Daniela, Diocleziano & Family

Cucina, fotografia, musica, recensioni, magazine

giovedì 15 marzo 2018

Crema di ceci in bellavista



Ingredienti per 4 persone :
300 gr. di ceci di Sicilia Bonomo
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro di Sicilia Bonomo
peperoncino dolce q.b.
polvere d''arancia q.b.
pepe nero q.b.
sale
olio Extra Vergine di oliva - Monocultivar Cerasuola Bonomo




Procedimento : sciacquate velocemente i ceci e metteteli ad idratare in abbondante acqua fredda per 15-18 ore. Trascorso questo lasso di tempo , scolate i ceci e versateli in una pentola con abbondante acqua assieme ad una foglia di alloro e fateli cuocere per circa 2 ore . Se usate la pentola a pressione come nel mio caso, il tempo di cottura è di 45 minuti  . Spegnete il fuoco, salate  e tenete da parte un piccolo mestolo di ceci che serviranno per decorare il piatto . Frullate i restanti ceci con il loro brodo di cottura con un frullatore a immersione. Passate il frullato di ceci con un passa verdure a maglie fitte ( dovete ottenere una crema piuttosto fluida ) . 

Fate rosolare in un tegame con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva lo spicchio d'aglio con la foglia di alloro, quando l'olio è caldo incorporate la crema di ceci e aggiungete il rametto di rosmarino legato con dello spago da cucina, fate addensare la crema di ceci a fuoco dolce , mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Poco prima di spegnere il fuoco aggiungete una macinata pepe nero , mescolate , eliminate lo spicchio d'aglio il rosmarino e l'alloro . 
Nel frattempo tritato il prezzemolo; in una ciotolina mescolate la punta di un cucchiaino di peperoncino dolce con la stessa quantità di polver d'arancia .

Presentazione : porre al centro del piatto un mestolo di crema di ceci ben calda , decorare con alcuni ceci , un trito di prezzemolo,  una lieve spolverata di peperoncino dolce e polvere d'arancia, e terminare il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva .
 Decorare a piacere con foglie di insalata , io ho usato una foglia di acetosa o erba brusca . 

Vino consigliato : IGT UMBRIA ROSE’ 2016 Cantina Colle Mora

Video della settimama :


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domenica 4 febbraio 2018

Zuppa di fave con cavatelli , seppia e gamberi grigliati



La ricetta che vi presento oggi è una mia reinterpretazione del macco di fave alla siciliana, ricetta realizzata con molti prodotti tipici siciliani : per realizzarla infatti ho utilizzato le fave secche di Sicilia decorticate,  l’alloro di Sicilia e l’olio extra vergine di oliva prodotti dall’azienda  Bonomo di Partinico ( PA )  .
 
Ho servito questa zuppa di fave assieme a dei cavatelli caserecci pugliesi con  una seppiolina e  dei gamberi grigliati , per dare un mio tocco personale ad un classico siciliano, ed anche perché mi piace molto l’abbinamento delle fave con il pesce . Per far esaltare l'insieme dei sapori di questa ricetta  ho terminato il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva .

Ingredienti per 4 persone :

300 gr. di fave secche Bonomo
1 cipollotto fresco
1 foglia di alloro di Sicilia Bonomo
280 gr. di cavatelli caserecci Tarall'oro
8 gamberi
4 seppioline
½ peperone rosso
sale fino
un pizzico di peperoncino dolce
olio extra vergine di oliva - Infinito - da ulivi secolari Bonomo



Oggi vi presento un nuovo arrivo nella mia cucina : l’olio Extra Vergine di oliva - Infinito -  prodotto da ulivi secolari . Un olio ottenuto esclusivamente da olive di varietà Cerasuola, selezionate e lavorate secondo la sapiente arte olearia dell'estrazione a freddo .

Procedimento: sciacquate velocemente le fave, e mettetele in ammollo in abbondante acqua fredda per reidratarsi per circa 24 ore; durante questo periodo cambiate l’acqua almeno tre volte. Trascorso questo lasso di tempo , scolate le fave e ponetele in una pentola capiente con abbondante acqua fredda , assieme al cipollotto . Appena arriva il bollore eliminate la schiuma che si forma in superfice , salate leggermente, abbassate la fiamma , aggiungete la foglia di alloro coprite parzialmente e fate cuocere per almeno due ore, fino a quando le fave si sciolgono in purè.
 
Procediamo quindi a montare le fave , aggiungendo a filo a filo un po’ di ’olio extra vergine di oliva e mescolando con una frusta . Dare l'ultimo tocco con il frullatore ad immersione , basteranno pochi secondi, per creare una morbida crema . Se la consistenza risultasse troppo solida basterà aggiungere un po’ di brodo vegetale.
 
Nel frattempo eliminare la testa e il carapace dei gamberi, eliminare il budellino centrale, poi lavarli bene sotto l’acqua corrente, e quindi asciugarli con carta cucina. Pulire con cura ed asciugare con carta cucina le seppioline.
Infilzate il pesce in 4 spiedini alternandolo e dei cubetti di peperone rosso. Condite gli spiedini con un pizzico di sale , peperoncino dolce e olio extra vergine di oliva.
Fate cuocere gli spiedini in una griglia rovente , pochi minuti per lato .
 
Fate cuocere nella crema di fave i cavatelli , mescolate spesso e aggiungete se necessario altro brodo vegetale .
 
Presentazione : ponete un mestolo abbondante di zuppa di fave e cavatelli in un coccio di terracotta , depositate al centro una seppiolina grigliata tagliata a fette , 2 gamberi grigliati  e dei cubetti di peperone rosso grigliato . Terminare il piatto con un filo di olio extra vergine di oliva Infinito, ideale per zuppe e pesci alla griglia .

Decorare a piacere con erbe aromatiche fresche , io ho usato un ciuffetto di finocchietto.

Vino consigliato : Galatina Doc rosato








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venerdì 27 aprile 2012

Zuppa di farro ceci e fagioli con mazzancolle

                                         Tovaglia e tovagliolo CreativiTavola

  Ingredienti per 4 persone :
·         270 gr. di zuppa farro, ceci e fagioli MelandriGaudenzio
·         12 mazzancolle
·         1 carota di Chioggia
·         1 piccola cipolla bianca di Chioggia
·         1 costa di sedano
·         1 spicchio d’aglio
·         prezzemolo
·         rosmarino
·         sale grosso integrale Gemma di mare q.b.
·         salatura Mediterranea affumicata q.b.
t      3 grani di pepe nero 
·         olio extra vergine di oliva Coratina Masseria Cusmai

Procedimento : mettere la zuppa in ammollo in acqua fredda per 4-6 ore.
Nel frattempo , preparare il brodo. Pulire le mazzancolle e mettere da parte le teste.  Tritare finemente carota, sedano e cipolla; la metà di questo trito versatelo in un tegame con litri 1.400 di acqua fredda , assieme ad alcuni gambi di prezzemolo e alcuni grani di pepe. Accendere il fuoco, portare a ebollizione e lasciar cuocere a fuoco basso per 30 minuti. Spegnere, lasciar riposare per 15 minuti poi  filtrare il tutto.

Per la zuppa: tritare l’aglio e il rosmarino,  aggiungerlo  poi al rimanente trito di verdure tenuto da parte.
 Porre sul fuoco un tegame con olio extra vergine di oliva , aggiungere il trito di aromi e  verdure e farle leggermente dorare , aggiungere poi la zuppa , coprire con il brodo precedentemente preparato , e far cuocere a fuoco dolce  per circa 90 minuti. Se necessario durante la cottura aggiungere un po’ d’acqua , per dare la giusta consistenza alla zuppa. Regolare di sale.
Eliminare il budello alle mazzancolle, lavarle , poi asciugarle con carta cucina, spolverarle con un pizzico di salatura mediterranea, irrorarle con filo di olio extra vergine di oliva e farle cuocere velocemente in un tegame antiaderente ( 1 minuto per lato ).

Versare la zuppa nelle ciotole , appoggiare tre mazzancolle ed un ciuffo di prezzemolo in ogni ciotola , irrorate con un filo di olio extra vergine di oliva.

Vino consigliato : Breganze rosso DOC

Per questa ricetta ho impiegatol'olio extra vergine di oliva fruttato intenso prodotto con oliva Coratina , della Masseria Cusmai, di un colore verde smeraldo con riflessi dorati. Possiede un ododre fruttato netto di oliva, con evidenti sensazioni di mandorla e carciofo, perfetto per la mia zuppa. 


L'olio extra vergine di oliva da Coratina, dal 4 Aprile 2012 è presente sul social  food network italiano Gente del Fud.


Con questa ricetta partecipo al contest : Un coccio al mese per 12 mesi : Aprile  del blog di Max



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mercoledì 14 marzo 2012

Orzotto alle primizie di campo e caprino di bufala


Tovagliolo Creativitavola

Ieri pomeriggio , complice la bella giornata e il clima mite, ho deciso di fare una passeggiata in campagna, è stato molto piacevole, come un anticipo d’estate. Ho raccolto le prime erbe primaverili , tarassaco e ortiche , e mentre tornavo a casa pensavo alla ricetta da realizzare. Il tarassaco è un ‘erba tendenzialmente amara, mentre l’ortica è tendente al dolce, e per mantecare avrei usato quel caprino di bufala che avevo nel frigo. Con altri ingredienti presenti nella mia dispensa, avrei realizzato un’orzotto , un piatto leggero, saporito, che riporta agli antichi sapori di un tempo.

Ingredienti per 4 persone :

• 200 gr. di orzo perlato Flaminio
• 70 gr. di caprino di bufala Mauri
• 1 ciuffetto di ortiche
• 1 ciuffetto di tarassaco
• ½ cipolla bianca di Chioggia
• 2 fettine sottili di pancetta fresca
• 50 ml. di vino bianco secco
• 400 ml. di brodo vegetale
• 1 spicchio d’aglio
• Fior di sale Gemma
• pepe nero Ariosto
Olio Flaminio delicato extra vergine di oliva

Il caprino di bufala è solo l’ultimo arrivato della famiglia di caprini firmati dall’ azienda di Pasturo, da sempre sinonimo di qualità ed eccellenza made in Italy. Lanciato all’inizio degli anni Cinquanta, il Caprì Mauri ha fatto conoscere al grande pubblico uno dei formaggi più amati della tradizione casearia italiana, nella versione classica a base di latte vaccino, e negli anni ‘80 nella versione light e di latte caprino. Oggi i caprini sono tra i formaggi freschi più apprezzati e venduti sia in Italia che all’estero. E con il nuovo Caprì di Bufala, Mauri vuole rinnovare il successo di questo particolarissimo prodotto interpretandolo in chiave moderna e originale.

I nuovi caprini di bufala si contraddistinguono per il gusto dolce e ricco al tempo stesso, perfetto per dare nuova personalità anche ai piatti più semplici e quindi a mio avviso, perfetto per mantecare ed arricchire il mio orzotto.

Veniamo quindi alla ricetta : lavare con cure le erbe di campo, sbollentarle separatamente, ( in quanto hanno diversi tempi di cottura ), e poi tritarle grossolanamente. In un tegame far dorare uno spicchio d’aglio con un filo di olio extra vergine di oliva , aggiungere le erbe di campo tritate, sale e pepe e portare cottura. La salsa alle erbe di campo è pronta.

In un altro tegame far dorare un trito finissimo di pancetta e cipolla, sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare e poi aggiungere l’orzo perlato. Tenete presente il tempo di cottura indicato sulla confezione, nel mio caso ho utilizzato l’orzo della linea Flaminio e in questo caso il tempo di cottura e di 20 minuti. Quando siete circa alla metà del tempo di cottura , incorporate la salsa alle erbe di campo, e portate a cottura aggiungendo del brodo vegetale quando necessario. A fuoco spento aggiungete il caprì di bufala tritato, amalgamate il tutto e lasciate riposare per 3 minuti prima di servire.

Vino consigliato : Pinot grigio del Veneto Orientale.


Con questa ricetta partecipo al contest: Un coccio al mese per 12 mesi

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sabato 17 aprile 2010

Zuppa dei carrettieri ( trippe in brodo alla trevigiana )



Questa zuppa era già nota nel 1500, nella Marca Trevigiana si trovano, secondo il Maffioli, le piu' antiche e legittime radici della zuppa di trippe, preparata in bianco, cioè senza l'impiego del pomodoro, entrato recentemente nella cucina trevigiana. Nel secolo scorso, e in alcuni luoghi fino a una cinquantina di anni fa, questa zuppa veniva offerta agli amici e ai parenti agli amici che andavano a prelevare lo sposo o la sposa, ed era come l'inizio di un rituale gastronomico che durava poi per l’intera giornata.
Era inoltre gustata, sempre di mattina, nelle osterie che esponevano il cartello "oggi trippa" e nelle osterie paesane nei giorni di fiera. Nella mia zona nei giorni di fiera questa tradizione sussiste ancora oggi; alcune osterie espongono il cartello con il menu del giorno che comprende sempre oltre alla trippa in brodo, la trippa con il pomodoro ( in tecia ) e il baccalà.
Ed ora vi svelo perché questa zuppa viene denominata “ zuppa dei carrettieri” : perché era il cibo che carrettieri e zatterieri che trasportavano, percorrendo il fiume Piave, il legname dal Cadore e dal Cansiglio a Venezia, consumavano nelle osterie ubicate lungo il fiume.

Esecuzione: per prima cosa realizzare il brodo di gallina

Ingredienti per 4 persone :
per il brodo:
- ½ gallina ruspante
- 1 costa di sedano verde
- 1 cipolla bianca
- 1 carota
- 1 porro con 1 chiodo di garofano inserito
- sale grosso

Mettete tutto a bollire partendo dall’acqua fredda, al momento della bollitura cominciate a togliere la schiuma che si forma in superficie, continuate l’operazione per 15 minuti circa, quando la carne è cotta e il brodo è maturo, spegnete il fuoco e tenete da parte.
( P. S. queste sono alcune regole per scegliere le porzioni: 4 litri di acqua per chilogrammo e mezzo di carne, con 20 gr. di sale grosso, regolatevi di conseguenza )

Ingredienti per la trippa :
- 400 gr. di trippa precotta
- 1 cipolla steccata con 2 chiodi di garofano
- 1 sedano verde
- 1 carota
- 1/2 limone biologico
- 1 crosta di formaggio montasio stravecchio
- 2 foglie di alloro
- 4 foglie di salvia
- crostini di pane

Esecuzione: mettete sul fuoco un tegame capiente con acqua fredda, la trippa, cipolla steccata, sedano, carota, l’alloro, una foglia di salvia e il ½ limone tagliato a fette, fate bollire il tutto per circa 35 minuti. Scolate la trippa e tagliatela a quadratini. Nel frattempo sgrassate il brodo, poi filtratelo e ponetelo in un tegame sul fuoco e portatelo a bollore.
A questo punto aggiungete la trippa a dadini, la crosta di montasio stravecchio opportunamente lavata ( attenzione solo la crosta, il formaggio va raschiato via ) ed alcune foglie di salvia spezzettate. Il brodo dovrà bollire per 30 minuti. Servire la zuppa con sopra dei crostini di pane caldi.

Come vino ho abbinato a questo piatto del Lison Classico del Veneto Orientale.

Al giorno d’oggi le trippe non sono molto apprezzate o lo sono da parte di pochi estimatori, ma fino a pochi anni or sono, erano molto gradite, in particolare nella mia zona. Io da sempre conosco questo detto: “ pan padovan, trippe trevisane, donne veneziane” ( pane padovano, trippe trevigiane e donne veneziane ) . Non conosco l’origine e la datazione di questo detto, ma comprendo che, all’epoca in cui è stato coniato il detto, le trippe trevigiane, assieme al pane padovano e alle donne veneziane, erano un piatto molto apprezzato e riservato a pochi privilegiati.


Ho autorizzato la pubblicazione di questa ricetta su : http://www.accademiadellatrippa.com/
vi consiglio di visitare questo sito.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Ale del blog: " Timo e Maggiorana "

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mercoledì 20 gennaio 2010

Minestra di fagioli con il radicchio


Sono appassionata di cucina e molto legata alle tradizioni, questa sera vi presento un piatto classico della tradizione veneta, modificato e rivisitato.

Ingredienti per 4 persone

- 300 gr di fagioli borlotti freschi
- 180 gr. di minestra tipo corallini
- 2 patate medie
- 1 osso carnoso di vitello
- 1 carota
- 1 pomodoro cuor di bue maturo
- 1 gambo di sedano
- ½ mezza cipolla bianca
- 1 spicchio di d’aglio
- 150 gr. radicchio di campo verde e rosso ( e un tipo di radicchio che cresce spontaneamente in mezzo all’erba medica )
- 1 piccolo cespo di scarola ( utilizzare il cuore )
- 100 gr. di montasio stravecchio
- 1 fetta di prosciutto San Daniele
- 2 fette di pancetta fresca
- 1 cucchiaio di pinoli
- Erba cipollina, prezzemolo, alloro, rosmarino
- Olio d’oliva, curcuma sale e pepe

Preparazione del piatto :
Mettere sul fuoco una pentola a pressione con circa tre litri di acqua e i fagioli, la cipolla, l’aglio, la carota e il sedano, 2 foglie di alloro, un mazzolino di rosmarino legato con del filo, la giusta quantità di sale grosso. Quando l’acqua bolle, mettere il coperchio a pressione e cuocere per 20 minuti. A questo punto aprire il coperchio ed aggiungere le patate pelate e tagliate a pezzi grossi, e il pomodoro ; continuare a cottura senza coperchio per altri 15 minuti.
Con il passaverdure ( utilizzare la maglia sottile ) passare il minestrone e porlo in un tegame alto con il fondo spesso, portare a bollore quindi versare la minestra e portarla a cottura (a fuoco dolce) mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Intanto che la minestra cuoce porre sul fuoco un tegame tipo wok, quando questo e caldo versare la pancetta tagliata a cubetti e un filo d’olio, lasciare che il grasso si sciolga quindi versare i pinoli e il prezzemolo e un pizzico di curcuma ( questo è il condimento per l’insalata )
A questo punto prendere il radicchio e la scarola opportunamente lavati, versarci sopra il condimento caldo, mescolare e disporlo sul piatto, al centro versare la minestra di fagioli il croccante di prosciutto ( realizzato tagliando a strioscioline il prosciutto e fatto dorare sul wok caldo e senza olio ) con un pizzico di erba cipollina, una macinata di pepe nero, guarnire tutto il piatto con qualche scaglia di montasio stravecchio.



Ho abbinato a questo piatto un vino rosso il Malbech del Veneto Orientale.


Tocco personale :

io ho fatto delle variazioni al piatto originale , in particolare ho aggiunto il curcuma e dei pinoli
e il croccante di prosciutto. Ho sostituito la cotenna del maiale ( sosoi ) con della pancetta fresca. Per realizzare un piatto piu’leggero rispetto alla ricetta originale.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Ale del blog : Timo e maggiorana " Minestre, zuppe e vellutate tutto cio' che scalda ..."




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