Daniela, Diocleziano & Family

Cucina, fotografia, musica, recensioni, magazine

lunedì 30 novembre 2009

Torta di Sant’Andrea.




Oggi è la festa di Sant’Andrea, patrono della città di Portogruaro ( Ve ), in occasione della festa del santo patrono, si scoprono le tradizioni storiche della città rievocando l’antica sagra mercato delle oche e degli stivali; il dolce tradizionale della manifestazione è appunto la torta di Sant’Andrea.
Diocleziano posterà prossimamente le foto della manifestazione.


Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
1 uovo
100 ml. di panna fresca
50 gr. di burro
140 gr. di zucchero
200 gr. di farina di mandorle
150 gr. di farina 00
½ bustina di lievito
½ arancia biologica
2 cucchiai di canditi all’arancia
1 cucchiaio di miele d’acacia
10 noci
1 cucchiaio di pinoli
un pizzico di sale

Esecuzione: con la pasta sfoglia foderare una tortiera da 22 cm. di diametro. Far fondere in un pentolino il miele con il succo d’arancia ,aggiungere 4 noci spezzettate grossolanamente, e per ultimo aggiungere i canditi, si formerà una specie di marmellata, spegnere il fuoco e tenere da parte.
In una ciotola montare l’uovo con lo zucchero, la panna e il burro, aggiungere poi le rimanenti noci frullate, le due farine, il pizzico di sale e per ultimo il lievito, lasciar riposare l’impasto per qualche minuto . Nel frattempo disporre sul fondo dell’involucro di pasta sfoglia 3 cucchiai della marmellata precedentemente preparata, ( che nel frattempo si sarà addensata ), e quindi versare il composto dolce, ( che avrà già iniziato a lievitare ). I bordi della sfoglia ripiegateli delicatamente sul composto, e poi guarnite con i pinoli. Inserire nel forno preriscaldato a 180° e cuocere per circa 40 minuti.




Come vino ho abbinato questo dolce a del verduzzo ramandolo.
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martedì 24 novembre 2009

Spaghetti con canocchie, radicchio trevigiano e curcuma



Ingredienti per 4 persone :
• 280 gr. di spaghetti Voiello n° 104
• Kg. 1.2 di canocchie
• 1 piccolo cespo di radicchio trevigiano tardivo
• 1 limone biologico
• 2 grani di pepe nero
• 3 spicchi d’aglio
• 3 foglie di alloro
• 1 mazzetto di prezzemolo
• un pizzico di curcuma
• olio extra vergine di oliva
• sale e pepe

Queste canocchie provengono da Caorle piccola localita’ balneare vicina a Venezia, mi sono state donate dalla mia sorellina Orietta ,appena pescate, un prodotto quindi a km. Zero.



Esecuzione: prendere le canocchie, sistemarle in una bacinella e coprirle con acqua, aggiungere 1 cucchiaio di sale grosso e lasciarle riposare per 15 minuti, in modo che l’eventuale sabbia si depositi sul fondo del recipiente, trascorso questo periodo, scolatele e lavatele più volte sotto l’acqua corrente.
Questa che vi presento ora è la ricetta delle canocchie lesse, impiegate come antipasto:
mettere sul fuoco un capiente tegame con 1500 cc. di acqua e portatela a bollore, aggiungere poi 2 grani di pepe, 2 foglie di alloro, 1 spicchio d’aglio, il succo di un limone biologico con la sua buccia, qualche gambo di prezzemolo e poco sale grosso, lasciar bollire per una decina di minuti, poi aggiungere le canocchie e lasciarle cuocere per 3 minuti ( iniziate a contare il tempo da quando l’acqua avrà ripreso il bollore ) o sino a quando vedrete che cominciano a produrre una specie di schiuma bianca e diventano rosee.
Scolate le canocchie e appena sono leggermente raffreddate praticare due tagli laterali con le forbici lungo i lati del corpo, sollevare con le dita i gusci e sfilarli lasciando libera la polpa. Adagiatele su una pirofila ed irroratele con una miscela formata da olio extra vergine d’oliva, un trito di aglio e prezzemolo, e un pizzico di pepe . Possono essere gustate subito, ma è preferibile prepararle alla sera prima, coprirle con un film trasparente e riporle nel frigo, servirle quindi per il pranzo del giorno seguente, così acquistano maggior sapore.
Come antipasto possono essere servite da sole, oppure accompagnate ad altri tipi di pesce bolliti.



Una parte di queste canocchie le ho spolpate e le ho impiegate per fare un sugo veloce e molto saporito.
Esecuzione : porre sul fuoco un tegame con olio extra vergine d’oliva, uno spicchio d’aglio e una foglia di alloro, quando l’olio è caldo aggiungere il radicchio tritato ( tenere da parte alcune punte per la decorazione ) e la polpa delle canocchie, far cuocere per pochi minuti, perché il radicchio deve rimanere croccante, all’ultimo aggiungere un pizzico di curcuma , spezia che dona un bel colore giallo , ma che lascia inalterato il sapore degli altri ingredienti che compongono il piatto.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e fateli saltare nel sugo con un’abbondante spruzzata di prezzemolo.
Presentazione del piatto: porre al centro del piatto gli spaghetti e decorare con due canocchie e delle punte di radicchio trevigiano.

Come vino ho abbinato a questi piatti a del Lison, ovvero il Tocai classico delle Venezie, è cambiato il nome, ma il prodotto rimane pur sempre lo stesso.
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domenica 22 novembre 2009

Reportage sul Museo della Vita Contadina di Corbolone (VE)

Con questo mio reportage sul Museo della Vita Contadina di Corbolone - un piccolo paese in Prov. di Venezia, nella cui chiesa io e Daniela ci siamo sposati - ho voluto porre l'attenzione sul lavoro del mondo contadino, un lavoro spesso dimenticato, ma fatta di sacrifici, di rinunce, di dolori. Una tradizione che si è tramandata di padre in figlio ed è ancora - in particolar modo tra le persone anziane - radicato nel territorio provinciale. Con le poche immagini che ho postato, ho cercato di evidenziare i lavori che venivano svolti..... andavano dal calzolaio alla lavandaia, dall'insegnante elementare ( quanti ricordi mi vengono nella memoria di studente) alla casalinga (quanti piatti e pentole da lavare). La sera poi, stanchi del proprio lavoro, si tornava a casa con il motorino.
Dopo cena e, per chi se lo poteva permettere, un bel sorso di caffè, si andava a dormire e d'inverno per proteggersi dal freddo, in mancanza di riscaldamento, ci si arrangiava, mettendo tra le lenzuola e le coperte " la monega",uno scaldaletto in legno dove si collocava un piccolo braciere.













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sabato 21 novembre 2009

"Briciole di Bontà" iniziativa lodevole di Albertone


Questa proposta di Albertone è una raccolta con fine davvero lodevole. Lo scopo dell'iniziativa è di finanziare il progetto di ricerca promosso e completamente finanziato dall'Associazione La vita è un dono, con l'obiettivo di dare una speranza in più a chi soffre di Acidemia Propionica (per la maggior parte bambini) di vivere una vita più "serena" se non più "normale", disponendo di cure e terapie efficaci.
E' proprio per far conoscere il lavoro de La vita è un dono, che Albertone ha pensato di preparare una piccola pubblicazione, che chiunque possa acquistare con un piccolo contributo (e magari donare) a Natale.
Per partecipare è sufficiente postare una ricetta, mi auguro che siate in molti a partecipare.
Scade a fine Novembre.
Nel blog di Albertone troverete tutte le indicazioni del caso
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giovedì 19 novembre 2009

Sformatino di zucca e mais vestito a festa






Ingredienti per 4 persone:

- 150 gr. di farina di mais biancoperla
- 50 gr. di farina 00
- 300 gr. di zucca
- burro
- 8 foglie di salvia
- 2 noci
- 150 ml. di latte
- 4 fette di prosciutto crudo di San Daniele
- 60 gr. Formaggio “Formai ambra rossa”
- ¼ di melagrana
- 8 foglie di salvia
- glassa di aceto balsamico
- sale grosso

Esecuzione : sbucciare la zucca e lessarla in poca acqua, una volta cotta la zucca si passa al setaccio e si tiene da parte.
Preparare una polenta con 900 ml di acqua salata e le due farine, dopo circa 20 minuti aggiungere la purea di zucca , il latte e 80 gr. di burro e cuocere per altri 10 minuti.
Il “Formai Ambra Rossa” è un formaggio Montasio stagionato 18 mesi, affinato con birra rossa aromatizzata con radicchio Treviso, ha un sapore simile al grana, friabile, con leggero retrogusto amaro.
A questo punto si versa la polenta, con questi ingredienti ho ottenuto 4 sformatini e una polenta grande che versato su di una pirofila per farla rassodare.
Prendere gli sformatini e all’interno porvi un pezzetto di Formai Ambra Rossa, inserirli poi nel forno caldo a 200° per 5 minuti.
Nel frattempo porre su una pirofila rovente, antiaderente le fette di prosciutto crudo, in modo da sciogliere il grasso e farle diventare croccanti, ( questa operazione necessita di pochi minuti. )
In un tegamino, a fuoco dolce far fondere il burro e appena inizia a prendere colore unire le 4 foglioline di salvia tritate finemente, le 4 foglie di salvia intere, e le noci tritate, quando le foglioline diventano croccanti spegnere il fuoco, ( deve essere servito subito ).

Presentazione: porre al centro del piatto lo sformatino di mais e zucca, versarvi sopra 2 cucchiai di burro alla salvia e noci, del Formai ambra rossa grattugiato e una foglia di salvia croccante; decorare poi il piatto con la fetta di prosciutto croccante, un filo di glassa di aceto balsamico, e all’ultimo guarnire con perle di melograno, a piacere guarnire con del peperoncino in polvere, servire subito.

Ho abbinato questo piatto a del vino Novello delle Venezie IGT ottenuto con uve di Merlot 80% e Cabernet 20%.

Vi stare tutti chiedendo perché ho intitolato questa ricetta “ Sformatino di mais e zucca vestito a festa” , perché per realizzare questa ricetta mi sono ispirata ad una ricetta povera dell’antica tradizione contadina veneta, “ i pestarei ”, in pratica si tratta di una polenta morbida con la zucca, che veniva servita in fondine calde e accompagnata con del latte freddo.

Con questa ricetta partecipo a: " Il contest piu' morbido del web"
di Un tocco di zenzero.



Questo evento è sponsorizzato dalle Fattorie Fiandino


Con questa ricetta partecipo al contest: Una polvere d'oro che diventa polenta del blog "Love at first bite" in collaborazione con Kuhn Rikon

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