Daniela, Diocleziano & Family

Cucina, fotografia, musica, recensioni, magazine

mercoledì 9 dicembre 2009

Tofe ripiene di zucca e gorgonzola piccante



Ingredienti per 4 persone :

16 tofe Voiello n° 120
400 gr. di zucca ferrarese
70 gr. di gorgonzola piccante DOP
4 cucchiai di Parmigiano reggiano
150 gr. di burro
2 noci
¼ di melagrana
1 cipolla bianca di Chioggia
1 spicchio d’aglio
2 foglie di verza cappuccio
10 foglie di salvia
8 foglie di alloro
sale
pepe
olio di semi di mais
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Le tofe impiegate per questa ricetta mi sono state donate dalla Voiello in occasione della spaghettata Voiello svoltasi a Milano il 04-11-09.

Esecuzione:pulire la zucca privandola della scorza dura esterna e dei filamenti, quindi tagliare la polpa prima a grossi pezzi, poi a dadini. Sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente; in un ampio tegame far appassire la cipolla con un filo d’olio, aggiungere i dadini di zucca, e rosolare brevemente. Aggiungere poi lo spicchio d’aglio intero, una foglia di salvia, una foglia di alloro, sale e pepe e cuocere per 15 minuti circa a tegame coperto, e fuoco moderato, aggiungendo ogni tanto qualche cucchiaio di acqua calda. Lasciar intiepidire ( togliere lo spicchio d’aglio e le foglie di salvia e alloro ) poi frullare e tenere da parte.

In un tegamino, a fuoco dolce far fondere il burro e appena inizia a prendere colore, unire le foglioline di salvia tritate finemente, ed 1 noce sbriciolata, quando le foglioline diventano croccanti spegnere il fuoco.

Nel frattempo preparare la vaporiera, porre sul fondo del cestello le foglie di alloro e le foglie di verza spezzettate, coprire con il coperchio e portare a vapore.
Cuocere le tofe in acqua bollente salata per circa 9 minuti, poi scolarle e passarle sotto un getto d’acqua fredda per fermare cottura, porle poi in un piatto con un filo d’olio, e, con l’aiuto di due cucchiai passare l’olio sulla parte esterna delle tofe . A questo punto farcire le tofe con la crema di zucca e un pezzettino di gorgonzola piccante, poi porle nella vaporiera per una decina di minuti circa.; ( le foglie di alloro e di verza conferiranno alla pasta un sapore particolare. )
Presentazione del piatto: porre sul fondo del piatto 2 cucchiai di burro alla salvia e noci, sopra le tofe ripiene, una spolverata di parmigiano reggiano, guarnire con perle di melograno e noci tritate.

Come vino ho abbinato a questa ricetta del Sauvignon del Veneto Orientale.





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lunedì 7 dicembre 2009

La mia intervista su SceglierBio





Alcune settimane fa sono stata contatta dalla redazione del Sito SceglierBio, avevano notato il mio blog e mi chiedevano di rilasciare un'intervista, che parlasse di me, del mio blog, dei miei interessi e della mia visione del modo bio ; io ho accettato con molto piacere. Oggi sono stata molto felice di veder pubblicata la mia intervista. La versione integrale dell'intervista la potrete trovare quì.

Su SceglierBio troverete tutte le novità del mondo biologico, atte a favorire uno stile di vita veramente sano, con sezioni dedicate a FOOD & DRINK , BEAUTY & CO , LIFESTYLE , KIDS.

Per gli amanti della cucina troverete tantissime ricette ed ispirazioni per una corretta alimentazione, oltre ad una sezione interamente dedicata a noi foodblogger Eat the Blogger.

Buona visione a tutti.
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venerdì 4 dicembre 2009

Fiera di Sant'Andrea di Portogruaro ( VE )










Oche e stivali erano i protagonisti dell’Antica Fiera Mercato nella Portogruaro dell’epoca medievale: merce di scambio tra i contadini e il podestà nel mese di novembre, continuano a simboleggiare la tradizione storica portogruarese che da oltre vent’anni viene valorizzata con la Fiera di Sant’Andrea.


A ricordo degli scambi commerciali che si instauravano nel passato medievale, oggi la fiera- mercato con le sue oltre trecento bancarelle, cui si aggiungono le esposizione dei commercianti, delle categorie economiche e degli esercenti della città, fa rivivere la vocazione tipicamente commerciale di Portogruaro.


La Fiera di S. Andrea risale indietro nei secoli, anche se non si conosce esattamente la data del suo apparire. Probabilmente si rifà ai primordi della storia cittadina quando, celebrandosi la festa del patrono, alle solennità religiose si accompagnavano anche momenti di festa e occasioni di commercio.


Nel 1780, su richiesta della veneta Signoria che desiderava avere informazioni sulla situazione commerciale dl ogni comunità, Antonio Pelleatti compilò una dettagliata relazione sull’argomento per quanto riguardava Portogruaro.


Parlando di mercati e fiere ricorda che due erano le principali: una che si teneva la prima domenica di quaresima, detta dei Crosicchieri, e l’altra quella di S. Andrea, il 30 novembre. Le merci in vendita, trattavano per la maggior parte di tessuti e di attrezzi da lavoro e di uso comune, per lo più di poco valore, adatti ad una clientela che non poteva permettersi grandi lussi, anche se è da rilevare che in città erano presenti due orafi.


Nel secondo fine settimana dedicato alla Fiera di Sant’Andrea, vi sono stands espositivi, prodotti enogastronomici locali, tradizione ed arte in tutte le vie della città, con prodotti dell’oca, degustazioni dei vini doc Lison Pramaggiore, fiera mercato ed esposizioni di artigianato.

La fonte di questo articolo è il sito del Comune di Portogruaro, che quest'anno si è aggiudicato il premio come miglior sito web per la sezione comuni in tutta la Provincia di Venezia.








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lunedì 30 novembre 2009

Torta di Sant’Andrea.




Oggi è la festa di Sant’Andrea, patrono della città di Portogruaro ( Ve ), in occasione della festa del santo patrono, si scoprono le tradizioni storiche della città rievocando l’antica sagra mercato delle oche e degli stivali; il dolce tradizionale della manifestazione è appunto la torta di Sant’Andrea.
Diocleziano posterà prossimamente le foto della manifestazione.


Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
1 uovo
100 ml. di panna fresca
50 gr. di burro
140 gr. di zucchero
200 gr. di farina di mandorle
150 gr. di farina 00
½ bustina di lievito
½ arancia biologica
2 cucchiai di canditi all’arancia
1 cucchiaio di miele d’acacia
10 noci
1 cucchiaio di pinoli
un pizzico di sale

Esecuzione: con la pasta sfoglia foderare una tortiera da 22 cm. di diametro. Far fondere in un pentolino il miele con il succo d’arancia ,aggiungere 4 noci spezzettate grossolanamente, e per ultimo aggiungere i canditi, si formerà una specie di marmellata, spegnere il fuoco e tenere da parte.
In una ciotola montare l’uovo con lo zucchero, la panna e il burro, aggiungere poi le rimanenti noci frullate, le due farine, il pizzico di sale e per ultimo il lievito, lasciar riposare l’impasto per qualche minuto . Nel frattempo disporre sul fondo dell’involucro di pasta sfoglia 3 cucchiai della marmellata precedentemente preparata, ( che nel frattempo si sarà addensata ), e quindi versare il composto dolce, ( che avrà già iniziato a lievitare ). I bordi della sfoglia ripiegateli delicatamente sul composto, e poi guarnite con i pinoli. Inserire nel forno preriscaldato a 180° e cuocere per circa 40 minuti.




Come vino ho abbinato questo dolce a del verduzzo ramandolo.
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martedì 24 novembre 2009

Spaghetti con canocchie, radicchio trevigiano e curcuma



Ingredienti per 4 persone :
• 280 gr. di spaghetti Voiello n° 104
• Kg. 1.2 di canocchie
• 1 piccolo cespo di radicchio trevigiano tardivo
• 1 limone biologico
• 2 grani di pepe nero
• 3 spicchi d’aglio
• 3 foglie di alloro
• 1 mazzetto di prezzemolo
• un pizzico di curcuma
• olio extra vergine di oliva
• sale e pepe

Queste canocchie provengono da Caorle piccola localita’ balneare vicina a Venezia, mi sono state donate dalla mia sorellina Orietta ,appena pescate, un prodotto quindi a km. Zero.



Esecuzione: prendere le canocchie, sistemarle in una bacinella e coprirle con acqua, aggiungere 1 cucchiaio di sale grosso e lasciarle riposare per 15 minuti, in modo che l’eventuale sabbia si depositi sul fondo del recipiente, trascorso questo periodo, scolatele e lavatele più volte sotto l’acqua corrente.
Questa che vi presento ora è la ricetta delle canocchie lesse, impiegate come antipasto:
mettere sul fuoco un capiente tegame con 1500 cc. di acqua e portatela a bollore, aggiungere poi 2 grani di pepe, 2 foglie di alloro, 1 spicchio d’aglio, il succo di un limone biologico con la sua buccia, qualche gambo di prezzemolo e poco sale grosso, lasciar bollire per una decina di minuti, poi aggiungere le canocchie e lasciarle cuocere per 3 minuti ( iniziate a contare il tempo da quando l’acqua avrà ripreso il bollore ) o sino a quando vedrete che cominciano a produrre una specie di schiuma bianca e diventano rosee.
Scolate le canocchie e appena sono leggermente raffreddate praticare due tagli laterali con le forbici lungo i lati del corpo, sollevare con le dita i gusci e sfilarli lasciando libera la polpa. Adagiatele su una pirofila ed irroratele con una miscela formata da olio extra vergine d’oliva, un trito di aglio e prezzemolo, e un pizzico di pepe . Possono essere gustate subito, ma è preferibile prepararle alla sera prima, coprirle con un film trasparente e riporle nel frigo, servirle quindi per il pranzo del giorno seguente, così acquistano maggior sapore.
Come antipasto possono essere servite da sole, oppure accompagnate ad altri tipi di pesce bolliti.



Una parte di queste canocchie le ho spolpate e le ho impiegate per fare un sugo veloce e molto saporito.
Esecuzione : porre sul fuoco un tegame con olio extra vergine d’oliva, uno spicchio d’aglio e una foglia di alloro, quando l’olio è caldo aggiungere il radicchio tritato ( tenere da parte alcune punte per la decorazione ) e la polpa delle canocchie, far cuocere per pochi minuti, perché il radicchio deve rimanere croccante, all’ultimo aggiungere un pizzico di curcuma , spezia che dona un bel colore giallo , ma che lascia inalterato il sapore degli altri ingredienti che compongono il piatto.
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e fateli saltare nel sugo con un’abbondante spruzzata di prezzemolo.
Presentazione del piatto: porre al centro del piatto gli spaghetti e decorare con due canocchie e delle punte di radicchio trevigiano.

Come vino ho abbinato a questi piatti a del Lison, ovvero il Tocai classico delle Venezie, è cambiato il nome, ma il prodotto rimane pur sempre lo stesso.
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