorza grattugiata di una aranciabio
1/2 cucchiaino di cannella Ariosto
1 chiodo di garofano tritato pestato al mortaio
8 pistacchi
200 gr. di cioccolato fondente
30 ml. di olio extra vergine di oliva Bonomo - Azienda Agricola Biologica

Procedimento : iniziamo col sciogliere a bagnomaria il burro . 
In una ciotola capiente setacciare le polveri, prima la farina , poi il cacao, le spezie , il lievito e lo zucchero . Miscelare le polveri per per ottenere un insieme di ingredienti omogeneo. 
Andiamo quindi ad aggiungere il burro , il miele , la marmellata di arance , le scorzette d'arancia ed infine inseriamo gradualmente il latte ed andiamo ad amalgamare il tutto. Lavorare questo impasto per alcuni minuti con l'aiuto di una spatolina . Dovete ottenere un composto abbastanza denso. 

Foderare una placca con carta forno e con l'aiuto di 2 cucchiai realizzare i biscotti , formando delle piccole Knell . Immergere quindi il dorso di in cucchiaino in una ciotolina con l'olio d'oliva. lasciarlo scolare e con dorso del cucchiaino dare una forma uniforme ad ogni biscotto .
Cuocere i biscotti in forno ventilato preriscaldato a 180° per 12/15 minuti . 

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente . Dare il tempo ai biscotti di raffredarsi poi passiamo alla glassatura : immergere la cupolina dei biscotti sul cioccolato fondente , lasciando scolare l'eccesso ,  infine aggiungere il trito di mandorle e pistacchi . Diamo il tempo al cioccolato di solidificarsi , poi i biscotti sono pronti per essere serviti . 

A questi biscotti speziati al cioccolato dal cuore morbido con la glassa al cioccolato fondente ricoperto da mandorle e pistacchi ho abbinato la Grappa Riserva del Conte Ludovico di Spessa .




La Grappa riserva del Conte è il risultato dell'esperienza con cui si distillano le migliori vinacce del Castello di Spessa, come il Merlot-Cabernet Sauvignon. Questo distillato è stato invecchiato per un periodo di oltre 20 anni "in barrique" di rovere usate già per la vinificazione e lo stoccaggio del famoso Pinot bianco di Santarosa. La grappa ottenuta ha potuto, in questo periodo, ingentilirsi ed arricchirsi nel gusto ed assumere il colore ambra che la contraddistingue.




Frutto del distillato delle vinacce di Merlot e Cabernet Sauvignon, invecchiata per oltre vent’anni , la grappa Riserva del Conte é ricca e vellutata in bocca, conferma le sfumature aromatiche con sentori di frutta matura, cioccolato, nocciole ed uva passa. Alla vista si presenta limpida e cristallina con un colore giallo ambra intenso. In bocca è molto morbida e al contempo intensa ed elegante , la nota dolce è ben bilanciata con l'alcol . Il finale è molto consistente e piacevole e ricorda le sfumature aromatiche sopra citate . 
Questo distillato di altissimo livello è il perfetto abbinamento a questi biscotti di origine catanese :
Le rame di Napoli .

 Per ulteriori info : http://www.castellodispessa.it/




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domenica 29 settembre 2019

Penne rigate Senatore Cappelli biologico con buzzonaglia di tonno rosso



La ricetta che vi propongo oggi è un inno ai sapori mediterranei e mi riporta ai sapori e ai profumi della nostra ultima vacanza in Sicilia. 

Con il termine  buzzonaglia di tonno rosso si indica la parte del filetto che si trova a ridosso della lisca centrale, la spina dorsale del pesce. Ha un sapore intenso e un colore scuro ed è apprezzata soprattutto per la sua morbidezza. Questa caratteristica fa della buzzonaglia di tonno un ingrediente ideale per condire primi piatti saporiti e rustici, ad esempio in abbinamento ai capperi , olive , pomodori secchi e alla cipolla rossa .
Prodotto tipico della Sicilia e della Sardegna , la buzzonaglia è molto più saporita del tonno tradizionale, si acquista  sott'olio  nei negozi di prodotti tipici italiani di nicchia.

Nutriente e gustosa, la buzzonaglia è amata non solo da chi predilige i sapori mediterranei semplici e genuini ma anche da chi preferisce gusti più esotici e sofisticati ; infatti in Giappone la buzzonaglia di tonno è usata per fare il sushi.

Ingredienti per 4 persone :

280 gr. di penne Senatore Cappelli biologico Tarall'oro
1 vasetto di buzzonaglia di tonno da 200 gr.
4 filetti di pomodori secchi in olio extra vergine di oliva La Nicchia
½ bicchiere di vino bianco secco
1 cucchiaio di capperi dissalati La Nicchia 
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di olive verdi schiacciate a mano in olio extra vergine di oliva Tenuta Morgante
un ciuffo di finocchietto selvatico
sale q.b.
pepe nero q.b.
olio Extra Vergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo

Procedimento : porre sul fuoco una larga padella con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva , far rosolare lo spicchio d'aglio , abbassare la fiamma aggiungere i capperi dissalati, far insaporire per 3 minuti poi aggiungere i pomodori secchi sott'olio tritati assieme a poco finocchietto fresco tritato, quindi sfumare con il vino bianco. 

Una volta sfumato il vino , continuate la cottura per 15 minuti a fuoco dolce aggiungendo gradualmente l’acqua che occorre a mantenere umido il sugo. 

Unite quindi la buzzonaglia di tonno ben sgocciolata dal suo olio di governo e sbriciolata assieme alle olive verdi . 
Fate cuocere per altri 5 minuti regolando l’umidità del sugo. 
Di solito non occorre salare perché gli ingredienti di questo sugo sono già molto sapidi, ma vi consiglio di assaggiare la salsa a fine cottura e quindi regolatevi anche con il sale da aggiungere all'acqua della pasta . Spegnete il fuoco e aggiungete una macinata di pepe nere . 

Fate cuocere la pasta in abbondante acqua poco salata ( ne mio caso, vedi info sopra ) scolatela al dente e fatela saltare nel sugo di buzzonaglia di tonno rosso. 
Terminare il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva . Decorare a piacere con dei ciuffetti di finocchietto fresco .

Vino consigliato :


Sauvignon di Tenuta Luisa


Video della settimana :




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domenica 15 settembre 2019

Insalata di riso agrodolce con bresaola e germogli




Oggi era una bella giornata di sole quasi estiva e cosi' ho deciso di di preparare questo piatto unico con un particolare connubio di sapori ; in famiglia tutti hanno gradito . Per la presentazione del piatto mi sono ispirata alla rivista Menù. 

Ingredienti per 4 persone :

200 gr. di riso
24 fettine di bresaola
1 peperone rosso
2 pesche
2 steli di prezzemolo
1 stelo di maggiorana
4 foglie di basilico
un ciuffo di germogli di alfa-alfa ( erba medica )
un pizzico di sommacco
sale q.b.
pepe bianco q.b.
olio Extra Vergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo

Procedimento : iniziamo col preparare la vinaigrette che sarà il condimento del riso.

Versare in una ciotola 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva, un trito finissimo di prezzemolo e maggiorana , il basilico tritato grossolamente con un coltello di ceramica , un pizzico di sommacco, sale e pepe . Mescolare bene , coprire il recipiente e tenere da parte . il sommacco è una spezia leggermente piccante con una nota agrumata di limone mediterraneo .

Sbucciare il peperone , dividerlo a metà , eliminare i semi e i filamenti interni , poi tagliarlo a cubetti. Porre sul fuoco una wok , ungerla con un filo d'olio , poi eliminare con carta cucina l'olio in eccesso. Quando la wok è ben calda far saltare velocemente i cubetti di peperone , poi versarli in un piatto, condirli con un pizzico di sale e tenerli da parte . 
Con questo metodo di cottura il peperone rimane croccante e assume un sapore leggermente affumicato. 

Sbucciare le pesche , tagliarle a cubetti e condirle con un filo di olio extra vergine di oliva . 

Far cuocere il riso in abbondante acqua poco salata il riso ( la bresaola è già ben saporita ) , scolarlo e versarlo in una ciotola, aggiungere le pesche a cubetti , il peperone saltato e la vinaigrette , mescolare bene e lasciar riposare per 5 minuti . 
 Io questo piatto l'ho servito a temperatura ambiente , ma certamente può essere servito anche tiepido oppure freddo. 

Presentazione : posizionare sul piatto le fette di bresaola , come da foto della ricetta , inserire al  centro l'insalata di riso agrodolce . Decorare le fette di bresaola con pochi germogli di alfa-alfa, e solo al momento di servire il piatto irrorare le fette di bresaola con i germogli con un filo di olio extra vergine di oliva. 

Vino consigliato :



Joy Pinot Grigio Castello di Spessa 
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