Daniela, Diocleziano & Family

Cucina, fotografia, musica, recensioni, magazine

martedì 3 dicembre 2013

Antico dolce di San Nicolò



Un contest è anche un modo per conoscerci meglio . Raccontare di noi stessi , del nostro blog e di una ricetta che ci rappresenti , questo è il tema del contest di Stefania  I love me, my blog and food .

Iniziamo con la mia storia : sono Daniela Dal Ben, sono nata a Motta di Livenza (TV) e da sempre vivo ad Annone Veneto (VE) comune del Veneto orientale  confinante con la provincia di Pordenone .

Dopo gli studi di ragioniera ho iniziato a lavorare come impiegata in una ditta operante nel settore del mobile . Nel 2011 , a causa di una grave crisi , l'azienda ha chiuso i battenti e da allora sono una blogger a tempo pieno .

Il blog : http://danieladiocleziano.blogspot.it/  è nato nell’aprile del 2009 .  La spinta iniziale è partita da Diocleziano che apprezza da sempre la mia cucina, ci abbiamo pensato un po’ e una domenica pomeriggio il nostro blog ha iniziato il suo percorso.
Un blog nato in famiglia : dall'unione della mia passione per la cucina e per i vini ,  con quella di Diocleziano per la fotografia , entrambi adoriamo la musica.
Con il passare degli anni sono aumentati i temi  trattati nel blog; infatti anche se in minor misura nel blog si parla anche delle nostre esperienze , dei nostri viaggi culinari , della scoperta dei nuovi prodotti .
La mia cucina è innanzitutto una cucina legata alle tradizioni e al territorio; sono presenti sul mio blog molte ricette ispirate a ricette tipiche venete-friulane. Adoro tutta la cucina italiana , e in particolare mi piace molto la cucina toscana e quella siciliana, nel blog potete trovare diverse ricette tipiche di queste regioni.
Nel blog trovate anche ricette ispirate alla cucina giapponese, francese, spagnola, e anche americana.

Per il contest di Stefania ho scelto questa ricetta " Antico dolce di San Nicola " , perchè  questo dolce mi ricorda i momenti felici della mia infanzia e i dolci racconti di mia nonna.
E' una ricetta della tradizione presente da molti anni nella mia famiglia.

San Nicola è il patrono di Motta di Livenza la città in cui sono nata e la sua festa è molto sentita in tutto il nord est ,  infatti qui molte sono le chiese a lui dedicate, così come in Italia e in tutto il mondo.

La nonna mi raccontava che nella nostra zona,  San Nicola o meglio, San  Nicolò, era senza dubbio il Santo più atteso. Fino ai recenti anni cinquanta Babbo Natale era praticamente inesistente solo pochi bimbi benestanti potevano dire di aver ricevuto regali da lui ; l'immagine della Befana rimaneva legata a quella della strega cattiva che portava del carbone ai bambini che non si erano comportati bene .
 San Nicola invece passava per tutti.
La nonna si alzava la mattina del 6 dicembre con la speranza di trovare, qualche dolciume, frutta secca e magari qualche piccolo regalo come un berretto , dei guanti, oppure una sciarpa , cose di cui aveva bisogno in quel momento. Anche se trovava solo un piccolo pezzetto del dolce di San Nicolò, la gioia era molto grande.
In quasi tutte le zone in cui San Nicola è festeggiato esiste un dolce a lui dedicato, basti pensare agli speculoos di San Nicola, i famosi biscotti speziati tipici del Belgio e dei Paesi Bassi , oppure i panuzzi sicialiani di San Nicola.
Nel Veneto orientale è appunto l'antico dolce di San Nicolò il dolce a lui dedicato . Non conosco l'origine e la datazione di questa ricetta posso solo dirvi , che mia nonna lo conosceva sin da piccina ed era nata nel 1899. Questo dolce è molto simile alla pinza , il dolce di San Nicolò ha una minor quantità di ingredienti rispetto alla pinza; qui però  ci sono delle uova , che invece sono assenti nella pinza.

Ingredienti per 8 persone :
500 gr. di farina
250 gr. di farina di mais
4 uova bio
1 cubetto di lievito
10 cucchiai di zucchero
250 gr. di uvetta
140 gr. di fichi secchi
20 gr. di semi di finocchio
la scorza di un limone
100 ml. di latte
1 cucchiaio di olio
250 gr. di burro
1 cucchiaino di sale

Procedimento : In una terrina far sciogliere il lievito con 100 ml di latte tiepido, 1 cucchiaino di sale e 1 cucchiaio di zucchero, aggiungere circa 50 gr. di farina e un goccio d’olio, mescolare ,  coprire con un canovaccio e lasciar riposare.

Mettete in ammollo in acqua tiepida l'uvetta, tagliate a tocchetti i fichi secchi.

Ponete una pentola sul fuoco con mezzo litro di acqua aggiungete i semi di finocchio e quando l'acqua bolle versate a pioggia la farina di mais, mescolando spesso. Quando la polentina sarà cotta versatela su una spianatoia e lasciatela intiepidire . Unite la farina setacciata, le uova e lo zucchero e cominciate ad impastare e di seguito anche tutti gli altri ingredienti ( la buccia grattugiata del limone, i fichi secchi, l'uvetta strizzata e i canditi d'arancia ). Per ultimo incorporate il  lievito, impastate con energia fino ad ottenere un composto omogeneo. Ungete ed infarinate una tortiera rettangolare, versate l'impasto e livellatelo con le mani, coprite con un canovaccio , lasciate riposare per 2 ore. Inseritelo nel forno ben caldo a 200° e fatelo cuocere per 45 minuti .
Una volta freddo spolverate a piacere con dello zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo al contest : I love me, my blog and food












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giovedì 24 maggio 2012

Le forade da nòza

Piatto Algia




Un tempo i matrimoni per le genti povere del bellunese , erano feste molto modeste, non ci si poteva permettere di indossare abito costosi, e nemmeno ci si poteva permettere di utilizzare fiori o coccarde pregiate, ci si affidava così alle nobili mani delle donne, che preparavano in casa le forade da nòza.

Questo biscotto a forma di ciambella era appuntato su ciascun vestito degli invitati per ornarlo, e alla fine dei festeggiamenti poteva essere mangiato, e in alcuni casi veniva conservato, per un certo periodo ,come portafortuna. La ricetta era molto semplice a base di albumi d’uovo, zucchero , una spruzzata di grappa e frumina. Con la pasta ottenuta si realizzavano delle palline, che poi venivano leggermente appiattite con le mani e poi forate con il cono di un imbuto. Venivano spolverati con dei confettini colorati , fatti cuocere nel forno e una volta freddi, si decoravano con dei nastri di stoffa colorata, per poterli appuntare sui vestiti degli invitati.

( info tratte da DolomitiBelluno Autunno 2009 )



Ispirandomi a questa ricetta storica ho realizzato i miei biscotti.



Ingredienti :

• 280 g di farina per crostate e biscotti Pivetti

• 150 g di burro

• 130 g di zucchero a velo

• un uovo bio

• ½ fialetta aroma al rum Droghe Palma

• confettini colorati

• un pizzico di sale




Procedimento: inserire in una terrina il tuorlo d’uovo con lo zucchero e un pizzico di sale, montare leggermente con una forchetta,  poi aggiungere la farina e il burro freddo, tagliato a piccoli cubetti , impastare con le mani sino ad ottenere una palla, coprire con un film trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 minuti.

Stendere la pasta con un mattarello, con un coppa pasta rotondo della Guardini realizzare dei dischi e poi forare al centro con il cono di un imbuto. Spennellare i biscotti con del burro fuso e decorarli con dei confettini colorati.



Inserite i biscotti in una teglia ricoperta con carta forno, cuoceteli in forno preriscaldato a 190° per 13 minuti circa.


Vino consigliato : Torchiato di Fregona.









Con questa ricetta partecipo al Contest : “mmm…cookies” di Giulia&Giulia






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Carfogn per gli sposi




I Carfogn  sono un dolce tipico della valle del Biois nella provincia di Belluno. Questo dolce prende il nome dall'omonima frazione di Carfon nel comune di Canale d'Agordo.

I Carfogn sono dei grossi ravioli dolci fritti con ripieno  marmellata , semi di di papavero macinato,cioccolato , zucchero, grappa, fichi secchi ,  biscotti e altri ingredienti,  che variano da villaggio a villaggio. I semi di papavero  (macinati con il macinacaffè manuale )  sono l’ingrediente essenziale di questi dolci .

I Carfogn vengono preparati solo nelle grandi occasioni , in particolare per i matrimoni, offerti dagli sposi a parenti,  amici e vicini di casa , insieme ai tradizionali confetti. Vengono preparati anche in occasione del carnevale e in occasione della festa del patrono.

Se vi capita di visitare , uno di questi paesi il giorno della festa del patrono, passeggiando per le vie del paese, sarete attratti dal classico e irresistibile profumo di questi dolci. Una delle ricette più antiche prevede l’uso nel ripieno solo di alcuni degli ingredienti sopraelencati, quali  la marmellata di nel cotogne, semi di papavero macinati e grappa.

Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, che viene tramandata di generazione in generazione.


Qui vi presento la ricetta della signora Gemma .



Ingredienti  per 10 persone :



• 500 gr. di farina milleusi antigrumi Pivetti

• 70 gr. di burro a temperatura ambiente

• 100 gr. di zucchero

• 2 uova bio

• 1 tuorlo bio

• 150 ml. di vino bianco

• 1 cucchiaio di grappa

• 1 pizzico di sale



Per il ripieno :

• 200 gr. di confettura di albicocche bio Casa Barone

• 70 gr. di cioccolato amaro Venchi

• 30 gr. di semi di papavero

• 1 cucchiaio di zucchero

• 2 biscotti secchi tritati

• 1 cucchaio di rum



Per friggere :

olio di oliva Dante q.b.



Per decorare :

• 1 cucchiaio di confettura alle ciliegie Casa Barone

• 1 cucchiaio di marmellata fichi e limone Casa Barone

• fragole

• zucchero  a velo q.b.




Procedimento: preparare un impasto con gli ingredienti elencati, impastare energicamente, formare la classica palla e lasciar riposare in un recipiente coperto per 1 ora.



Nel frattempo prepariamo il ripieno: inserite in una ciotola la marmellata di albicocche, il cioccolato amaro grattugiato, i semi di papavero tostati e poi macinati ,( nel mio caso ho macinato solo la metà dei semi di papavero ) lo zucchero , i biscotti secchi tritati e il rum. Mescolare ed amalgamare il tutto.








Stendere la pasta sottile e con l’aiuto di un tagliabiscotti realizzare dei quadrati di pasta. Farcire con un cucchiaio di composto, coprire con un secondo quadrato e sigillare bene.



Tagliere Algia




Stendere la pasta sottile e con l’aiuto di un tagliabiscotti realizzare dei quadrati di pasta. Farcire con un cucchiaio di composto, coprire con un secondo quadrato e sigillare bene.


Friggere in abbondante olio d’oliva a 180°e scolare su carta assorbente.


I carfogn vanno serviti freddi. Io li ho presentati con una fragola affettata,  delle decorazioni realizzate con marmellata di ciliege e marmellata di fichi e limone, con una spolverata di zucchero a velo.


Per quanto riguarda il vino da abbinare , vanno sempre serviti con un vino dolce , io consiglio il vino Refrontolo Passito DOC dei colli di Conegliano.










Ripubblico questa ricetta per partecipare  al contest : “mmm…cookies” di Giulia&Giulia







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sabato 14 aprile 2012

Le forade da nòza

Piatto Algia

Un tempo i matrimoni per le genti povere del bellunese , erano feste molto modeste, non ci si poteva permettere di indossare abito costosi, e nemmeno ci si poteva permettere di utilizzare fiori o coccarde pregiate, ci si affidava così alle nobili mani delle donne, che preparavano in casa le forade da nòza.
Questo biscotto a forma di ciambella era appuntato su ciascun vestito degli invitati per ornarlo, e alla fine dei festeggiamenti poteva essere mangiato, e in alcuni casi veniva conservato, per un certo periodo ,come portafortuna. La ricetta era molto semplice a base di albumi d’uovo, zucchero , una spruzzata di grappa e frumina. Con la pasta ottenuta si realizzavano delle palline, che poi venivano leggermente appiattite con le mani e poi forate con il cono di un imbuto. Venivano spolverati con dei confettini colorati , fatti cuocere nel forno e una volta freddi, si decoravano con dei nastri di stoffa colorata, per poterli appuntare sui vestiti degli invitati.
( info tratte da DolomitiBelluno Autunno 2009 )

Ispirandomi a questa ricetta storica ho realizzato i miei biscotti.

Ingredienti :
• 280 g di farina per crostate e biscotti Pivetti
• 150 g di burro
• 130 g di zucchero a velo
• un uovo bio
• ½ fialetta aroma al rum Droghe Palma
• confettini colorati
• un pizzico di sale

Procedimento: inserire in una terrina il tuorlo d’uovo con lo zucchero e un pizzico di sale, montare leggermente con una forchetta, poi aggiungere la farina e il burro freddo, tagliato a piccoli cubetti , impastare con le mani sino ad ottenere una palla, coprire con un film trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 minuti.
Stendere la pasta con un mattarello, con un coppa pasta rotondo della Guardini realizzare dei dischi e poi forare al centro con il cono di un imbuto. Spennellare i biscotti con del burro fuso e decorarli con dei confettini colorati.

Inserite i biscotti in una teglia ricoperta con carta forno, cuoceteli in forno preriscaldato a 190° per 13 minuti circa.

Vino consigliato : Torchiato di Fregona.



Con questa ricetta partecipo al contest: Le ricette per gli sposi di Rossella del blog: Ma che ti sei mangiato

Con questa ricetta partecipo al Contest : “mmm…cookies” di Giulia&Giulia

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