giovedì 3 maggio 2018

L'eco museo delle acque di Gemona e la valorizzazione del Pan di Sorc



L’Ecomuseo delle Acque del Gemonese è un museo diffuso e partecipativo che punta a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di una comunità. Consiste in un progetto integrato, a carattere interdisciplinare, di tutela e valorizzazione di un territorio geograficamente omogeneo, connotato da peculiarità storiche, culturali, linguistiche, paesaggistiche e ambientali.
L’ambito territoriale di riferimento è il Campo di Osoppo-Gemona (comuni di Gemona del Friuli, Artegna, Buja, Majano, Montenars e Osoppo), una pianura alluvionale posta al centro del Friuli, dove l’Ecomuseo opera con l’obiettivo di coniugare le iniziative di salvaguardia della natura con quelle di interpretazione e conservazione del patrimonio culturale, preservando la memoria collettiva e storica dei luoghi e promuovendo uno sviluppo sostenibile che vada incontro alle esigenze della popolazione.

Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’iniziativa Wine bus abbiamo visitato la sede operativa dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese :  il Mulino Cocconi, situato al centro del nucleo abitato di Borgo Molino a Ospedaletto di Gemona . Questo mulino ha origini antichissime ( 1431 ) , anche se l’attuale struttura risale all’inizio dell’Ottocento .  Il Mulino Cocconi di Ospedaletto, in provincia di Udine, unico esemplare di mulino ad acqua sopravvissuto al disastroso terremoto del 1976 che distrusse   il gemonese . 

Tondolo Maurizio, il direttore dell’Eco Museo delle Acque di Gemona del Friuli, ci ha raccontato con dovizia di particolari la storia di questo territorio , la riscoperta e la valorizzazione dei suoi prodotti e in particolare dei due prodotti che sono il fiore all'occhiello di questo territorio , due presidi slow food:

il pan di sorc  e il formaggio della latteria turnaria di Campolessi



Il pan di sorc è un pane dolce e speziato che è stato prodotto nel gemonese fino agli anni sessanta , generalmente nel periodo natalizio . Questo pane veniva realizzato con la miscela di tre farine: mais (sorc in lingua friulana) a ciclo vegetativo breve (cinquantino),


segale ,


e frumento.

Un tempo si impastava in casa e poi si portava al forno per la cottura. Nelle comunità di Buja e Artegna questo pane diventava dolce e speziato con l’aggiunta di una piccola quantità difichi secchi e semi di finocchio selvatico ma anche uvetta, cannella e noci. 
Questa variante tradizionalmente  si preparava per le festività natalizie e si regalava come dolce ben augurante.

La ricetta originale del pan di sorc è stata raccolta intervistando anziani agricoltori, panificatori e mugnai, come i bujesi Anedi Basaldella e Domenico Calligaro, nati entrambi nel 1926 , entrambi avevano una conoscenza diretta del prodotto (il primo per aver macinato le granelle e preparato la farina, il secondo per aver impastato e cotto il pane). Se questi testimoni non fossero stati presi in considerazione il pan di sorc quasi certamente si sarebbe estinto . 
La ricetta venne sperimentata e variata nelle percentuali delle farine, fino a trovare un giusto equilibrio e, dalle tre qualità di cinquantino reperite in zona, rosso, meno rosso e tendente al giallo, venne individuata quella ramata che meglio si accordava con il progetto “Pan di Sorc”.

Nel frattempo la capacità di coinvolgimento porta i piccoli agricoltori ad aumentare la produzione bio di questo mais, oggi sono circa una quindicina, che credono in questo progetto .
 Tutte le pagnotte sono contraddistinte e certificate da un bollino .

All'interno del molino Cocconi è possibile anche acquistare i loro prodotti, potete immaginare la nostra felicità.
Ecco uno dei nostri acquisti:


 e come si presenta all'interno


 A presto con le ricette.

Per  ulteriori info :

Pan di sorc .it

Ecomuseo delle acque .it



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11 commenti

  1. Ha un aspetto invitante questo pan di sorc, un museo che mi piacerebbe visitare

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  2. quanti posti interessanti ha il nostro territorio, mi segno tutto, chissà che non possa visitare anche io quel museo, un bacione

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  3. Mi piace molto fare un salto nel tempo e rievocare le tradizioni antiche come questo museo che hai visitato. Attendo con piacere le tue ricette!

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  4. mi piacerebbe assaporare il gusto del pan di sorc, un pane dolce, speziato che sarà sicuramente ottimo! un posto assolutamente da visitare!

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  5. Mamma che aspetto invitante ha il pan di sorc, non ne avevo mai sentito parlare, ma i panificati mi attirano pressocchè tutti.
    E che bella la location che vedo nella prima immagine, davvero suggestiva

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  6. quanto mi sarebbe piaciuto ascoltare quella storia, adoro scoprire le origini delle cose soprattutto di questo genere. il pane dev'essere buonissimo, già a guardare la foto fa venir voglia di assaggiarlo

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  7. un museo davvero intelligente che fa conoscere e scoprire le antiche tradizioni chissà che bontà

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  8. Molto interessante quel museo. Sono quei musei che interesserebbero molto anche Junio. E quel pane si mangia con gli occhi chissà che profumo e che sapore!

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  9. Interessante il museo, per non parlare di quel pane. Che voglia di assaggiarlo.

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  10. Che posto interessante!! :)

    https://julesonthemoon.blogspot.it

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  11. Molto interessante il museo. Il pane non lo conoscevo, ha un aspetto magnifico. Un abbraccio

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