Daniela, Diocleziano & Family

Cucina, fotografia, musica, recensioni, magazine

lunedì 11 gennaio 2010

Daniela’s lasagne




La ricetta del ragu’ di queste lasagne è nata da un’insieme di circostanze alcune fortuite: il mio amico Lorenzo, di origine napoletana , mi aveva da poco raccontato come preparava lui il ragu’ ed io avevo deciso con quella ricetta avrei preparato delle lasagne; recatami dal macellaio di fiducia ho incontrato una signora, che stava acquistando vari tipi di carne per fare il ragu’, perché “secondo lei per fare un buon ragù, ci volevano determinati tipi di carne “. Dall’unione dei consigli del mio amico Lorenzo e della signora in questione, incontrata per caso, è nato il mio ragù. La lasagna con questo ragù è un piatto che apprezzo e cucino molto volentieri, è il piatto che “ fino ad ora” mi ha dato maggior soddisfazioni, in pratica il mio cavallo di battaglia.; anche se tutti sappiamo che il piatto è piuttosto laborioso,e non proprio leggerissimo, ma ogni tanto si può anche sgarrare…
Ho usato la pasta con gli spinaci, perché secondo me ben si abbina a questo sugo.
Ed ora vi starete chiedendo il perché del nome della ricetta : “Daniela’s lasagne “, adesso si svelo il segreto, non sono stata io a dargli questo titolo, bensì’ un mio cugino appena rientrato dagli Stati Uniti..

Ingredienti per la pasta:
300 gr. di farina
2 uova
30 gr. di spinaci
( precedentemente sbollentati e tritati finemente )


Per la besciamella:
500 ml. di latte
100 gr. di farina
25 gr. di burro
Un pizzico di noce moscata
½ cucchiaino di sale

Per il ragu’:
300 gr. di polpa di maiale tritata
300 gr. di polpa di manzo tritata
150 gr. di polpa di vitello tritata
150 gr. di petto pollo tritato
2 puntina magre di maiale
300 gr di polpa di pomodoro
1 cipolla bianca di Chioggia
1 carota
1 spicchio d’aglio
prezzemolo, rosmarino alloro, salvia
½ peperoncino
100 ml. di vino bianco
sale e pepe
olio extra vergine di oliva


Esecuzione : tritare finemente la cipolla, l’aglio,la carota, il peperoncino , prezzemolo e salvia, farle soffriggere per pochi minuti in un tegame con olio extra vergine di oliva, poi aggiungere le puntine di maiale e far cuocere a fuoco dolce sono a quando le verdure saranno quasi cotte,







aggiungere poi la carne tritata, sale e pepe, il vino , il rosmarino e l’alloro,( legati a mazzetto ) dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro, mescolare, coprire e continuare la cottura a fuoco bassissimo almeno per 1ora e ½ , mescolarlo spesso facendo attenzione che
non si attacchi sul fondo, al termine sostituire il mazzetto aromatico con delle erbe fresche e lasciarlo riposare per alcune ore; è consigliabile preparare il ragù il giorno prima.

A questo punto preparare la pasta per le lasagne, ( con gli ingredienti sopracitati ) stendere l’impasto in una sfoglia sottile ( misura 2 della macchina ), tagliarla a strisce, e farla asciugare per 20 minuti circa. Cuocere le strisce in abbondante acqua salata, e stenderla su di un canovaccio.
Nel frattempo preparare la besciamella con gli ingredienti sopracitati.
Il formaggio stagionato impiegato per questa ricetta è per il 70% pecorino e per il 30 % parmigiano reggiano
A questo punto si procede alla composizione della lasagna: imburrare una pirofila, fare uno strato di besciamella, uno di pasta, uno di sugo, un’altro di besciamella e formaggio grattugiato fino ad esaurimento degli ingredienti, assicurandosi che l’ultimo strato sia di besciamella e formaggio. La mia lasagna si compone di 5 strati. Con un coltello da cucina praticare dei fori sulla lasagna prima di infornarla , ( cuocerà in modo uniforme ). Cuocere a forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa, sino a quando la superficie risulterà dorata.

Ho abbinato a questo piatto del vino Merlot del Veneto Orientale.

Questo sugo è ottimo per condire della pasta, in particolare gli spaghettoni lunghi .

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domenica 10 gennaio 2010

Aperitivo con stuzzichini



Questa sera vi presento un’idea semplice e veloce per realizzare un aperitivo con degli stuzzichini.

Ingredienti per l’aperitivo:
200 ml. di gingerino analcolico
200 ml. di succo di pesca
100 ml. di succo tropical
200 ml. di vino prosecco secco
100 ml. di acqua frizzante
Esecuzione: unire tutti gli ingredienti un una brocca mescolare con un cucchiaio, versare nei bicchieri e decorare, a piacere, con una fettina di arancia.

Ingredienti per gli stuzzichini:
- una confezione di pasta sfoglia
e tutto quello che avete a portata di mano, oltre la vostra fantasia : olive, piccoli wurstel, pesto, pesto di olive, conserva di pomodoro fatta in casa, mozzarella, prosciutto cotto,semi di papavero ecc.
Con questi ingredienti potrete realizzare stuzzichini di varie forme e di vari ripieni: per le pizzette non assottigliate la pasta sfoglia, con una formina dategli la forma rotonda oppure esagonale, schiacciate al centro con un dito, poneteci sopra un cucchiaino di conserva di pomodoro ed un pezzetto di mozzarella; per gli altri stuzzichini assottigliate leggermente la pasta e dategli la forma che desiderate e farciteli con il ripieno che più vi aggrada.
Coprite con della carta cucina una placca da forno e fateli cuocere nel forno preriscaldato a 200° per 15-18 minuti e comunque sino a quando la superficie non assumerà un bel colore dorato.
Sono veloci e facilissimi da realizzare, la prima volta che li ho realizzati , avevo come aiutante il mio nipotino di 8 anni.






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venerdì 8 gennaio 2010

Fagianella al forno con patate




Ingredienti per 4/6 persone:
- 1 fagianella di circa kg. 1,200
- 1 limone biologico
- 1 cipolla bianca di Chioggia
- 150 ml. di vino bianco secco
- 300 ml di brodo di verdure
- 2 spicchi d’aglio
- 3 olive verdi denocciolate
- 2 fettine sottili di guanciale affumicato
- 150 ml. di aceto di vino rosso
- alloro
- rosmarino
- prezzemolo
- 1 pezzetto di sedano rapa
- chiodi di garofano
- bacche di ginepro
- pepe nero in grani
- sale
- olio extra vergine di oliva

Io consiglio di acquistare sempre una fagiana anziché un fagiano, poichè la fagiana purchè sia giovane, è più grassa, più delicata e più saporita; in particolare è gradita anche da chi non aprrezza la selvaggina.

Esecuzione: spuntate alla fagiana la testa e le zampe poi passatela sulla fiamma per eliminare ogni residuo di piume; apritela quindi a metà per il lungo, lavatela e sgocciolatela bene.
Sistemare i due pezzi di volatile in una terrina, cospargeli con uno spicchio d’aglio tagliato a fettine, ½ cipolla tritata grossolanamente, rosmarino, 3 foglie di alloro spezzetate, 4 chiodi di garofano, 5 bacche di ginepro e 4 grani di pepe nero, irrorare con l’aceto e poi aggiungere dell’acqua fredda in modo da coprire tutta la carne, per ultimo aggiungere il succo del limone con la sua buccia, tagliata a spicchi. Coprire la terrina con della pellicola trasparente, e lasciar marinare la fagiana in frigo per almeno 12 ore.
Al momento di cuocere, togliere il volatile dalla marinata, sciacquarlo con cura sotto l’acqua corrente, quindi asciugarlo con della carta cucina.
Preparare un trito con la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, le olive, il guanciale affumicato e il sedano rapa, lasciar appassire il tutto con un filo d’olio d’oliva, unire i pezzi di fagiano e farli rosolare a fuoco vivo da ambo i lati, per una decina di minuti, aggiungere poi sale e pepe, il rosmarino, 2 foglie di alloro, e poi il vino bianco. Incoperchiate e cuocete a fuoco dolce per circa 30 - 35 minuti, ( aggiungere al bisogno del brodo di verdure ). Al termine di questo periodo sistemare la fagiana nel forno caldo a 200° per 20° circa, finchè abbia preso un bel color dorato.
Ho servito questo piatto con delle patate arroste, cucinate a parte, per renderle più delicate.
Ho sbucciato le patate, le ho tagliate a tocchetti, le ho fatte bollire per 4 minuti, le ho scolate, condite con sale, pepe e rosmarino ( senza olio ) ,poi le ho infornate e portate a cottura.

Ho abbinato a questo piatto del vino Cabernet Franc Lison Pramaggiore DOC .


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mercoledì 6 gennaio 2010

Tronchetto con tiramisù e cioccolato bianco



Ingredienti :
- 3 uova
- 3 cucchiai di latte
- 120 gr. di farina
- 1 cucchiaino di rum
- 50 gr. di burro
- 100 gr. di zucchero
- 90 gr. di cioccolato bianco grattugiato

Per la farcitura:
- 250 gr. di mascarpone
- 1 uovo
- 1 tazzina di caffè
- 2 cucchiai di zucchero
- un goccio di marsala

Per la decorazione:
- cacao in polvere
- zucchero a velo
- alcune piccole meringhe

Esecuzione: montare i tuorli con lo zucchero, ottenendo un composto gonfio e chiaro, aggiungere la farina setacciata, poi il latte , il rum, il burro sciolto ed infine gli albumi montati a neve.
Foderare una placca con un foglio di carta da forno imburrato, versare il composto in uno strato omogeneo e cuocetelo nel forno caldo a 180° per 20 minuti circa.
Capovolgere quindi la pasta su un’altro foglio di carta da forno, staccare la carta di cottura ed arrotolare il rettangolo di pasta nella carta pulita, facendolo raffreddare.

Preparare quindi la crema di farcitura al mascarpone con gli ingredienti sopracitati.

Srotolare la pasta, e con un pennello da cucina inzupparla leggermente con il caffè ( poche gocce in diversi punti, altrimenti la pasta potrebbe rompersi ), spalmare il rotolo con la crema di mascarpone, e distribuire in modo uniforme il cioccolato bianco grattuggiato, riavvolgete il rotolo in un foglio di carta alluminio e ponetelo in frigo per almeno 2 ore prima di servirlo; al termine decorare con lo zucchero a velo, il cacao in polvere, e le piccole meringhe.

Come vino ho abbinato a questo tronchetto del Moscato d’Asti.






Con questa ricetta partecipo a : Sapore di sfida IV di Giallo Zafferano.
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lunedì 4 gennaio 2010

La pinza dell’epifania secondo l'usanza del Veneto Orientale.




I falò di inizio anno sono una tradizione popolare del Nordest consistente nel bruciare delle grandi cataste di legno e frasche nei primi giorni di gennaio, solitamente la vigilia dell'epifania. Data la sua larga diffusione, ne esistono moltissime versioni e denominazioni: in Friuli è detto pignarûl (plurale pignarûi), in Veneto panevìn o panaìn (da pan e vin "pane e vino", il povero cibo che si consuma durante il falò), pìroła-pàroła, vècia ("vecchia": le pire possono assumere la forma di un fantoccio), nel basso Friuli e nel Veneto Orientale foghèra o casèra.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi la divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.Rimasta intatta come rituale da svolgersi nella vigilia dell'Epifania, ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la "vecchia" posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro:: se le fuìsche le va a matìna, ciòl su'l sàc e và a farina; se le fuìsche le va a sera pàn e poènta a pièn caliera ("se le faville vanno a oriente, prendi il sacco e va a farina; se le faville vanno a occidente, pane e calderone pieno di polenta").Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa. ( fonte Wikipedia )


Ingredienti:
150 gr. di uva passa
150 gr. di fichi secchi
I cucchiaio da tè di semi di finocchio
1 piccola mela
1 bustina di lievito mastro fornaio
½ limone – ½ arancia
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di sale
5 cucchiai di zucchero
150 gr. di burro
100 ml di olio di semi di mais
500 ml di latte
la polpa di una piccola fetta di zucca cotta al forno
75 gr. di farina di mais precotta
450 circa gr. di farina
zucchero a velo a piacere
mie aggiunte personali : i gherigli di 4 noci – 1 cucchiaio di pinoli

Procedimento:
Versare in una scodella 150 ml di latte tiepido, aggiungere l’uva passa, i fichi secchi tagliati a fettine, i gherigli di noci, il cucchiaio di pinoli e i semi di finocchio e lasciar riposare per circa ½ ora.
In una terrina far sciogliere il lievito con 100 ml di latte tiepido, 1 cucchiaino di sale e 1 cucchiaio di zucchero, aggiungere circa 70 gr. di farina e un goccio d’olio, coprire con un canovaccio e lasciar riposare.
Sbucciare e tagliare a fettine sottili la mela, disporre le fettine di mela su di un piatto, coprirle con il succo di ½ limone e un po’ di zucchero.
A questo punto prendere l’impasto di lievito, aggiungere la scodella con la frutta secca ammollata nel latte, la polpa di zucca, grattugiare la buccia di ½ arancia ed aggiungere le fettine di mela e per ultimo lo zucchero rimanente.
Far bollire il latte rimanente con dentro la buccia di limone (aggiungere anche un po’ d’acqua ).
Togliere la buccia di limone, versare la farina di mais precotta, il miele e un goccio d’olio mescolare per alcuni minuti ottenendo così una polentina morbida e lasciarla intiepidire.
Riprendere l’impasto della pinza, versare la polenta , il burro sciolto e l’olio rimanente ed impastare con la farina rimanente.
Mettere l’impasto in teglia da 32x24 mm. foderata con carta forno ed infornare per circa 30-35 minuti a 180°. ( consiglio di coprire la pinza con della carta di alluminio per i primi 15 minuti.
A piacere spolverizzare con dello zucchero a velo.


La "pinza" è senz'altro uno dei dolci più antichi della cucina veneta, ne esistono di diversi tipi, ma tutte hanno come base la farina di mais e la farina 00 ( farina de fior ).

Un tempo la pinza veniva cotta sulle braci e coperta con delle foglie di verza perchè non si bruciasse durante la cottura.

Nel Veneto Orientale la pinza è il dolce tipico dell'Epifania e viene preparato quasi esclusivamente in questo periodo, fatta eccezzione per il paese di San Giorgio al Tagliamento ( VE ), nella vicinanze di Bibione, dove la pinza viene tuttora preparata per ferragosto, festa del paese, paese che viene anche sopranominato "San Giorgio della pinza."

Un'antica credenza popolare dice che la pinza porti una una grande fortuna alle ragazze che intendono maritarsi ; per poter usufruire di questa fortuna, bisogna che le ragazze, il giorno della befana, vadano a mangiare un pezzetto di questo dolce in 7 case diverse, si dice che il risultato è garantito. Sempre per questa credenza, un pezzetto di questo dolce veniva avvolto su di un tovagliolo di lino bianco e conservato anche per mesi.

Ricordo che quando ero bambina, ed abitavo in campagna, tutto il vicinato si riuniva in una famiglia, si accendeva la casera, subito dopo la benedizione dell'acqua in chiesa , si mangiava un pezzettino di pinza , poi si faceva il giro ( si accendevano le casere ) di tutte le altre famiglie, e alla fine si decretava la massaia che per per quell'anno aveva preparato la pinza piu' buona ( è uno dei ricordi più belli della mia infanzia ).


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Betty:













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